Home Energy and Mobility C’è un tesoro sotto ai nostri piedi: la geotermia

C’è un tesoro sotto ai nostri piedi: la geotermia

geotermia

Anche se i costi dell’energia geotermica restano ancora elevati, le sue potenzialità sono troppo rilevanti perché non venga utilizzata nella decarbonizzazione delle nostre economie. Anche perché, come dimostrato da uno studio recente, tra le fonti di energia rinnovabile è quella che contribuisce meno al riscaldamento globale. È ora di accelerare, anche nel nostro Paese, in cui pesano ancora le lungaggini burocratiche e le incertezze normative

L’energia geotermica è considerata una delle fonti energetiche fondamentali per la transizione ecologica e questo nonostante il fatto che, a oggi, soddisfi poco meno dell’1% della domanda globale di energia elettrica.

È infatti estremamente abbondante, stabile (a differenza del solare e dell’eolico non risente delle variazioni delle condizioni meteorologiche) e sostanzialmente rinnovabile.

Adesso, uno studio firmato da Gaetano Perone e pubblicato sul Journal of Cleaner Production ha dimostrato che la geotermia è anche estremamente efficace per contrastare la crisi climatica.

Per arrivare a questo risultato, l’autore della ricerca ha preso in esame la relazione tra la produzione di energia rinnovabile e le emissioni di CO2 pro capite di 27 paesi membri dell’Ocse, nell’arco di tempo compreso tra il 1965 e il 2020.

Ha poi calcolato la riduzione delle emissioni pro capite che potrebbero risultare da un aumento di 10 TWh nella produzione di energia elettrica: la geotermia si è dimostrata la più virtuosa, arrivando a una riduzione di 1,17 tonnellate di emissioni di CO2 pro capite, seguita poi dall’idroelettrico (0,87 tonnellate) e dal solare (0,77 tonnellate). Più lontani l’eolico (0,21 tonnellate) e i biocarburanti (0,19 tonnellate).

La ricerca evidenzia però quello che a oggi è il principale limite alla diffusione della geotermia, i suoi costi di installazione e produzione dell’energia, che restano ancora elevati.

Insieme all’energia idroelettrica, la geotermia è l’unica fonte di energia rinnovabile ad aver infatti registrato un aumento dei costi medi di installazione, passati da 2,714 $/kW nel 2010 a 3,991 $/kW nel 2021, nonché un aumento del costo di produzione dell’elettricità da 0,05 $/kWh a 0,068 $/kWh nello stesso periodo.

Tra i fattori che pesano di più, va sottolineato come già le prime fasi dell’esplorazione e della perforazione dell’energia geotermica necessitino di capitali ingenti e richiedano fino a quattro anni per essere completate.

In questo scenario, va segnalata la risoluzione votata dal Parlamento europeo lo scorso gennaio a sostegno di una strategia europea comune per la geotermia, con l’obiettivo in particolare di ridurre i tempi delle procedure e gli oneri amministrativi, supportando gli investimenti e incoraggiando gli Stati a implementare piani strategici nazionali.

Proprio guardando all’iniziativa dell’Europarlamento il Tavolo Tecnico Geotermia, coordinato da Unione Geotermica Italiana e Associazione Italiana Riscaldamento Urbano con il sostegno di operatori nazionali e internazionali del settore del riscaldamento e geotermoelettrico, ha avviato un’interlocuzione con il Ministero dell’ambiente e dello sviluppo economico.

L’obiettivo è chiedere che il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) inviato alla Commissione europea e il decreto Fer-2 riconoscano appieno le potenzialità dell’energia geotermica e ne promuovano lo sviluppo per la produzione di energia e calore.

In particolare, occorre superare le barriere che limitano lo sviluppo di questa fonte di energia, puntando in particolare sulla semplificazione delle procedure autorizzative, la stabilità del quadro normativo e l’implementazione di incentivi adeguati ad accelerare gli investimenti industriali, a medio e lungo termine.

Solo arrivando ad avere un un piano di azione nazionale per la geotermia, che regoli gli usi termici e gli altri servizi alla produzione geotermoelettrica, al recupero di minerali strategici dai fluidi geotermici.

Il nostro paese potrà beneficiare di una fonte di energia di cui è stato il primo utilizzatore nel mondo, risale infatti al 1905 la costruzione del primo impianto geotermico a Lardarello.

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