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Malattie respiratorie, una ricerca finanziata da Fondazione Cariplo unisce Verona, Milano e Rotterdam

malattie respiratorie
Immagine da Depositphotos

Complice anche la pessima qualità dell’aria a causa delle emissioni inquinanti, le malattie polmonari sono tra le principali cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo, con oltre 550 milioni di persone affette da malattie respiratorie croniche

A livello globale, l’insufficienza respiratoria cronica affligge oltre mezzo miliardo di persone attraverso malattie come l’asma, il cancro ai polmoni o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), causando 4 milioni di decessi all’anno.

Il problema è grave perché circa l’11,7% della popolazione globale è affetta da broncopneumopatia cronica ostruttiva che è la terza causa di morte al mondo, colpendo oltre 390 milioni di persone in tutto il mondo.

Se non si interviene attraverso la ricerca, si prevede che la prevalenza di questa malattia aumenterà a un tasso annuo del 4,8% nel prossimo decennio. questo perché ancora oggi le malattie respiratorie croniche sono ancora incurabili e le infezioni ricorrenti.

La ricerca per combattere la terza causa di morte al mondo

C’è tanto da studiare e da fare per trovare un rimedio alle malattie respiratorie croniche; per questo Fondazione Cariplo ha destinato un finanziamento di 200mila euro alla ricerca che le università di Verona, Milano e Rotterdam stanno portando avanti studiando i microRna (miRna) umani, ritenuti cruciali nella regolazione della risposta immunitaria.

Infatti, i metodi basati sul loro utilizzo terapeutico potrebbero risolvere le polmoniti batteriche refrattarie o resistenti ai farmaci. Recentemente è stato anche evidenziato il ruolo chiave dei miRna umani nella regolazione della risposta immunitaria e nella determinazione dell’esito di polmoniti batteriche.

Il progetto di ricerca proposto mira a caratterizzare i miRna batterici e le loro possibili interazioni con l’ospite durante le infezioni attraverso approcci innovativi, evidenziando così possibili nuovi bersagli terapeutici.

I ricercatori che stanno lavorando a questo progetto sono in gran parte italiani: Giovanni Malerba, docente di Genetica medica nel dipartimento di Scienze chirurgiche, Odontostomatologiche e Materno-infantili dell’Università di Verona, riveste il ruolo di partner del progetto Unravelling the impact of Pseudomonas aeruginosa microRnas on microbe-host interaction and drug response in chronic respiratory diseases.

Laura Veschetti, dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano è invece la Young Principal Investigator e responsabile della collaborazione internazionale; infine, Alessandra Bragonzi, ricercatrice dell’Unità di Infezioni e fibrosi cistica dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano, che riveste anche il ruolo di mentore, e Mohsen Ghanbari, docente del dipartimento di Epidemiologia dell’Erasmus University Medical Center di Rotterdam sono partner del progetto.

Il progetto proposto avrà un impatto sanitario, tecnologico e socio-economico a lungo termine a vantaggio dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, migliorandone la qualità di vita e potenzialmente offrendo nuovi approcci terapeutici.

Crediti immagine: Depositphotos

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