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Modificare la Pac mette a rischio il futuro della nostra agricoltura

politica agricola europea
Immagine da Depositphotos

Dopo le forti proteste degli agricoltori, la Commissione europea ha proposto una serie di modifiche alla Pac – la politica agricola europea – in un’ottica di semplificazione che, tuttavia, vuole preservare la linea politica e l’orientamento generale fin qui promosso. Ma per la coalizione #CambiamoAgricoltura è un gravissimo errore

Le proposte di modifica presentate dalla Commissione europea alla Pac vanno nella direzione di una riduzione degli oneri amministrativi per gli agricoltori, dell’introduzione di una maggiore flessibilità garantita alle amministrazioni nazionali e di un equilibrio tra i requisiti di condizionalità e i sistemi volontari che incentivano le pratiche ecologiche.

A cadere per prima sarà la quota minima di terreno coltivabile ad aree non produttive anche se la Commissione si impegna a mantenere la protezione degli elementi paesaggistici esistenti.

I Paesi dell’Unione dovranno però istituire un eco-schema per sostenere gli agricoltori nel mantenere una parte dei terreni coltivabili in stato non produttivo o per creare nuovi elementi paesaggistici, per i quali verranno ricompensati per le aree non produttive benefiche per la biodiversità sui terreni agricoli e delle aree rurali.

Altra modifica significativa proposta riguarda l’esenzione delle aziende agricole sotto i 10 ettari dai controlli di condizionalità e dalle sanzioni.

Le modifiche alla Pac sono un attacco al futuro dell’agricoltura

Non piacciono le modifiche proposte dalla Commissione europea a Slow Food Italia e all’associazione #CambiamoAgricoltura, che bollano la proposta come “un attacco al futuro che rende la nostra agricoltura meno resiliente di fronte alle sfide ambientali globali” e non una semplificazione.

Per la coalizione, che si impegna a sostenere un’agricoltura che tuteli agricoltori, cittadini e ambiente, con la proposta di modifica alla Pac della Commissione europea verranno vanificati i passi avanti a favore della natura e della protezione del clima compiuti negli ultimi venticinque anni.

È urgente un confronto allargato su questo tema che non può essere limitato alle sole organizzazioni agricole, perché il futuro dei sistemi agroalimentari interessa tutti i cittadini e non solo gli agricoltori.

Purtroppo la nostra richiesta di avvio di un ampio dialogo anche a livello nazionale inviata nelle scorse settimane al ministro Francesco Lollobrigida sembra essere caduta nel vuoto – – commenta #CambiamoAgricolturaQuesto pacchetto di riforme non solo riporterà la Pac indietro di oltre 25 anni, ma danneggerà in particolare tutte quelle aziende agricole che hanno convintamente intrapreso la strada dell’agroecologia e renderanno tutto il sistema agricolo ancora più vulnerabile agli effetti della perdita di biodiversità e della crisi climatica“.

Le associazioni europee evidenziano l’impatto che le misure proposte avranno sull’ambiente e sul futuro dell’agricoltura, chiedendo il ritiro della proposta e che qualsiasi futura iniziativa sull’agricoltura dell’Ue rispetti i diritti democratici dei cittadini.

Inoltre, Slow Food Italia, con la coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, chiede al Governo Meloni di non sostenere lo smantellamento degli standard ecologici nella politica agricola, votando contro la proposta della Commissione.

Crediti immagine: Depositphotos

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