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Manutenzione dei castagneti: le risposte del progetto Reaction

bosco castagne
Immagine da Depositphotos

Come gestire le potature, i ricci, le foglie e le ramaglie di un castagneto? A questa domanda, ma non solo, cerca di rispondere al meglio il progetto Reaction, finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito della misura 16 sulla cooperazione forestale del Programma di sviluppo rurale

Il progetto piemontese Reaction punta a fornire informazioni e metodologie operative per la gestione sostenibile della filiera castagno. Anch’essa alle prese con la crisi climatica.

Tra chi dice no agli abbruciamenti in bosco e in campo, vietati anche da norme regionali in alcuni periodi dell’anno e chi, per contro, nega ogni necessità di trasformazione dei processi di gestione dei residui, dai ricci alle potature, la Regione Piemonte prova ad aprire nuove vie, che incrociano nuove tecnologie a iniziative scientifiche e di carattere naturale.

Il progetto prova a dare risposte agli operatori, siano imprese o hobbisti con l’obiettivo, espresso da Gabriele Loris Beccaro, docente di arboricoltura e coltivazioni arboree al Disafa, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, “di essere più efficienti, veloci, certi che i cicli naturali e le azioni dell’uomo sono intrecciati e hanno urgenza di risposte serie e durature, senza impatti sugli ecosistemi.

Questo progetto sul castagno ci vede protagonisti in Italia e in Europa, grazie al Centro regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio, a tanti docenti universitari che lavorano su questo tema e alla Regione Piemonte che negli ultimi dieci anni ha investito risorse notevoli, con i Gal e le Unioni montane di Comuni, per dire come il castagno, 200mila ettari di territorio, torna a essere produttivo, a generare reddito e paesaggio, a portare nuove economie virtuose e vincenti sui versanti alpini, in quelle terre di mezzo, tra i 600 e i 1000 metri di altitudine, dove i castagneti escono dall’abbandono grazie all’impegno del sistema pubblico con le imprese e gli Enti locali“.

Tra le risultanze anche nuovi strumenti anche tecnologici, per ridurre le emissioni e favorire la transizione a sistemi forestali competitivi, circolari e resilienti.

Una sfida condivisa con Uncem, partner del progetto, insieme con le imprese: la Cooperativa Punta Lera, l’azienda forestale Roberto Ansaldi, la Cooperativa Silva.

Il 15 marzo alle ore 14:30 in Frazione Gallizzi, Località Gorzaiz si terrà un incontro per fornire agli interessati il punto della situazione.

Tra gli altri problemi sul banco anche come andare oltre gli abbruciamenti dei residui e quali strumenti tecnologici sono disponibili Insomma, quali le frontiere della ricerca per sostenere chi lavora sui versanti e gestisce castagneti nelle zone alpine e nelle terre di mezzo? Come evitare abbruciamenti e impatto sul clima?

Al progetto Reaction le risposte.

Crediti immagine: Depositphotos

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