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La mobilità urbana in Italia è vecchia e obsoleta, ma qualcosa si muove nel settore autobus elettrici

deposito ebus bologna

In Italia, nelle città, ci si sposta male e inquinando con i mezzi pubblici: il report Pendolaria di Legambiente mette in luce le nostre pessime performance di mobilità urbana sostenibile, in ritardo rispetto agli altri Paesi europei per metropolitane, tranvie e ferrovie suburbane. Ma qualcosa si muove nel settore dei bus elettrici, con diverse realizzazioni in varie città italiane

La crisi climatica mostra i suoi devastanti effetti ogni giorno e, dal momento che il trasporto conta per più di un terzo sulle emissioni inquinanti, è necessario trasformare il modo in cui ci si muove nelle nostre città.

Quindi, se si vuole davvero cambiare qualcosa, si deve ripartire dalle città per farle diventare moderne, vivibili e sostenibili, per ottenere benefici ambientali ed economici, oltre che rendere più sicuro il traffico e più snello. Come? Investendo nel trasporto pubblico sostenibile.

Le città italiane – commenta il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafanisono ferme al palo, mentre l’Europa viaggia sempre più velocemente su ferro. Serve uno sforzo aggiuntivo sulle risorse economiche fino al 2030, pari a 1,5 miliardi di euro l’anno, per realizzare linee metropolitane, tranvie, linee suburbane, recuperando i fondi dalle tante infrastrutture autostradali e stradali previste, rifinanziando i fondi per il trasporto rapido di massa e la ciclabilità“.

Ma qualcosa si sta muovendo, con alcune città che investono in infrastrutture di ricarica e mezzi di trasporto elettrico. Vediamo alcune realizzazioni.

Investimenti nell’infrastruttura di mobilità pubblica elettrica

Partiamo dall’industria, che vede Iveco Group annunciare un investimento di 600 milioni di euro tra il 2024 e il 2028 per potenziare la propria divisione autobus.

La prossima mossa – annuncia l’azienda – sarà un investimento di 300 milioni di euro “per un’architettura modulare di origine elettrica che integrerà le batterie nella struttura del veicolo per ridurre il peso, aggiungere capacità di passeggeri e aumentare l’autonomia“.

In Piemonte, la società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Biella, Vercelli e in parte della provincia di Torino – Atap – ha deciso di trasformare le sue attività in un’ottica sostenibile.

Attraverso un finanziamento di 9,8 milioni di euro fornito da UniCredit, l’azienda partecipata ha varato un piano di interventi, che verrà completato entro il 2025, per l’introduzione di 86 nuovi autobus, di cui 18 elettrici e 45 a metano, e la realizzazione di impianti di ricarica elettrica e di rifornimento metano per alimentare i mezzi.

Il costo totale degli investimenti supererà i 31 milioni di euro, di cui circa 23 milioni provenienti da risorse pubbliche.

A Catania, l’Azienda Metropolitana Trasporti e Sosta Catania, ha inaugurato una nuova struttura con 45 postazioni di ricarica per i nuovi bus elettrici, più altre 20 colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

La struttura è potenziata da un sistema fotovoltaico da 500 kilowatt e da un gruppo elettrogeno che garantisce una costante autonomia e assicura la certezza della operatività anche in caso di cali di tensione.

A Bologna, invece, l’operatore di trasporto pubblico Tper (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna) ha realizzato uno dei più grandi depositi di autobus europeo, in grado di accogliere i suoi 500 mezzi.

ebus bologna

Nel sito, Tper ricaricherà contemporaneamente 20 autobus elettrici (di 12 e 18 metri di lunghezza) con cinque satelliti di ricarica a uscita singola, che offrono fino a 130 kW di capacità di ricarica e 20 pantografi che offrono fino a 300 kW.

L’infrastrutura tecnologica è stata realizzata da Kempower. Sempre a Bologna, dopo gli autobus elettrici entrati in servizio nei mesi scorsi sulle linee urbane a maggior carico d’utenza, Tper sta per estendere la sua dotazione elettrica con mezzi di dimensioni più contenute.

Si tratta di bus del modello Eltron, prodotti dall’azienda umbra Rampini che rientrano nel segmento dei midibus, ovvero compresi tra gli 8 e i 10 metri di lunghezza,che si caratterizzano per la loro impiegabilità anche nelle strade più strette dei centri urbani.

I primi 4 Eltron con pantografo hanno comportato un investimento di circa 2 milioni di euro, effettuato interamente con fondi ministeriali; a questi seguiranno altri 7 Rampini Eltron, la cui consegna è prevista entro la primavera del 2025, per un investimento ulteriore di 3,5 milioni di euro.

ebus merano

Anche a Merano l’azienda che gestisce i trasporti pubblici, Asa, metterà in esercizio un nuovo autobus elettrico, che entrerà in servizio sulle linee 6 e 236, un tracciato che pone requisiti particolari all’autobus a causa delle condizioni topografiche.

L’autobus elettrico, prodotto da Rampini, che ha una lunghezza di soli 8 metri e offre spazio per un massimo di 48 passeggeri – ha una buona manovrabilità negli spazi stretti richiesti dal tracciato su cui opererà.

Con l’entrata in servizio di questo bus elettrico, a Merano circolano oggi 26 mezzi a emissioni zero – autobus a idrogeno e a batteria.

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