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Tutte le figure di cui un capo deve circondarsi per avere un’azienda Esg oriented

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Razionalizziamo con l’aiuto di Luca Semeraro, amministratore delegato Lhh Italia, Svizzera e Polonia le figure aziendali da attenzionare per traghettare un’impresa sui tre bisogni Esg: ambiente, sociale e gestionale. Partendo dai requisiti e dalla formazione

Un buon capo deve ormai avere tra i propri obiettivi il benessere aziendale, l’innovazione tecnologica e l’attenzione alla Sostenibilità.

Lo dicono da tempo gli addetti ai lavori, leggi chi si occupa di Hr, ma una recente analisi a cura di Lhh, provider del Gruppo Adecco, ha puntato l’attenzione su ben 10 nuove figure professionali con relativi job title di cui forse il proprio il capo dovrebbe circondarsi.

Si va dal Chief Visionary Officer (Cvo) o al Chief Happiness Officer (o Chief Heart Officer – Cho) al Chief Mental Health Officer (Cmho) passando per il Chief Community Officer (Cco). A questi si aggiungono le figure ormai più conosciute come Chief Sustainability Officer o l’Esg Investment Officer o, ancora, il Csr director.

Leggendo questo articolo troverete le posizioni esatte con relative diciture, ma nel frattempo abbiamo raggiunto Luca Semeraro, amministratore delegato Lhh Italia, Svizzera e Polonia per capire dai suoi consigli come si arriva a formarsi per ricoprire questi nuovi ruoli aziendali.

Le nuove figure professionali per Esg e Sostenibilità

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Luca Semeraro, ad Lhh Italia

E il presupposto è chiaro: “queste nuove figure richiedono una combinazione di competenze accademiche ed esperienza pratica sul campo – spiega Semeraro -. In molti casi non esistono ancora percorsi formativi predefiniti, i professionisti e le aziende devono dunque adottare un approccio flessibile e impegnarsi nell’apprendimento continuo per adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato.

L’integrazione di competenze provenienti da diverse discipline, insieme alla capacità di sviluppare strategie innovative e visionarie sono fondamentali per il successo in queste nuove e cruciali posizioni aziendali.

In un contesto dove l’unica costante è il cambiamento, la formazione e l’aggiornamento professionale diventano imprescindibili per guidare con successo le aziende verso un futuro sostenibile, all’avanguardia e che mette le persone al centro“.

Partiamo dalle figure legate all’ambito del Benessere aziendale: che doti deve avere il candidato ideale?

Le competenze ricercate per figure come il Chief Happiness Officer (Cho) includono una profonda comprensione della psicologia organizzativa, capacità di analisi dei dati relativi al benessere dei dipendenti e predisposizione a creare programmi e iniziative che favoriscano un ambiente lavorativo sano e inclusivo.

Il suo background ideale prevede studi in psicologia, risorse umane o specializzazioni in ambiti come il management del benessere.

Per quanto riguarda il Chief Mental Health Officer (Cmho), le aziende cercano professionisti con una solida formazione in psicologia, esperienza nella gestione delle crisi e una visione strategica per implementare politiche e programmi volti a migliorare la salute mentale sul posto di lavoro.

Un’educazione avanzata in psicologia o counseling potrebbe dunque essere basilare.

Infine, per un Chief Community Officer (Cco), è essenziale avere eccellenti capacità comunicative, competenze nel team building e una comprensione profonda della cultura aziendale.

Studi in comunicazione e marketing o organizzazione d’impresa potrebbero essere utili per sviluppare queste competenze.

Trattandosi di figure C-level, è ovviamente necessaria non solo una solida formazione accademica, ma anche diversi anni di esperienza pratica in ambito risorse umane, psicologia organizzativa e gestione del personale.

L’esperienza sul campo è imprescindibile per comprendere appieno le dinamiche organizzative e sviluppare strategie efficaci che migliorino il benessere dei dipendenti e la cultura aziendale.

Il mondo del lavoro – e il modo di vivere il lavoro da parte dei dipendenti – è cambiato notevolmente negli ultimi anni. A partire dalla pandemia sono mutati i paradigmi, emerge una maggiore attenzione al work-life balance e ai valori che un’azienda trasmette (quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per le generazioni più giovani, da pochi anni nel mondo del lavoro).

