Home Energy and Mobility Basta ipocrisia: le emissioni inquinanti sono colpa del trasporto

Basta ipocrisia: le emissioni inquinanti sono colpa del trasporto

le auto inquinano

La cattiva notizia è che le emissioni dei trasporti europei sono aumentate di oltre il 25% dal 1990 e, contrariamente a quelle dell’economia generale, continuano a crescere. La buona? Non c’è…

Basta balle e posizioni di comodo per compiacere la lobby del petrolio e delle auto a combustione interna, fregandosene degli studi scientifici e delle analisi che – sulla base di dato oggettivi e inattaccabili – mostra in modo inequivocabile che il settore dei trasporti continua ad aumentare le sue emissioni inquinanti.

Al contrario di quanto accade nelle altre economie, concentrate sul loro percorso di decarbonizzazione. Ma l’auto no, non si tocca… meglio lasciare morire le persone a causa dell’inquinamento dell’aria.

Secondo l’analisi dell’organizzazione indipendente Transport & Environment (T&E), infatti, nel 2030 il settore dei trasporti rappresenterà da solo quasi la metà delle emissioni di gas serra in Europa.

Maggiori emissioni, minor salute dei cittadini, più problemi per la salute dei cittadini.

L’inarrestabile corsa dei trasporti verso l’inquinamento dell’aria

Le auto endotermiche sono responsabili del 40% delle emissioni e sono la fonte principale delle emissioni dei trasporti.

La dipendenza dalle auto è aumentata a partire dagli anni ’90, grazie alla costruzione di nuove infrastrutture stradali e in coincidenza con la crescita del parco auto. Solo di recente si inizia a registrare una riduzione delle emissioni medie delle automobili, grazie all’arrivo sul mercato della tecnologia elettrica.

Le emissioni dell’aviazione sono raddoppiate negli ultimi 30 anni, più velocemente di qualsiasi altro settore dei trasporti. L’impatto aggiuntivo delle emissioni dell’aviazione, dovuto alle scie inquinanti dei residui di combustione dei motori, potrebbe inoltre triplicare l’impatto climatico del volo.

Ma le auto non si possono toccare… l’elettrico favorisce la Cina e sfavorisce la nostra industria automobilistica… meglio lasciare che le persone si ammalino piuttosto che lavorare per traghettare l’industria verso una mobilità pulita.

La decarbonizzazione dei trasporti è troppo lenta. Dal picco di emissioni registrato nel 2007, i trasporti si sono decarbonizzati oltre tre volte più lentamente del resto dell’economia.

decarbonizzazione settori industriali

In base alle attuali politiche climatiche, la quota emissiva dei trasporti europei potrebbe raggiungere il 44% di tutte le emissioni di gas serra entro il 2030, rispetto all’attuale 29%.

Ridurre l’impatto dei trasporti sul clima e garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue richiederà uno sforzo costante e politiche aggiuntive rispetto a quelle concordate nel Green Deal europeo.

Servono sforzi maggiori per la completa decarbonizzazione dei trasporti

Le politiche Ue non bastano più per la decarbonizzazione dei trasporti. Secondo l’analisi di T&E le attuali policy ridurrebbero le emissioni inquinanti solo del 25% (rispetto ai livelli del 1990) nel 2040 e del 62% nel 2050.

Sono risultati insufficienti e incompatibili con gli obiettivi climatici dell’Ue. Le auto, i furgoni e i camion acquistati tra oggi e la metà del 2030 continueranno a circolare a lungo sulle strade europee, bruciando benzina e diesel per gli anni a venire.

Gli operatori del trasporto marittimo, per contro, hanno pochi incentivi ad aumentare l’efficienza operativa; inoltre, la domanda di mobilità aerea, stimolata dalla crescita della capacità aeroportuale, potrebbe annullare qualsiasi progresso sarà conseguito in questo decennio con l’adozione di carburanti ecologici.

Che fare dunque? Ecco alcuni suggerimenti, in vista delle elezioni europee di giugno, che le parti politiche dovrebbero adottare, per il bene dei cittadini e della loro salute.

  1. Impedire che la domanda di mobilità aumenti, bloccando l’espansione della capacità di aeroporti e autostrade per ridurre i consumi energetici, inclusa l’energia rinnovabile necessaria a decarbonizzare il settore
  2. Obiettivi ambiziosi e vincolanti di elettrificazione per le aziende che possiedono grandi flotte di veicoli per accelerare la transizione verso le emissioni zero. Insieme a misure per prevenire la crescita e per affrontare il problema del parco auto esistente, questi obiettivi potrebbero ridurre le emissioni di altri 213 MtCO2e nel 2040
  3. Puntando sull’efficienza nel settore del trasporto marittimo si potrebbero risparmiare altri 93 MtCO2e nel 2030, necessari per tracciare la rotta verso le emissioni zero entro la metà del secolo
  4. L’elettrificazione diretta del trasporto stradale è oltre due volte più efficiente dell’alimentazione a idrogeno e quattro volte più efficiente dell’utilizzo di carburanti elettronici. L’Europa non può permettersi di supportare tecnologie inefficienti
  5. Bisogna affrontare le emissioni dell’aviazione. I dati preliminari mostrano che lo scorso anno le emissioni del trasporto su strada sono diminuite di 8 MtCO2e e quelle del trasporto marittimo di 5 MtCO2e. Questa riduzione è stata vanificata dal costante aumento delle emissioni del trasporto aereo, che sono cresciute di 15 MtCO2e

Auto, furgoni e camion possono essere elettrificati a basso costo con batterie e fonti rinnovabili. Gli aerei e le navi rappresentano una sfida più ardua e richiedono un grande sforzo da parte dei fornitori di combustibile per mettere a punto carburanti verdi come il kerosene sintetico e l’ammoniaca, nonché un piano per eliminare le scie dell’aviazione. Porre fine all’espansione di strade e aeroporti, inoltre, rende il lavoro di decarbonizzazione molto più semplice” conclude Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia.

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