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La casa Green inizia dalla cucina

cucina green
Immagine da Depositphotos

Dopo il posto di lavoro o la scuola, la casa è il luogo in cui passiamo più tempo. Meglio allora fare in modo che sia sostenibile e salubre, cercando allo stesso tempo di ridurre gli sprechi di cibo e i consumi di energia. Si può fare, basta adottare qualche semplice accorgimento… e un paio di trucchi

Li chiamano inquinanti eterni, perché in natura non esistono processi conosciuti in grado di decomporli e metabolizzarli, almeno non su scale temporali comparabili con la vita umana.

Stiamo parlando dei Pfas, acronimo che raccoglie oltre 4.000 sostanze chimiche che, a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, sono state ampiamente utilizzate in svariati settori industriali.

Il problema, come detto, è che i composti polifluoroalchilichi (questo il significato dell’acronimo) non si decompongono e tendono invece a spostarsi, anche in luoghi lontani dal sito di produzione e vanno così a inquinare il suolo, l’aria e i corpi idrici.

Da lì, poi, possono risalire la catena alimentare e arrivare anche negli alimenti e il fatto che vengano usati in innumerevoli prodotti di uso quotidiano (dalle padelle antiaderenti alla carta igienica) moltiplica le occasioni di contatto e di passaggio di queste sostanze.

Che, come si è purtroppo scoperto, hanno effetti molto gravi sia sulla biodiversità sia sulla salute umana, dato che si ritiene che possano contribuire allo sviluppo di alcune tipologie di cancro, a disturbi del sistema immunitario e ad alterazioni ormonali.

La crescente consapevolezza della gravità degli impatti di queste sostanze ha portato all’adozione di diverse misure per rallentarne il più possibile la diffusione.

Sono state infatti vietate la produzione e l’immissione sul mercato di alcuni composti appartenenti alla famiglia dei Pfas, come Pfos, Pfoa e PfhxS (che sono stati inseriti nella Convenzione internazionale di Stoccolma), altri Pfas hanno subito restrizioni all’utilizzo secondo il Regolamento Reach.

Ancora, alcuni Stati membri dell’Unione europea hanno introdotto il divieto di utilizzare i Pfas nei materiali a contatto con gli alimenti in cartone e carta, mentre il Regolamento Ue 915/2023 ha definito dei livelli massimi per alcuni Pfas negli alimenti, tra cui uova, muscolo di pesce, carne di bovini, suini, pecora, pollame, frattaglie e carne di selvaggina.

Nell’attesa che si arrivi (si spera quanto prima) a una messa al bando definitiva di queste sostanze, occorre adottare comportamenti che ne limitino al massimo la diffusione. Una via possibile è quella di testare alimenti, acque destinate al consumo umano e altri prodotti per verificare la concentrazione di Pfas.

I laboratori pH possono svolgere queste analisi, ricercando in particolare i Pfas elencati nella Zdhc Mrsl (un repertorio di sostanze chimiche di cui è vietato l’utilizzo in impianti di lavorazione di materiali tessili, pelle, gomma, schiuma, adesivi e parti di rifinitura di tessuti, abbigliamento e calzature).

L’attenzione alla sostenibilità nell’ambiente domestico non si limita però solo alle sostanze chimiche. Soprattutto negli ultimi tempi, anche i consumi energetici (e le emissioni di gas serra correlate) sono diventati una questione centrale per molte famiglie.

Consumi energetici sotto controllo

Per aiutarle a monitorare i consumi degli elettrodomestici di casa, Termo ha presentato Home EnergIA, un software basato sull’intelligenza artificiale che premette di verificare i consumi dei dispositivi collegati alla rete elettrica, dai frigoriferi ai caricabatterie, quantificando in tempo reale per ciascuno il numero di kilowattora consumati, i relativi costi e l’impatto in termini di CO2.

L’Home EnergIA prevede l’installazione di un dispositivo nel modulo Din del quadro elettrico di casa, che viene poi gestito con una app sul cellulare, consentendo tra l’altro di impostare limiti di consumo per ogni elettrodomestico e di ricevere un alert in caso le soglie di carico vengano superate.

Se poi ci si concentra sulla sostenibilità in cucina, uno dei primi temi da tenere sotto controllo sono gli sprechi di cibo, e per evitare di buttare via gli alimenti, una delle cose fondamentali da fare è conservarli al meglio.

Attenzione anche ad altri sprechi: come quelli di cibo

FoodSaver, azienda specializzata nel settore della conservazione sottovuoto dei cibi e distribuita in Italia da Nital, ha di recente presentato due dispositivi che adottano il FoodSaver System, un sistema di confezionamento sottovuoto che permette di conservare a lungo, protetto dall’aria, ogni genere di alimento (fatto non secondario, anche prodotti non alimentari, come documenti o gioielli).

Il FoodSaver System elimina l’aria dai sacchetti e dai contenitori appositamente progettati per creare una sigillatura sottovuoto. In questo modo, gli alimenti durano fino a 5 volte più a lungo rispetto a quelli conservati con i metodi di conservazione convenzionali, come i sacchetti gelo o i sacchetti richiudibili.

A volte, poi, si fatica ad adottare comportamenti sostenibili per via della quantità di cose che affollano gli spazi di casa. Culligan – azienda che opera nel settore del trattamento dell’acqua – propone quattro consigli salva-spazio ed eco-friendly.

Si parte proprio dalla cucina, in particolare dai cassettoni, in cui le posate e gli utensili possono essere riposti in vassoi o tra dei divisori, così che il loro utilizzo sia più facile e intuitivo

Stesso schema anche per pentole e padelle: mettere quelle più grandi sul fondo e i coperchi sopra libera posto per sistemi intelligenti per la filtrazione dell’acqua del rubinetto.

Anche in cucina si può guardare in alto: scegliere pensili alti fino al soffitto aumenta lo spazio per conservare utensili, stoviglie e altri oggetti, liberando le superfici orizzontali da ingombri.

Bene anche moduli ad angolo, ante a scomparsa o colonne estraibili, tutte soluzioni che permettono di sfruttare al meglio gli spazi.

Come detto, la sostenibilità passa anche dal frigo, quindi spazio ai contenitori ermetici e riutilizzabili di vetro o bambù che mantengono la freschezza degli ingredienti e riducono l’uso di pellicola trasparente o contenitori monouso.

Un piccolo trucco: posizionare in primo piano sui ripiani del frigo i prodotti con una scadenza più ravvicinata, sono più visibili ed è più difficile dimenticarseli.

Infine, un po’ di economia circolare non guasta: vasetti di vetro e scatole dei biscotti vuoti sono una soluzione perfetta per riporre mollette, elastici e spezie.

Crediti immagine: Depositphotos

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