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In Adriatico arrivano i pescherecci elettrici

pescherecci
Immagine da Depositphotos

Pesca e sostenibilità: si affacciano nuove imbarcazioni a propulsione elettrica, frutto di progetti universitari che puntano alla decarbonizzazione del settore

In partenza il progetto 3eFishing, coordinato dall’Università di Bologna, che intende introdurre imbarcazioni da pesca con motori ibridi e con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per ridurre le emissioni e migliorare la sostenibilità economica delle piccole e medie imprese del settore

3eFishing è un progetto europeo di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Croazia finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia. L’obiettivo del progetto è quello di promuovere la pesca sostenibile nell’Adriatico attraverso la propulsione elettrica delle imbarcazioni da pesca.

I punti chiave del progetto prevedono lo sviluppo di nuove imbarcazioni con motore elettrico per cui 3eFishing si concentrerà sulla progettazione e costruzione di prototipi di barche da pesca dotate di motori elettrici.

Queste imbarcazioni saranno più silenziose, più efficienti e avranno un minore impatto ambientale rispetto alle barche tradizionali a propulsione diesel.

Grazie alle nuove imbarcazioni si prevede una riduzione del 30% delle emissioni di gas serra e del 50% delle emissioni di inquinanti atmosferici che contribuiranno a migliorare la qualità dell’acqua dell’Adriatico.

Da non trascurare la sostenibilità economica a lungo termine in quanto i costi di carburante e di manutenzione sono inferiori.

Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia della pesca e dell’acquacoltura sia in Italia che in Croazia, ma al tempo stesso sono anche i soggetti più colpiti dalla crisi attuale – spiega Fausto Tinti, professore al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna e coordinatore scientifico del progetto – La combinazione dell’aumento del costo del carburante, causato dall’attuale crisi energetica e bellica, e dell’impatto del cambiamento climatico sullo stato degli stock ittici ha infatti un impatto enorme sulla sostenibilità a breve e lungo termine dell’intero settore“.

Nello scorso decennio, la flotta di pescherecci dedicata alla piccola pesca e all’acquacoltura contava oltre 12.000 imbarcazioni, in larga parte con più di 10 o 15 anni di vita e con motori esclusivamente diesel. Oggi la situazione non è migliorata a causa della difficile situazione economica e delle conseguenze del cambiamento climatico.

Per superare questa situazione è fondamentale puntare sulla transizione verso imbarcazioni a propulsione elettrica, ma tra i pescatori c’è ancora una scarsa fiducia su queste tecnologie – ribadisce TintiÈ necessario quindi lavorare per favorire il trasferimento delle conoscenze e dei risultati della ricerca applicata alle micro, piccole e medie imprese del settore, testando e dimostrando la fattibilità di questa transizione in condizioni operative reali“.

Come azione pilota, il progetto andrà a riadattare due imbarcazioni da pesca con motori ibridi e verranno impiegate fonti energetiche rinnovabili quindi gli studiosi di 3eFishing si concentreranno sullo sviluppo di nuove imbarcazioni con motore elettrico dedicate alla pesca e all’acquacoltura.

Il progetto sarà realizzato dall’Università di Bologna e dall’Istituto di Oceanografia di Spalato, che lavoreranno per il trasferimento tecnologico e dell’innovazione sviluppando soluzioni a basse emissioni di carbonio.

A sostenere il progetto il Ministero dell’Agricoltura croato e l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare italiano, responsabile dei programmi di sostegno finanziario per imprenditori della pesca e dell’acquacoltura.

Al progetto partecipano anche l’Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca della Regione Marche, Marche Agricoltura Pesca, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari e la contea di Zadar, che avranno il compito di coinvolgere gli operatori del settore, mentre la più importante impresa di acquacoltura croata, CroMaris, sarà coinvolta direttamente nei processi e test di innovazione.

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Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
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