Home Agricoltura 4.0 Tra le emissioni industriali da ridurre ci sono anche quelle degli allevamenti...

Tra le emissioni industriali da ridurre ci sono anche quelle degli allevamenti intensivi, ma l’Italia vota contro

allevamenti intensivi
Immagine da Depositphotos

Non ci sarebbe stato nulla da eccepire se la direttiva approvata lo scorso 12 aprile dal Consiglio europeo sulle emissioni industriali e sul regolamento relativo alla creazione di un portale sulle emissioni industriali non avesse insertito tra le attività anche gli allevamenti intensivi… così l’Italia vota contro, unico Paese a farlo

Le nuove norme approvate a livello europeo vogliono garantire una migliore protezione della salute umana e dell’ambiente, riducendo le emissioni nocive delle installazioni industriali e promuovendo l’efficienza energetica, l’economia circolare e la decarbonizzazione.

Tra i settori coinvolti ci sono anche gli allevamenti intensivi (vi invitiamo ad approfondire il tema leggendo questo articolo), intesi come allevamenti con più di 350 maiali, 280 polli da carne e 300 galline ovaiole.

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente questi stabilimenti sarebbero l’origine del 54% di tutte le emissioni di metano, con gravissime conseguenze per la salute di tutti oltre che per quella degli animali.

Ora toccherà agli Stati membri controllare che queste nuove regole vengano rispettate e applicare sanzioni adeguate per i trasgressori, con una sanzione minima pari al 3% del fatturato annuo per le infrazioni più gravi.

Unico Paese europeo contrario a questa direttiva è stato l’Italia.

Per Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection, “è davvero sconfortante vedere ancora una volta come il nostro Governo si dimostri del tutto incosciente e irresponsabile quando si tratta di tutelare l’ambiente e gli animali.

Gli allevamenti intensivi, dal nostro punto di vista, sono una forma di tortura legalizzata per quelle povere anime che, pur essendo esseri viventi e senzienti, non hanno una vita e sono considerati solo oggetti da sfruttare in ogni modo pur di ottenere un profitto.

Allo stesso tempo, come hanno rilevato in Ue, questi allevamenti danno il principale contributo all’inquinamento, rappresentando un pericolo per tutti noi. Visto il voto contrario a queste nuove norme, dobbiamo quindi dedurre che al Governo italiano non importi non soltanto degli animali – cosa che era già tristemente chiara – ma nemmeno dei suoi stessi cittadini“.

Crediti immagine: Depositphotos

Condividi: