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A Rebuild 2024 le case green italiane troveranno la quadra

conferenza stampa rebuild

La recente direttiva europea sulle Case Green chiede una transizione del parco immobiliare italiano, vetusto ed energivoro in larga maggioranza; serve capire come affrontare questo cambiamento in modo che sia sostenibile anche economicamente e generi un nuovo valore intrinseco della casa, che in primis abbia a che fare con il benessere abitativo; se ne parlerà approfonditamente a ReBuild 2024, 14-15 maggio, Riva del Garda FiereCongressi

Parlerà di transizione energetica, di Case Green e di capitalizzazione del valore immobiliare, la nuova edizione di ReBuild che si svolgerà a metà maggio come sempre a Riva del Garda.

Da 10 anni, qui, torna l’appuntamento con i più importanti temi edilizi Green che allora provenivano principalmente dall’esperienza estera; oggi la transizione energetica è l’inesorabile sfida per il futuro, la strada unica percorribile per non perdere competitività nel mercato del Real estate e come sistema Paese.

L’edizione di quest’anno con il titolo Values drives Velue vuole porre l’accento sul gioco di valori economici, sul valore nuovo generato durante la transizione energetica del comparto edilizio.

Un valore che genera valore, perché innesca un meccanismo circolare, modello di crescita e di sviluppo per tutto il settore. Perché non esiste sostenibilità che non sia anche economica.

Lo dice bene una ricerca del professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico dell’evento e docente del Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, pubblicata dall’Osservatorio di Rebuild sulla riqualificazione immobiliare e su come questa si rifletta nel mercato dell’immobiliare.

Lo studio va a indagare se il mercato italiano premia la riqualificazione degli edifici. La risposta è ondivaga. Oggi in Italia, diversamente da altri luoghi in Europa, sussistono forti disomogeneità tra città di medie dimensioni come Bergamo, Mestre, Padova, rispetto alle grandi città metropolitane come Milano, Torino e Firenze.

In queste ultime il valore di mercato di un immobile è influenzato in percentuale minore dalla crescita di valore associata alla riqualificazione energetica; al contrario, nelle città più piccole dove il mercato è già meno vivace e competitivo, il divario dei prezzi aumenta, andando così a erodere il valore dell’immobile in situazioni già penalizzate da altri fattori.

Numeri alla mano, si studia l’impatto dell’efficientamento energetico e il tipo di valore che esso genera in contesti con diverse caratteristiche. Cinque milioni di immobili residenziali, appartengono alle classi più energivore e questo significa che il parco immobiliare italiano è vetusto e altamente energivoro.

I dati parlano di uno scenario composto da circa 35 milioni di unità immobiliari di cui il 70% ha più di 40 anni, l’80% è pre-1990, a cui va la responsabilità del 45% dei consumi energetici nazionali e di buona parte delle emissioni di CO2.

L’ultimo rapporto annuale dell’Istat e della Banca d’Italia sulla ricchezza dei settori istituzionali evidenzia che le abitazioni (per 5.163 miliari di euro) rappresentano circa la metà della ricchezza netta delle famiglie.

rebuild 2024

Costruire nel dopo Bonus

La ricerca sulla casa Green è stata condotta in città italiane di diverse dimensioni prendendo in esame il rapporto tra retrofit – ammodernamento, riqualificazione – e valore degli immobili.

Ora che sembra chiuso definitivamente il periodo dei superbonus, con tutte le contraddizioni e ripercussioni che si porterà appresso, è importante che il sistema Italia possa riorganizzare la catena del valore degli edifici e capitalizzare le performance energetiche dei nostri edifici in modo più omogeneo rispetto alla situazione attuale.

Il richiamo valoriale della decima edizione di Rebuild assume i connotati di una call to action perché tutti gli attori dell’immobiliare – professionisti, imprese, centri di ricerca, associazioni, politica e istituzioni – trovino una convergenza su strategie, processi e obiettivi condivisi di salubrità, sicurezza ed efficienza del costruito in tutto il Paese, evitando politiche di incentivazione prive di requisiti di qualità e benessere individuale, collettivo e ambientale, scongiurando l’eccellenza dei soli casi isolati e le disomogeneità territoriali” sostiene Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi.

Cosa succederà il 14-15 maggio a Rebuild

L’agenda di Rebuild di quest’anno è molto fitta di eventi, di conferenze e di contributi provenienti da realtà italiane ed estere, attori dell’impresa, del Real Estate e delle istituzioni, con 16 conferenze e 8 workshop, con circa sessanta di ospiti e relatori di livello internazionale, sui temi di industrializzazione dei processi e deep-retrofit, decarbonizzazione, Esg e salute e benessere abitativo come nuovo driver su cui spingere.

Ci saranno anche degli esempi pratici sui cambiamenti che la digitalizzazione e l’Ai stanno imprimendo a grande velocità, nei processi di progettazione, costruzione e trasformazione del mercato; una riflessione sulla conoscenza dei materiali e sul riciclo; il Proptech che avanza cambiando le regole del Real Estate lungo tutta la filiera immobiliare.

Infine, contaminazioni tra presente e futuro nella conferenza di chiusura con Walter Cugno, vice-president, Exploration & Science di Thales Alenia che svilupperà una riflessione sull’abitare e vivere nello spazio, un ambiente che non permette sprechi di alcun genere e che valorizza al massimo le risorse disponibili grazie a tecnologie che in futuro potranno integrarsi nelle costruzioni sulla Terra.

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Cristina MolteniCristina Molteni: Laureata in architettura al Politecnico di Milano, si occupa di progettazione e di direzione lavori, con particolare attenzione agli edifici Nzeb e alle caratteristiche ecosostenibili dei materiali; svolge studi di fattibilità per lo sviluppo e la riqualificazione urbanistica | Linkedin
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