Le figure dedite al benessere aziendale – che in molti casi si sono sviluppate in azienda proprio come risposta a queste trasformazioni – devono essere quindi predisposte a cogliere le nuove istanze e necessità delle persone: la natura in continua evoluzione di questi ruoli richiede una mentalità aperta al cambiamento e la volontà di impegnarsi in un percorso di apprendimento continuo per rimanere al passo con le nuove tendenze e le best practice.

La Sostenibilità in azienda è al guado: da una parte è sempre più necessaria, d’altra richiede un salto qualitativo e di competenze: lei che consigli si sente di dare?

Il ruolo di Chief Sustainability Officer richiede competenze nel formulare strategie aziendali per la sostenibilità, gestire i rischi ambientali e garantire la conformità normativa.

Il suo background formativo e professionale in molti casi affonda le radici nella gestione ambientale o nei Public Affairs.

Per quanto riguarda il Director of Corporate Social Responsibility, sono richieste competenze nella progettazione e nell’attuazione di strategie Esg, nella gestione delle relazioni con gli stakeholder e nella gestione del rischio.

Un percorso accademico in economia o relazioni internazionali potrebbe essere utile per sviluppare tali abilità.

Infine, per l’Esg Investment Officer, è basilare possedere una solida comprensione dei mercati finanziari e dei criteri Esg, uniti a capacità analitiche. Una formazione in economia e finanza, con specializzazione in investimenti sostenibili è certamente preziosa in questo contesto.

Figure di questo tipo richiedono un mix unico di skill derivanti sia dall’istruzione formale sia dall’esperienza pratica nel settore della sostenibilità e degli investimenti responsabili.

L’apprendimento sul campo è fondamentale per sviluppare una comprensione approfondita delle dinamiche aziendali e per guidare con successo l’implementazione di strategie Esg.

La formazione continua, inoltre, è essenziale per rimanere aggiornati circa le migliori pratiche e le tendenze emergenti nell’area della sostenibilità e dell’investimento responsabile, ma anche sul fronte normativo dei vari Paesi in cui un’azienda opera.

Nell’ambito dell’Innovazione e della tecnologia si fanno avanti figure che una volta erano per lo più legate al mondo anglosassone: come possiamo inserire queste figure nelle aziende italiane di oggi?

Per il ruolo di Chief Visionary Officer (Cvo), le aziende cercano persone con una visione strategica, capacità di leadership e comprensione delle tendenze tecnologiche.

Una formazione in business administration, marketing o ancora in ambito tecnologico/informatico è sicuramente un’ottima base di partenza per intraprendere questo tipo di carriera.

Per quanto riguarda il Chief Innovation Evangelist, sono richieste competenze nella promozione dell’innovazione, gestione del cambiamento e comprensione del mercato.

Un percorso di studi in marketing, economia con specializzazione in gestione d’impresa o ancora ingegneria gestionale potrebbero portare a uno sbocco in questo settore.

Per il Digital Reputation Defender, è fondamentale avere competenze nella gestione della reputazione online, analisi dei dati e comunicazione efficace. Specializzazioni in marketing digitale o cybersecurity sono certamente utili per sviluppare queste competenze.

Guardando infine al Metaverse Research Scientist, è sicuramente una delle figure, tra quelle citate, che maggiormente richiede una formazione di tipo tecnico, come una laurea o un dottorato in scienze informatiche, ingegneria informatica o discipline correlate.

In generale, tutte queste figure legate all’innovazione richiedono una combinazione di competenze manageriali, tecnologiche e di pensiero innovativo.

Questi nuovi ruoli sono essenziali per guidare l’azienda attraverso le sfide e le opportunità del mondo digitale in rapida evoluzione. Data la natura rapidamente evolutiva del settore dell’innovazione e della tecnologia, i professionisti devono essere pronti a investire tempo ed energie in un apprendimento continuo per rimanere all’avanguardia nel loro campo e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del panorama digitale.

