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30 milioni di euro per cercare alternative alla plastica monouso

plastica monouso
Immagine da Depositphotos

A fronte  dell’accordo raggiunto nel negoziato inter-istituzionale tra Consiglio e Parlamento europeo sul regolamento imballaggi (Ppwr) sulla strada del riciclo e del riutilizzo, il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica rende disponibile nuovi fondi per ideare prodotti alternativi

30 milioni di euro in tre anni sono stati messi sul tavolo dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica per incentivare le imprese produttrici di prodotti in plastica monouso verso la produzione di prodotti alternativi.

Le imprese, ora hanno la possibilità di beneficiare di un contributo economico che può giungere fino all’80% delle spese sostenute per l’acquisto di macchine e similari.

L’obiettivo è ridurre l’incidenza della plastica sull’ambiente e sulla salute umana, riducendone la dispersione e promuovere un’economia circolare reale, sostenendo l’economia e accompagnando le imprese – ha dichiarato il viceministro Vannia Gava che ovviamente plaude al testo finale del Regolamento Imballaggi perché – è sicuramente il risultato di un grande lavoro di diplomazia del governo italiano, che è riuscito a ottenere numerose concessioni nella direzione di tutelare il mondo industriale e salvaguardare la crescita e i livelli occupazionali.

Esclusione della carta e delle bioplastiche dai divieti monouso, rinvio dei target di riuso a fronte di elevati tassi di riciclo e nessuna nuova tassa per gli operatori sono solo alcuni dei successi che portiamo oggi a casa“.

Non tutti la pensano così a fronte del nuovo accordo sul regolamento imballaggi (Ppwr). Ma, soprattutto, non è ancora chiusa la partita. Tant’è che, come riporta Il Sole 24 Ore, “da quanto filtra da fonti diplomatiche sull’approvazione dell’accordo, Malta e Austria hanno posto riserva di scrutinio“.

La stessa Gava ammette: “restiamo fermamente convinti, però, che non tutte le criticità siano risolte e che sarà compito dei prossimi Parlamento e Commissione Ue valutare ulteriori migliorie per bilanciarne l’ambizione e affrontare i temi della sostenibilità con un approccio di neutralità tecnologica, slegato dall’ideologia“.

Ortofrutta ancora con tanti dubbi

Comunque, l’accordo provvisorio raggiunto nel negoziato inter-istituzionale tra Consiglio e Parlamento europeo sul regolamento imballaggi lascia ancora aperti ambito agricolo dei dubbi/criticità. E’ confermato, infatti, il divieto di confezionamento in plastica per frutta e verdura allo stato fresco sotto 1.5kg. Per Cia – Cia-Agricoltori Italiani – la posizione migliore per il comparto era quella già votata dall’Europarlamento, che si era espressa contro questo divieto. Questo accordo rischia, invece, di tradursi in un proliferare di disposizioni nazionali eterogenee e nello sgretolamento del mercato unico, con aumenti di costi per le imprese, soprattutto quelle orientate all’export. 

 

Crediti immagine: Depositphotos

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