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La crisi climatica condiziona la produzione degli oli di oliva in tutto il Mediterraneo

olio di oliva
Immagine da Depositphotos

Alla Fabbrica del Vapore di Milano si è conclusa la tredicesima edizione di Olio Officina Festival. Tre giorni interamente dedicati agli oli e ai condimenti, in una manifestazione ideata e diretta da Luigi Caricato

Stiamo assistendo a una riduzione della produzione degli oli di oliva dovuta in maniera sostanziale ai cambiamenti delle condizioni climatiche che stanno interessando il Mediterraneo, area nella quale si concentra la maggior produzione mondiale di questi prodotti.

L’aumento delle temperature, la siccità prolungata e le piogge nei mesi in cui i fiori diventano frutti, hanno ridotto la produzione spagnola (primo produttore del mondo) di oltre il 50%, la produzione italiana (secondo produttore del mondo) di circa il 30% e a seguire le produzioni di Grecia, Tunisia e Marocco.

Com’è evidente, il clima sta condizionando le produzioni agricole in modo molto rapido e questo ha delle ripercussioni immediate sui prezzi; l’aumento dei prezzi riduce ovviamente la capacità di spesa delle famiglie, in particolare le più povere e a reddito fisso, il che comporta anche scelte di acquisto di prodotti di minore qualità.

Olio di oliva, la crisi climatica fa lievitare i prezzi

Quello dei prezzi dell’olio da olive, il cosiddetto oro verde, è uno dei temi affrontati alla tredicesima edizione di Olio Officina Festival, che si è recentemente tenuta a Milano.

Prezzi che hanno registrato livelli record a causa sia dell’estrema siccità e dei cambiamenti climatici, come abbiamo visto, sia dell’incremento dei costi energetici e di confezionamento.

In Italia il prezzo medio dell’olio extra vergine è passato dai 5,70 euro al chilo di novembre 2022 ai 6,13 euro di aprile 2023, toccando livelli medi mai visti in precedenza, tanto che negli ultimi mesi i prezzi hanno oscillato tra i 7 e gli 8 euro, raggiungendo picchi, nel febbraio 2024, di 9 euro al chilo, presso la Borsa merci di Bari per l’extra vergine a 0,4 di acidità e di 10 euro per l’olio biologico.

Una congiuntura negativa che, come spiega Luigi Caricato, ideatore e direttore di Olio Officina, “può paradossalmente diventare l’occasione per avvicinare i consumatori agli oli di qualità, iniziandoli così alla straordinaria biodiversità olivicola italiana, che conta oltre 500 differenti olivigni (cultivar) perché in questo contesto è fondamentale che a vincere sia il valore del prodotto e non, com’è accaduto in passato il prezzo più basso, con l’offerta in sottocosto permanente.

Occorre, proprio facendo leva sulla circostanza della mancanza di olio, far valere il concetto che l’olio extra vergine di oliva è una risorsa preziosa e non una commodity, com’è accaduto negli ultimi decenni“.

Olio Officina Festival è l’ambito riconosciuto degli oli e dei condimenti, alimenti che permeano la vita dell’uomo e che devono essere ripensati, oltre che in chiave prettamente gastronomica, anche sul fronte culturale e colturale, come insiste a ricordare Luigi Caricato, perché l’olio è un marcatore culturale, da almeno sei millenni.

Al Festival anche per il grande pubblico è possibile conoscere le diverse peculiarità degli oli, potendo cogliere ogni minima sfumatura del profilo sensoriale di ciascun olio, in termini di colore, nota olfattiva, gustativa, tattile e retro-olfattiva.

Ogni olio extra vergine esprime una sua precisa identità e determina di conseguenza un plus specifico di gusto e aromi alle diverse preparazioni gastronomiche, sia della tradizione regionale italiana sia delle varie cucine nazionali.

Per le sue caratteristiche il festival si presenta come una manifestazione in cui si uniscono vari aspetti, da quelli strettamente economici, politici, di design e packaging, culturali, a quelli esperienziali, con degustazioni guidate, introduzioni agli abbinamenti olio/cibo e masterclass comparative per scoprire le infinite sfumature dell’olio e per confrontarsi anche con gli oli prodotti in altri Paesi, non solo europei, grazie anche alla presenza dei produttori provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo.

Crediti immagine: Depositphotos

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