Home Tecnologie Decarbonizzare l’azienda, attività digitali comprese, è un vantaggio economico e strategico

Decarbonizzare l’azienda, attività digitali comprese, è un vantaggio economico e strategico

sustrain co2 calculator

Per i fruitori di servizi digitali, oltre all’ottimizzazione delle emissioni e dell’impatto ambientale delle sedi, degli impianti e del ciclo produttivo, è necessario lavorare per rendere Green anche le infrastrutture digitali

Non c’è da stupirsi che ai cittadini piaccia la sostenibilità e che la pretendano anche dalle aziende di cui acquistano i prodotti o utilizzano i servizi, anche – o forse ormai, soprattutto – quelli digitali e considerati immateriali.

Senza materia, ma sicuramente inquinanti, visto che 5 tweet generano un grammo di CO2, mentre una mail con allegati ne genera addirittura 5 (e adesso moltiplicate queste emissioni per milioni di mail e tweet all’ora).

Non solo: il web e l’industria del digitale – soprattutto l’intrattenimento con fotografie, musica e video – sono responsabili del 4% delle emissioni di CO2 mondiali, che aumenteranno sicuramente vista la crescente digitalizzazione di tutte le attività industriali e l’esplosione dei servizi di intelligenza artificiale (la previsione è che nel 2050 le emissioni del digitale possano arrivare al 20%), con la conseguente crescita dei data center.

Come invertire la rotta e rendere il digitale più Green

I consumatori italiani ormai pretendono qualità e valore sociale e ambientale di un servizio o di un prodotto, ci racconta Lorenzo Bordoni, business developer di Sustrain. “La sostenibilità non è più, infatti, un nice to have, ma una caratteristica intrinseca di un prodotto. Oggi, sostenibilità significa qualità sul mercato: sia del prodotto che dell’azienda che lo propone.

E questo processo culturale si accompagna all’obbligo normativo sempre più stringente innescato dalle ultime direttive europee. Per rimanere competitivi, insomma, è tempo di diventare sostenibili“.

Tuttavia, per diventare sostenibili dal punto di vista digitale è necessario, prima, verificare qual è l’impatto dei propri servizi digitali. Ed è qui che Sustrain – che si definisce team interdisciplinare, che unisce competenze verticali sulla sostenibilità e skill tecniche sul mondo della comunicazione, digital e It – opera e mette a disposizione la sua conoscenza.

Attraverso un tool online che misura le performance energetiche del mondo digitale di qualsiasi ente o società commerciale e, al termine della prima analisi, presenta le soluzioni per ottimizzare le emissioni aziendali, risparmiando risorse energetiche e finanziarie.

Inoltre, dall’analisi iniziale, derivano poi le azioni consulenziali che aiutano a ottimizzare le performance di front-end e back-end delle piattaforme online delle aziende – arrivando a ridurre di oltre il 30% l’emissione media di CO2 e aumentando l’indicizzazione in Serp di Google.

Ma, abbiamo voluto capire meglio come funziona il CO2 Calculatore di Sustrain (disponibile sul sito sustrain.com), ponendo alcune domande a Gianluca Schinaia, head of Sustainability di Sustrain.

Come funziona il vostro tool online?

Basta seguire le istruzioni – ovvero, inserire l’indirizzo del sito e poi la mail aziendale – poi fa tutto il software. Nella mail che viene inviata, l’azienda trova i dati relativi al consumo per il sito web di elettricità e di CO2, il consumo totale annuale sulla base degli utenti stimati e l’indice di sostenibilità (secondo un ranking da 1 a 100).

È possibile chiedere un’auto-valutazione del proprio sito per ottenere un indice di sostenibilità o avviene tutto in modalità guidata da voi?

Sustrain tiene aggiornato il flow di analisi cercando di ottimizzarlo al massimo, ma CO2 Calculator è utilizzabile gratuitamente. Il costo non viene applicato all’analisi preventiva, bensì al tuning tecnico del sito e della struttura It dell’azienda, in una fase successiva.

Immaginiamo che il programma venga rivalutato annualmente… come funziona il programma?

Non c’è un aggiornamento predefinito, ma una valutazione che viene richiesta dal cliente quando reputa più opportuno: in base a quello si definiscono costi specifici.

È chiaro che non valga la pena farlo annualmente, ma solo quando cambiano in modo sostanziale certe precondizioni strutturali (server utilizzati, numero di tool digitali impiegati o un rework del proprio portale).

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