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Le buone pratiche circolari dell’Assessora San Martino di Varese

rihub varese
Immagine Comune di Varese

Inaugurato a Varese il RiHub dove si rimettono in circolo le eccedenze alimentari. Un progetto virtuoso di economia circolare che risponde appieno alla Legge Gadda. Ce ne parla in questa nuova puntata di Pink&Green, Nicoletta San Martino, assessora ad ambiente, sostenibilità sociale ed economia circolare

Nicoletta San Martino è forse l’unica assessora alla tutela dell’ambiente e sociale dove si cita nell’incarico istituzionale anche l’economia circolare. Siamo all’interno del Comune di Varese, capoluogo di provincia della Lombardia Nord occidentale.

Città al confine con la Svizzera che ha una popolazione di circa 80mila abitanti. Qui è stato recentemente inaugurato, proprio sotto l’egida dell’assessora, un hub (battezzato RiHub) per il ritiro e la consegna, con cargo bike, di eccedenze per i più bisognosi.

Per ora di natura alimentare, ma la stessa San Martino sta pensando di allargarlo ad altri settori come quello del vestiario. Per questo l’abbiamo invitata a parlarne in questa nuova puntata di Pink&Green.

Tutto parte, quindi, da una motivazione personale della San Martino e da una vicinanza, anche politica – ora entrambe rappresentano Italia Viva -, a Maria Chiara Gadda, cui si deve durante la XVII legislatura della Repubblica la proposta di una legge in tema di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi. Legge che poi è stata battezzata nel 2016 proprio Legge Gadda.

Il RiHub di Varese risponde così a quella legge con vari presupposti ambientali e sociali.

Durante l’inaugurazione, avvenuta lo scorso gennaio, la San Martino si era ritrovata a dire: “Lo spreco incide negativamente sull’economia e fa male all’ambiente: il recupero, la rigenerazione e il riuso delle eccedenze portano a una riduzione dei rifiuti che contribuisce a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Introdurre azioni di riduzione dello spreco alimentare è quindi un pilastro indispensabile per un’efficace azione climatica, se si pensa che più del 30% delle emissioni derivano dalla filiera alimentare e di queste un terzo è imputabile allo spreco di cibo“.

Più volte durante la videointervista a Pink&Green l’assessora San Martino fa riferimento a quanto sia importante la collaborazione con il territorio: il progetto RiHub prevede il supporto attivo di Pane di sant’Antonio, Banco Nonsolopane e Croce Rossa.

Non sono progetti che nascono da un giorno all’altro. E la San Martino lo mette bene in evidenza, anche anticipoando le varie evoluzioni del progetto: ci vogliono mesi. Ma poi ce la si può fare.

Al tavolo Varese Città Antispreco – costituito due anni fa – è entrato anche l’Ats che poi ha definito i protocolli igienico sanitari e formato i volontari. In qualità di donatori hanno aderito: Aime, Ascom, Associazione Panificatori, Cna, Confartigianato Imprese, Confesercenti.

Interessante anche la collaborazione con un paio di istituti scolastici: il Liceo Artistico della Scuola Manfredini che ha ideato logo e immagine anche delle bici cargo con cui il progetto si veste anche di mobilità sostenibile. Alcuni studenti dell’Alberghiero De Filippi invece parteciperanno alla gestione operativa dell’hub.

Università degli Studi dell’Insubria, Pallacanestro Varese, Il Basket siamo noi, Scout Agesci zona Varese partecipano al progetto coinvolgendo adulti e ragazzi nelle attività di recupero sulle bici cargo.

Un progetto in piena ottica di economia circolare e sociale da cui prendere spunto per replicarlo in tanti altri territori italiani.

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