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Bambù commestibile e made in Italy, con una filiera circolare

farina sfusa

Italboo, azienda di Bergamo, introduce una gamma di prodotti a base di bambù commestibile, made in Italy e ottenuto attraverso una filiera di produzione circolare

Dalla Cina a Bergamo: ecco la storia di Italboo, crasi tra Italia e bambù, che racchiude quella di un’azienda a conduzione femminile che ha fatto del bambù commestibile la sua ragione d’essere, per portare nel nostro paese una pianta che ha una filiera tutta circolare e che non era ancora presente.

Si tratta della Varietà Iridescens per germogli e della Varietà Sasa per la cosmetica, usata anche in tisane e nella farmaceutica, mentre  dalle foglie commestibili si ricava una farina funzionale.

Italboo nasce nel 2014 in provincia di Bergamo grazie all’imprenditrice Carmen Ferri che si appassiona a questa pianta grazie alle due figlie: la prima era stata in Cina e aveva conosciuto le proprietà del bambù commestibile, la seconda, che è chef, aveva iniziato a sperimentare nuove ricette.

Inizia così la coltivazione tutta biologica di alcuni ettari, insieme alla famiglia e al padre vivaista, non della varietà commerciale Moso, il bambù gigante, ma di quella a uso alimentare, sconosciuta in Italia.

La farina di bambù

Italboo produce conserve con i germogli freschi, tisane e infusi ma, soprattutto, una speciale farina di bambù che si ottiene dalla foglia, essiccata a freddo per mantenere intatte le sue proprietà e poi micronizzata in varie dimensioni per gli utilizzi finali che vanno dalle bevande ai dolci o ai salati.

Non è da confondere con la fibra di bambù, che invece è una addensante che si ricava dalla canna. La farina di bambù è un prodotto molto richiesto sul mercato perché ricco di proprietà, viene usata non in purezza da sola, ma miscelata in una percentuale che varia dal 5 al 20 % a seconda dell’uso.

Si usa per fare pasta secca e fresca ma anche mescolata nei prodotti di panificazione e a Natale si produce persino il panettone con la farina di bambù. Al momento la produzione di Italboo arriva a circa 15 quintali di farina commestibile all’anno.

Le proprietà del bambù

Il bambù è curiosamente chiamato il maiale vegetale perchè non si butta niente, si usano: germoglio, foglia, pianta, parte aerea.

La pianta del bambù contiene silicio, un elemento utile per migliorare la salute delle nostre osse ed è un vegetale che non contiene grassi e allergeni, quindi i prodotti alimentari che ne derivano sono adatti anche a persone con intolleranze al glutine, per esempio, o con regimi alimentari particolari, come i diabetici.

È una pianta sempreverde conosciuta soprattutto per la il suo legname leggero e flessibile, ma che ha anche altre caratteristiche: serve spesso per fare siepi che attutiscono i rumori, assorbe sostanze inquinanti, polveri e CO2 e produce enormi quantità di ossigeno.

La sua massa vegetale aiuta a creare un habitat naturale per gli animali e aiuta lo sviluppo sano del terreno.

La catena di valore sostenibile

Ci racconta Carmen Ferri: “Accanto all’idea di coltivare bambù c’è stata subito la volontà di farlo in modo biologico, coerenti con la nostra sensibilità ecologica e il nostro stile alimentare sano“.

I tempi di crescita della pianta sono lenti e la stagione del raccolto è molto breve, dura circa un mese o poco più, quindi bisogna avere pazienza e loro hanno scelto di non usare prodotti chimici, concimi o fertilizzanti.

Italboo ha ottenuto varie certificazioni – come Bioagriocert e Moca – mentre sono in fase di ottenimento di quella Fsc e Carbon credit. Infatti, il bambù è una pianta molto sostenibile perché mentre le piante crescono, in tre o quattro anni, iniziano anche ad assorbire sempre più CO2, che catturano.

Non a caso i bambuseti di questa azienda sono spesso oggetto di visita da parte delle persone e degli studenti che vogliono respirare aria pura. E poi, a livello ambientale è una coltivazione che non necessita di molta acqua, perché le canne ne trattengono in abbondanza, e molto longeva – una pianta vive mediamente oltre cento anni.

Tra i vari partner con cui collaborano c’è la piattaforma Biofarm, a cui si sono associati tra i primi in Italia, che ha una filosofia molto etica e attenta al coltivatore.

La loro attività coinvolge anche in ottica di sostenibilità sociale ed economica il territorio, perché durante le fasi di raccolta e potatura coinvolgono cooperative sociali del luogo che aiutano le persone svantaggiate.

prodotti Italboo

Mercato attuale e sviluppi futuri

Il mercato è in continua espansione tanto che Italboo ha scelto di vendere i suoi prodotti anche all’estero, ha ampliato i suoi contatti per il settore della Gdo, è arrivata nei negozi gluten free e sta creando nuove referenze sia nel settore alimentare, che nella cosmetica e nel campo degli integratori.

Nel tempo hanno sviluppato anche le cannucce fatte tutte in bambù, biodegradabili e compostabili, prodotte con gli scarti della potatura delle canne e sempre in ottica di economia circolare, come alternativa alla plastica.

L’azienda sta guardando nella sua fase di ricerca e sviluppo anche a nuovi settori dell’economia circolare dove la sua materia è già usata, come nell’edilizia, dove il bambù risulta essere un materiale circolare molto resistente e adatto a essere mescolato con altri compositi e altre fibre.

Vista l’alta domanda del mercato stanno aumentando il numero delle piantagioni per soddisfare le richieste e sono in previsione per l’anno prossimo la produzione di liquori e distillati.

Ma i loro obiettivi futuri sono ancora più circolari perché mirano a creare delle alternative alla plastica per il settore dell’interior design e per il mondo del tessile.

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Luisa Prina CeraiLuisa Prina Cerai: piemontese trapiantata a Milano, storica dell'arte, lavora come freelance nella comunicazione tra uffici stampa e digital. Si occupa di circular storytelling come consulente e nel suo progetto instagram @Pensierocircolare | Linkedin
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