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Orsi trentini: le associazioni chiedono al Governo di impugnare la legge regionale

orsi trentini
Immagine da Depositphotos

La legge n°2 del 7 marzo 2024, emanata dalla Provincia autonoma di Trento, prevede l’abbattimento di fino a 8 orsi all’anno nei territori montani trentini: le associazioni scrivono al Governo di impugnare la leggedavanti alla Corte Costituzionale

L’annosa vicenda della convivenza tra orsi e uomini in Trentino – ricordiamo la tragedia dello scorso anno in cui una persona aveva perso la vita – va incontro a una nuova fase, che vede le associazioi ecologiste invocare l’intervento del Governo contro la legge regionale dello scorso 7 marzo.

Riceviamo e pubblichiamo su GreenPlanner.it la lettera aperta.

Richiesta di impugnazione della legge che consente l’abbattimento di orsi in Trentino

Le maggiori associazioni animaliste chiedono al Governo d’impugnare innanzi alla Corte Costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 7 marzo scorso che prevede l’uccisione fino a otto orsi l’anno.

Nell’istanza, inviata dall’Oipa anche a nome di altre associazioni, alla presidente del Consiglio Meloni, al ministro per gli Affari regionali e le autonomie Calderoli e al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin, le associazioni esprimono netta contrarietà all’applicazione della norma, “sia per una violazione delle prescrizioni normative comunitarie, che ben potrebbero esporre il nostro Paese alla possibile apertura di una (ulteriore) procedura d’infrazione in tema di gestione della fauna selvatica, sia per un contrasto con la novella costituzionale rappresentata dall’art. 9, inserita tra i Principi fondamentali, nel quale viene previsto che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, sia perché uccidere otto orsi l’anno è un atto violento e crudele che non incide sulla sicurezza dei cittadini trentini, sia per l’insussistenza scientifica delle motivazioni addotte riguardo il rispetto della conservazione della specie di orso bruno“.

Le associazioni inoltre evidenziano quanto tale legge risulti impopolare per i cittadini italiani, che hanno più volte manifestato dissenso rispetto all’attuale gestione dei grandi carnivori da parte della Provincia Autonoma di Trento, sostenendo le diverse azioni legali condotte dalle associazioni innanzi al Tribunale di Giustizia amministrativa di Trento e al Consiglio di Stato, grazie alle quali già in sede cautelare si è ottenuta la sospensione di diversi provvedimenti di uccisione di orsi e lupi.

L’istanza, inviata per conoscenza anche alla Commissione europea – Direzione generale Ambiente, articola poi una serie di puntuali osservazioni giuridiche che evidenziano, nel testo della legge trentina, la violazione della corposa normativa riguardante la gestione e tutela dell’orso bruno.

In conseguenza le nove sigle animaliste chiedono un intervento deciso accompagnato da “un’opportuna azione legale mediante l’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale” della legge trentina che potrebbe comportare l’uccisione di sedici orsi nel prossimo biennio.

Le associazioni aderenti sono: Enpa, Fnpn, Lac, Lav, Leidaa, Leal, Lipu, Lndc, Ente nazionale protezione animali, Federazione nazionale pro natura, Lega abolizione caccia, Lega antivivisezione, Lega Italiana difesa animali e ambiente, Lega antivivisezionista, Lega italiana protezione uccelli, Lega nazionale difesa del cane – Animal protection, Organizzazione internazionale protezione animali.

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