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Agroecologia, conoscerla (e applicarla) per vivere meglio

agroecologia
Immagine di Luigi d'Aquino

Che cos’è l’agroecologia? Ce lo racconta Luigi d’Aquino, ricercatore Enea che inizia con questo articolo a contribuire sul tema di come preservare al meglio l’ambiente con l’agricoltura ecologica

Sarà anche poco romantica raccontata così, ma l’agricoltura, in fin dei conti, è quel processo, che definirei violento perché invasivo, mediante il quale l’uomo sostituisce la biodiversità spontanea delle comunità vegetali naturali – fatta di una miriade di piante spontanee e di tutto il corteggio di organismi che ruotano intorno a esse – con una o poche specie vegetali, delle quali l’uomo pilota il ciclo biologico per produrre biomasse di suo esclusivo interesse. Bella roba!

Insomma, l’agricoltura è, comunque la si veda, un’attività che per sua stessa natura ha un certo impatto sull’ambiente, innanzitutto perché riduce drasticamente la biodiversità negli ecosistemi, con tutto quello che ne consegue.

Dall’altra parte abbiamo, invece, l’ecologia che, sarà un po’ fredda raccontata così, ma è banalmente la scienza che studia i rapporti tra organismi viventi (individui, popolazioni, comunità) e tra organismi viventi e fattori inanimati (chimici, fisici…) nell’ambiente.

Agroecologia: fusione tra agricoltura e scienza dell’ambiente

Da agricoltura ed ecologia deriva l’agroecologia, fusione di un approccio poco romantico, quello dell’agricoltura, e di uno freddo, quello dell’ecologia, che dovrebbe essere una disciplina asettica e assai pragmatica che in pratica si interessa dell’ecologia del campo coltivato.

Eppure, l’agroecologia è quella cosa che ci fa commuovere quando pensiamo che tutti gli organismi presenti nel campo coltivato, dai virus ai microrganismi, dagli animali alle piante e fino all’agricoltore sono tutti mirabilmente interconnessi, in quanto parte di un unico sistema.

L’agroecologia, per esempio, ci aiuta a capire che la chimica in agricoltura aumenta (spesso) le rese ma fa saltare tutti gli equilibri ecologici.

Le buone erbacce

Ci fa venire il dubbio che forse le erbacce, le malerbe (esiste addirittura una branca delle scienze agrarie denominata malerbologia), non esistono e che la vegetazione spontanea è più spesso un alleato piuttosto che un nemico delle piante coltivate.

Ci ricorda che non basta che patogeni e parassiti delle piante siano presenti in un campo perché si debba scatenare contro di loro una guerra senza quartiere. Insomma, l’agroecologia può aiutarci a vivere con qualche ansia in meno e, magari, anche a mangiare meglio.

Che già di per sé non sarebbe male.

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Luigi d'AquinoLuigi d'Aquino: si laurea in Scienze Agrarie a pieni voti nel 1990. Quindi, diventa dottore di ricerca in Patologia Vegetale nel 1994 presso l'Università di Napoli. Agronomo ed esperto di difesa fitosanitaria, è ricercatore Enea dal 1998 | Linkedin
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