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Abbiamo bisogno di Bio per… stare meglio

festa del bio

I protagonisti del Bio si sono riuniti a Milano per riflettere su come e perché conviene diffondere sempre di più le buone pratiche agricole. Che per fortuna non mancano…

Mense scolastiche e pasti serviti negli ospedali: qui dovrebbe e potrebbe scattare la nuova fase del cibo biologico, tanto appoggiato dalla Comunità europea con il progetto Being Organic in Eu, ma ancora considerato scelta per una certa elite nel nostro Paese.

Perché scegliere il Bio non è ancora chiaro al consumatore italiano, che non ha ben presente neppure che cosa significhi la fogliolina verde che ne certifica il percorso.

Sfugge – come dire – “l’importanza del benessere sull’uomo e sull’ambiente” fcome a notare Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio intervenuta alla Festa del Bio di Milano grazie a un collegamento in diretta con il Giappone.

Eppure, abbiamo una delle più ampie aree agricole d’Europa proprio coltivate in modo biologico.

E ci sono anche belle realtà, neppure piccole e con tanta storia alle spalle come l’Azienda Agricola Biodinamica Cascine Orsine (fondata dalla nonna di Marco Paravicini che ora guida l’impresa, ovvero Giulia Maria Crespi, nota anche per aver fondato il Fai) o gli 800 ettari nella campagna cremasca del Consorzio Agricolo Carioni dove nuove tecnologie e assicurano una buona gestione dei terreni o ancora l’Azienda Agricola Cascina Selva fondata nel 1947 all’interno del Parco del Ticino.

Aziende agricole che non erano in piazza con i trattori.

E vero, dedicarsi all’agricoltura è sempre più difficile perché “non fa reddito“, ammette Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio in apertura della giornata milanese dedicata alla FestadelBio, ma “la protesta contro GreenDeal e Farmtofork non è corretta: abbiamo bisogno di portare avanti la transizione ecologica dei terreni“.

Perché sono questi la ricchezza degli agricoltori e la sicurezza per tutti noi. Sicurezza che vuol dire buona salute. Mangiare per “intossicarsi” non è più proponibile: l’aumento di allergie e intolleranze dimostra questa innaturale tendenza del cibo.

Fiorella Belpoggi si occupa da sempre di ricerca su ciò che fa bene o male alla nostra salute e ora, come emerita direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini e membro del comitato scientifico di Isde Italia, spiega cosa significa, facendo notare quale sia il tasso di cancro negli agricoltori e nei loro familiari perché “il glifosato (che lei paragona all’amianto – ndr) non si limita ai campi ma lo si è trovato nei cortili e nelle aie“.

Per fortuna sempre più amministrazioni comunali hanno deciso di ridurre o eliminare del tutto l’uso dei pesticidi nei campi agricoli, nelle aree verdi.

La grande Milano potrebbe dare un buon esempio visto che l’adiacente Parco Agricolo Sud non manca di prove sul campo di agricoltura Bio (compresa quella di Davide Longoni).

Cosa potrebbe aiutare dunque la scelta Bio? La Mammuccini non ha dubbi e propone la riduzione dell’Iva su questi prodotti.

Lato finanziamenti, agli agricoltori viene incontro, invece, Crédit Agricole Italia che ha deciso di sostenere FederBio e i suoi associati con servizi finanziari, ma soprattutto con il supporto di un’assistenza qualificata, così da garantire risposte tempestive ed efficaci alle richieste delle aziende agricole e dei sistemi di filiera.

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