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Decarbonizzare l’ultimo miglio, con una cargo bici long tail, prestante e con tecnologie all’avanguardia

cargo bike

Una soluzione per rendere l’ultimo miglio della consegna merci, in città, più ecologica e sostenibile: la cargo bike di cui parliamo ha una maneggevolezza molto superiore a una qualsiasi vettura

Specialized, si affaccia nel settore delle cargo bike (anche se non è la prima volta) con un mezzo particolarmente interessante. Una long tail, battezzata con il nome di Turbo Porto, dotata di tecnologie all’avanguardia e di un motore particolarmente prestante.

Prezzo, come spesso accade per i brand di fascia alta, non particolarmente accessibile: 6.500 euro di listino. Ma potremmo aprire un dibattito infinito. Per rendere quella cifra più comprensibile, direi che se si sostituisce una seconda utilitaria in famiglia comperando una Turbo Porto, il ragionamento si ribalta completamente, cambiando prospettiva.

Perché come noto, nel suo campo d’uso di elezione, ovvero in città, una bicicletta ha una maneggevolezza infinitamente superiore a una qualsiasi vettura. Inoltre, entra in Ztl accorciando i percorsi, si parcheggia in un fazzoletto, ha un costo di manutenzione e di esercizio molto modesto e da ultimo non paga il bollo.

Mentre sulla assicurazione, argomento caldo di questi ultimi giorni, preferirei pensare che chiunque dotato di buonsenso, circoli in strada con un mezzo assicurato o quantomeno con una assicurazione Rc personale.

Anche se per ora la legge non lo richiede. E come sottolineo sempre, l’assicurazione della bicicletta non cambia il modo di chi guida un’automobile in città. Che rimane il vero problema dei numerosi incidenti quotidiani con morti e feriti in strada.

La cargo bike long tail: caratteristiche

La Turbo Porto ha una batteria da 710 watt integrata nel telaio e un motore da 90 Nm di coppia che consentono di poter caricare i bambini e la spesa senza problemi. Del resto questo è il suo target.

La batteria ha una durata fino a 5 ore: sembrano poche, ma sono quelle in cui un corriere lavora per le consegne dei pacchi in città, perché quando la bicicletta è ferma, la batteria non eroga energia.

Velocità massima da Codice della Strada di 25 km/h. Oltre quella velocità il motore smette di spingere e si va solo a pedali. Per chi ce la fa, perché il peso, ha una sua incidenza.

Il passaggio cavi interno al telaio, quasi obbligatorio per biciclette di un certo livello, non ostacola chi sale o scende anche dalla parte posteriore e rende l’aspetto generale del mezzo molto curato.

Nessun problema per la marcia in salita grazie al motore e neppure in discesa grazie ai freni a disco idraulici. La potenza viene messa a terra da una coppia di copertoni di generose dimensioni che, in virtù del loro volume, offrono anche un certo effetto ammortizzante, poiché la bicicletta è una rigida sia all’anteriore che al posteriore.

L’altezza standover è bassa, quindi fermarsi per poi ripartire, anche con un carico, risulta molto semplice. Per ovvi motivi, la bicicletta è lunga e spesso molto carica, ma si pedala come una bici normale.

La costruzione con il pianale di carico sulla parte posteriore (long tail), invece di un grande carico anteriore, permette di parcheggiarla come una bici tradizionale. Diciamo che l’approccio è più immediato rispetto a una cargo con carico anteriore.

E questo, per l’utente che si avvicina per la prima volta, può essere una differenza sostanziale. Rispetto a una cargo a carico anteriore ci altre differenze come, per esempio, il volume caricabile (ma di nuovo si ricade nella scelta personale).

Naturalmente, in caso di bicicletta carica, la stabilità in sosta è legata alla capacità di equilibrio e di resistenza delle gambe di chi la guida. Il telaio in alluminio dall’aspetto piuttosto massiccio suggerisce una notevole resistenza.

Sulla Turbo Porto le ruote sono generose, da 24″ all’anteriore e 20″ al posteriore, entrambe con gomme da 2,8″ (a metà fra una mtb e una fatbike) dotate di banda riflettente laterale con lucchetto integrato appena dietro la ruota anteriore.

Set completo di parafanghi (ci mancherebbe che pedalando con la pioggia ci si faccia una doccia supplementare) e copertura totale della parte posteriore “per la salva-guardia dei bambini“.

Qualche altro dato sulle dotazioni: fanale anteriore Lezyne, da 500 Lumens, Integrated Garmin Radar, che avvisa dell’approssimarsi di un veicolo da dietro con informazioni direttamente sul display di bordo, cavalletto centrale con sostegno doppio, fanalino posteriore con avviso di frenata integrato posizionato nel portapacchi con portata fino a 60 kg, campanello e specchietto retrovisore, freno anteriore e posteriore a 4 pistoni Tektro Dorardo, Cargo Specific, con disco da 203 mm e leva a 3 dita, trasmissione a cinghia con cambio nel mozzo Enviolo Cvp Multi-Turn. MasterMind Tcd, con telecomando da manubrio, funzione antifurto integrata, connettività Bluetooth, pagine di visualizzazione personalizzabili.

Tutto questo ben di dio, naturalmente ha un peso che si attesta a 39,60 kg, compreso il grosso portapacchi anteriore – che personalmente apprezzo poco, perché a mio parere quando è carico rende poco reattiva la bicicletta nelle manovre di sterzata e correzione di traiettoria che in città anche a causa del fondo stradale sono frequenti. Ma di nuovo siamo nel settore dei gusti personali.

Direi che i 200 kg di capacità di trasporto, fra ciclista che pedala e carico, in qualche maniera influiscono sulla necessità di irrobustire il mezzo e quindi sul suo peso.

Poi, tanti tasselli contribuiscono alla somma, a cominciare dal cambio nel mozzo e la trasmissione a cinghia che però regalano un alleggerimento impagabile delle operazioni di manutenzione e la possibilità di cambiare marcia da fermo al semaforo, il lucchetto Abus integrato che da solo pesa circa 800 grammi, ruote generose, parafanghi totali e via via, fino al doppio collarino per l’estensione telescopica della sella per adattare la bicicletta ad altezza da 155 a 195 cm, oppure alla piccola borsa con accesso laterale integrata nella parte bassa del telaio.

Con il display Turbo e l’applicazione Specialized è possibile sintonizzare la potenza esattamente su ciò di cui si ha bisogno: Microtune consente di personalizzare il livello di potenza con incrementi del 10%.

E se si desidera, con il sistema Smart Control, basta impostare quanta strada si deve fare e il sistema gestirà il livello della batteria. Per ulteriori informazioni sulla Turbo Porto visitate il sito web di Specialized.

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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