E ora le schede dei Chief Officer del futuro

  • Chief Happiness Officer (o Chief Heart Officer – Cho): figura dedicata al miglioramento della felicità dei dipendenti. Non si tratta solo di un upgrade delle tradizionali risorse umane più orientato alla ricerca della felicità, bensì una figura incentrata sull’identificazione e gestione dei rischi psicosociali, sul sostegno al benessere dei dipendenti e sulla creazione di dinamiche di squadra psicologicamente sicure. Una delle attività chiave del Cho è quella di stabilire iniziative per sostenere gruppi “vulnerabili” sul posto di lavoro, come immigrati o genitori single
  • Chief Mental Health Officer (Cmho): il ruolo nasce in risposta alle crescenti preoccupazioni per la salute mentale e alla maggiore enfasi posta sulla gestione dei rischi psicosociali sul posto di lavoro. Il job role si colloca a cavallo di due aree specifiche: la protezione del benessere mentale delle persone e il miglioramento dei sistemi, rendendo il luogo di lavoro sicuro e salubre dal punto di vista psicologico
  • Chief Community Officer (Cco): ha l’obiettivo di facilitare le connessioni tra i dipendenti e mantenere una cultura aziendale forte tra i team. Il suo fine è costruire un senso di comunità e di sicurezza psicologica all’interno di un’organizzazione, che spesso dipende dallo stile di leadership dei dirigenti. Non solo, alcuni manager puntano a considerare il ruolo del Cco più orientato verso l’esterno, affinché costruisca e rafforzi le relazioni con gli stakeholder esterni di un’azienda, quali clienti, fornitori e il pubblico in generale
  • Chief Sustainability Officer: il loro operato si focalizza sulla strategia, l’influenza, la sensibilizzazione e le ripercussioni circa le questioni Esg per le persone in azienda. Che si chiamino Sustainability Manager, Chief Green Officer, Director of Sustainable Design o simili, i ruoli dedicati all’ambiente sono in crescita. La transizione richiederà la riqualificazione e l’aggiornamento dei professionisti per dotarli delle competenze necessarie a soddisfare la crescente domanda in merito
  • Director of Corporate Social Responsibility (Csr): tra i compiti assegnati nell’ambito di questo job title ci sono l’impegno a sviluppare strategie Esg, rispettare il quadro normativo di riferimento, coinvolgere gli stakeholder, valutare e ridurre l’impatto ambientale dell’organizzazione, supervisionare gli sforzi filantropici. Ma anche pensare a programmi di impegno nella comunità e iniziative a sostegno della diversità, dell’equità e dell’inclusione, garantire una supply chain etica, responsabile ed equa, gestire i rischi e collaborare con le associazioni di settore, le Ong e gli enti governativi
  • Esg Investment Officer: questo professionista identifica le opportunità commerciali e gli investimenti sicuri che promuovono gli interessi finanziari di un’azienda in base ai criteri Esg da rispettare. Le sue mansioni comprendono la gestione di portfolio projects, la gestione di transazioni finanziarie e la creazione di relazioni con i clienti incentrate sui principi dell’impact investing e dell’investimento sostenibile
  • Chief Visionary Officer (Cvo): è un ruolo esecutivo responsabile della definizione della vision e della strategia di un’azienda, si occupa della comprensione delle tendenze attuali e future del settore e di delineare una direzione strategica per l’azienda. Inoltre, garantisce che la visione e la strategia aziendali vengano comunicate internamente e attuate in modo efficace. Il Cvo è spesso coinvolto nelle decisioni relative allo sviluppo dei prodotti, al marketing e alle operazioni generali
  • Chief Innovation Evangelist: è un job title frutto della nascente cultura delle startup, è il responsabile della promozione dell’innovazione all’interno di un’organizzazione. Il ruolo consiste nel contribuire a creare un ambiente in cui le nuove idee possano essere incubate e realizzate, incoraggiando al contempo la collaborazione e la risoluzione interdisciplinare dei problemi. Inoltre, è chiamato ad avere una conoscenza approfondita dei settori e dei mercati in cui opera l’azienda e a essere in grado di identificare sia le sfide sia le nuove opportunità
  • Metaverse Research Scientist: man mano che il Metaverso si consolida, questo ruolo diventerà sempre più cruciale. Saranno incaricati di creare ciò che rende l’intero mondo visibile e fruibile in versione digitale e non comporterà solamente la creazione di modelli digitali di base del mondo reale in cui le aziende potranno portare clienti e partner. Tale architettura servirà da punto di partenza per ulteriori casi d’uso, come i giochi, la pubblicità, il controllo di qualità nelle fabbriche e molto altro ancora
  • Digital Reputation Defender: queste figure saranno sempre più richieste per tutelare l’immagine dei dipendenti e dell’azienda quando si parla di contenuti presenti sui social media. Un ruolo sempre maggiormente strategico con la crescente influenza dei social e la complessità di Internet, in quanto è complicato eliminare eventuali momenti imbarazzanti, pubblici e privati, che possono essere diffusi online

Crediti immagine: Depositphotos

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