Home Agricoltura 4.0 La vita degli insetti è importante, nonostante gli allarmi Dengue e Zica

La vita degli insetti è importante, nonostante gli allarmi Dengue e Zica

insetti in agricoltura
Immagine da Depositphotos

Anche se è vero che diverse specie di insetti sono un fastidio (poche per fortuna un vero pericolo), essi restano comunque fondamentali per gli ecosistemi e per il funzionamento delle nostre economie. Nel nostro Paese si stanno diffondendo pratiche e istituzioni che hanno l’obiettivo di tutelare gli insetti e di usarli per contrastare i parassiti più dannosi, senza inquinare e anzi proteggendo la biodiversità

Gli insetti vivono sulla Terra da oltre 480 milioni di anni e, più di 400 milioni di anni fa, sono stati i primi animali in grado di volare. Proprio il volo, che si è poi evoluto altre tre volte – negli pterosauri, negli uccelli e nei pipistrelli – ha contribuito al successo evolutivo degli insetti.

Si stima infatti che, per numero di specie, gli insetti rappresentino oggi la percentuale maggiore degli organismi del mondo: ne sono state censite un milione di specie, ma si ritiene che ce ne possano essere almeno 40 volte di più.

E tra queste, alcune che rappresentano un vero e proprio incubo per chi, nella stagione estiva, vorrebbe dormire con una finestra aperta o vorrebbe rilassarsi in un parco.

I rischi per la salute legati agli insetti

Stiamo parlando, è chiaro, delle zanzare, che di recente sono state l’oggetto di uno studio che ha elaborato un quadro completo sulla capacità delle varie specie di trasmettere malattie in Europa e in America.

La ricerca, pubblicata su The Lancet Planetary Health e condotta da un team coordinato da Stefano Merler e Piero Poletti della Fondazione Bruno Kessler, ha elaborato delle stime sulla diffusione spazio-temporale di due diverse specie di zanzara, Aedes aegypti e Aedes albopictus, nonché stime del potenziale rischio di trasmissione autoctona di alcuni arbovirus come chikungunya, dengue e zika, veicolati da queste zanzare.

Per quanto riguarda il nostro Paese, lo studio evidenzia come gran parte del territorio nazionale sia esposto al rischio di trasmissione autoctona di chikungunya, come testimoniato anche dalle epidemie in Emilia Romagna (2007), Lazio e Calabria (2017).

L’assenza della Aedes aegypti riduce, ma non azzera, il rischio di trasmissione autoctona di dengue e zika, come dimostrano i focolai di dengue in Veneto (2020), Lombardia e Lazio (2023).

Inoltre, complici i cambiamenti climatici, si potrebbero creare le condizioni per la reintroduzione della zanzara Aedes aegypti (non più osservata in modo permanente in Europa dal 1950), cosa che potrebbe aumentare il rischio di trasmissione autoctona di dengue e zika.

Oltre alle zanzare, che infliggono comunque punture fastidiose anche quando non trasmettono arbovirus pericolosi, soprattutto in estate c’è rischio di venire punti da moscerini, pappataci, tafani, ma anche da ospiti delle abitazioni, in particolare dei materassi, come acari, cimici o pulci.

Le punture di questi insetti producono dolore, prurito, bruciore, arrossamento e gonfiore, conseguenze la cui gravità varia in base alla sensibilità individuale. In genere, comunque, i fastidi tendono a risolversi entro qualche ora e, nel caso persistano, può essere utile applicare del ghiaccio, separato dalla cute da un pezzo di stoffa, oppure usare creme antistaminiche o cortisoniche.

Va invece evitato, anche se l’istinto spinge a farlo, grattarsi e in tal modo graffiarsi, perché si creerebbe una lesione cutanea che può infettarsi e necessitare di pomate antibiotiche per guarire.

Tuttavia, ci sono altri insetti come api, calabroni e vespe che con la loro puntura possono veicolare allergeni simili alle proteine presenti nel veleno che, nelle persone predisposte alle allergie, possono scatenare entro pochi minuti diversi sintomi anche gravi.

In genere si tratta di reazioni che si manifestano con una eruzione cutanea accompagnata da prurito intenso e diffuso. Tuttavia, possono anche manifestarsi con un gonfiore sottocutaneo che interessa soprattutto viso e labbra e che, se coinvolge la laringe all’altezza delle corde vocali, provoca tosse e ostacolo al passaggio dell’aria, con una rischiosa difficoltà respiratoria.

Purtroppo, in alcuni casi la puntura di insetti può anche determinare un crollo della pressione arteriosa a livelli molto bassi, fino al collasso, con perdita di coscienza e, quindi, provocare uno shock anafilattico che impone di intervenire immediatamente, dato che può avere esiti letali.

Insetti, fondamentali anche per la nostra economia

Tutto questo parlare di rischi e pericoli non deve però far dimenticare che gli insetti sono una componente essenziale della biodiversità del nostro Pianeta e che possono essere di aiuto alle attività umane.

Un esempio particolarmente interessante è il progetto Biodiversity Care, condotto nei vigneti dell’azienda agricola Annalisa Zorzettig di Spessa di Cividale (Udine), per testare l’efficacia della lotta biologica attraverso l’aumento di insetti predatori e altri organismi utili in tre vigneti gestiti a sfalcio alternato e sovesci.

Lo studio, condotto tra il 2019 e il 2021 da Antonio Noacco in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, ha messo a confronto pratiche di gestione agronomiche tradizionali come lo sfalcio continuo e costante, con pratiche agronomiche che puntano ad aumentare la numerosità delle specie vegetali e la costanza delle fioriture, sia spontanee sia seminate.

Mentre nel 2019 i tre vigneti avevano un comportamento simile, i risultati hanno iniziato a divergere a partire dal secondo anno. Per esempio, nel vigneto completamente sfalciato la presenza della cicalina verde era doppia rispetto a quella del vigneto con sfalcio alternato e tripla rispetto a quella del vigneto con cover crop.

Questi effetti sono dovuti dalla maggior presenza di Imenotteri calcioidei, parassitoidi naturali e principali agenti di controllo biologico che, trovando nei vigneti fioriti maggiore possibilità di nutrimento (pollini e nettare) sono riusciti a riprodursi con maggiore efficacia, andando così a esercitare un’azione più incisiva.

Inoltre, si è provato che nei vigneti con sfalcio completo le specie vegetali aliene avevano occupato una superficie più ampia, limitando la crescita delle specie native e la loro numerosità.

Un trend opposto è stato invece osservato invece nei filari non sfalciati, indice di un ecosistema stabile e sano. Questo dato è importante sia per l’aumento della ricchezza specifica sia per il minor utilizzo di acqua e di nutrimenti di cui hanno bisogno le specie native.

Come detto, gli insetti sono componenti essenziali della biodiversità globale e svolgono un ruolo essenziale per il funzionamento corretto degli ecosistemi.

In particolare, i coleotteri saproxilici si nutrono del legno morto nei boschi e nelle foreste, rimettendone in circolazione i nutrienti ed evitando che si accumuli.

Allo studio delle comunità degli insetti saproxilici si dedica un settore del National Biodiversity Future Center, centro di eccellenza finanziato con i fondi del Pnrr a cui partecipano oltre 50 tra enti e università che ha come mission proprio quella di conservare, ripristinare, monitorare e valorizzare la biodiversità italiana e mediterranea.

Anche quella più piccola, ma non per questo meno importante.

Crediti immagine: Depositphotos

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