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Agri-Tech: dall’analisi real time della linfa una miglior resa delle colture

plantvoice - sensori agricoltura
Immagine da Depositphotos

Una startup mette a punto un sistema tecnologico che permette l’analisi in tempo reale della linfa delle piante e ne valuta lo stato di stress, aiutando le aziende agricole a migliorare produttività e qualità delle coltivazioni: Con un occhio anche alla riduzione di irrigazione, fertilizzanti e fitofarmaci

Matteo Beccatelli – chimico, inventore specializzato nella realizzazione di tecnologie brevettate, con esperienza in diversi progetti di ricerca e sviluppo tra Italia e Stati Uniti nell’ambito della sensoristica (Cnr e Bercella) – e il fratello Tommaso – tecnico elettronico, imprenditore agricolo, esperto di tecnologie di additive manufacturing – sono i fondatori di Plantvoice, la startup innovativa che controlla il benessere delle piante analizzando la loro linfa.

Da dati della Fao, in agricoltura si utilizza circa il 70% dell’acqua mondiale ma, cosa gravissima, il 60% di questa enorme quantità di acqua viene sprecata per colpa di sistemi di irrigazione inefficienti.

L’agricoltura è inoltre responsabile del 17% delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) nonché, laddove si utilizzino fertilizzanti chimici anche dell’inquinamento dei suoli.

Infatti, spiega Matteo Beccatelli, “Plantvoice nasce dall’osservazione dei due principali problemi in agricoltura: il consumo idrico, che a livello mondiale dipende per gran parte dall’agricoltura, e lo sfruttamento del suolo. Quando abbiamo ideato la nostra tecnologia avevamo in mente di risolvere proprio questi problemi“.

Ecco allora che, se c’è la necessità sempre più urgente di adottare pratiche agricole più sostenibili, la tecnologia può venire in aiuto: da qui l’intuizione di Plantvoice che ha realizzato un’innovativa tecnologia sensoristica che permette di conoscere in tempo reale lo stato di salute e di stress delle piante attraverso un’accurata analisi della loro linfa.

Raccogliendo e analizzando i dati grazie all’intelligenza artificiale si ottiene l’impronta digitale di ogni tipologia di stress – la voce delle piante – da quella dovuta alle infestazioni fino a quella dovuta alla siccità.

Attraverso i sensori e la loro costante analisi l’agricoltore può quindi intervenire subito sulle sue coltivazioni per prevenire la diffusione di cause di stress o per migliorarne la resa e la qualità.

Come funziona la tecnologia di Plantvoice

Plantvoice è una tecnologia sensoristica as-a-service avanzata che si traduce in un dispositivo fitocompatibile non invasivo, che viene introdotto direttamente nel fusto del vegetale, permettendo di avviare un monitoraggio in tempo reale dei dati fisiologici interni della pianta (la linfa).

La rilevazione viene fatta adottando un approccio a pianta sentinella, che si realizza sensorizzando una pianta rappresentativa dell’appezzamento agronomico omogeneo in cui è inserita, della dimensione media di metà ettaro.

Una volta captati i dati, il sensore li invia in cloud a un software di intelligenza artificiale che li analizza utilizzando algoritmi personalizzati per fornire informazioni dettagliate, per esempio su un eventuale insufficiente apporto d’acqua o su un attacco di batteri e funghi. Informazioni che aiutano le aziende agricole a prendere decisioni tempestive per preservare la salute e la resa qualitativa delle coltivazioni e a ottimizzare l’uso dell’acqua.

A differenza delle altre principali tecnologie agricole (sensori meteorologici, di suolo, di irraggiamento e di temperatura, immagini satellitari, droni…), che forniscono agli agricoltori dati esterni alla pianta relativi all’ambiente che la circonda, la tecnologia Plantvoice raccoglie direttamente i dati interni dalla pianta, attinenti alla sua fisiologia, consentendo una rilevazione rapida delle anomalie nello stato di salute, minimizzando la latenza rispetto alle tecnologie concorrenti.

Inoltre, grazie alla sua interfaccia software (Application Program Interface) consente l’integrazione con altre applicazioni software in modo tale che i produttori agricoli possano utilizzare i dati raccolti anche in altre applicazioni e strumenti.

Importanti, per lo sviluppo di Plantvoice, la rete di collaborazioni instaurata con Eurac Research, Fondazione Bruno Kessler, Università di Milano, Università di Parma e Università di Verona che hanno seguito le sperimentazioni sul campo e si sono occupate della validazione scientifica del brevetto.

I sensori Plantvoice sono stati applicati in campo grazie alla collaborazione con alcune aziende agricole quali Sant’Orsola in Trentino, Salvi Vivai a Ferrara, Martino Rossi a Cremona e Consorzio innovazione frutta del Trentino.

Crediti immagine: Depositphotos

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