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Perché anche le pile stilo non vanno buttate

gp batteries

L’importanza del recupero si vede dalle piccole cose: come una pila stilo che, correttamente conferita, permette di recuperare importanti materiali che possono poi essere riutilizzati. Approfondiamo il tema in questa nuova puntata di Pink&Green con Francesca Callegari

I gesti e le buone abitudini ambientali sono sempre più importanti. Per esempio, non possiamo più gettare ovunque e comunque le cose, perché tutto ha un valore.

Persino una piccola pila, quella che ci serve per fare luce con la nostra torcia o che fa funzionare il piccolo elettrodomestico o il gioco, contiene materiale che, se correttamente conferito, può essere recuperato.

Ce lo spiega bene, in questa puntata di Pink&Green, Francesca Callegari che è Go to market specialist per una realtà svedese, la Gpbm Italy and Finland (terzo produttore di batterie a livello mondiale riconosciute con il marchio giallo e verde Gp), ovvero una manager che ha veramente a cuore l’ecologia. E soprattutto i temi del riciclo e del riuso.

È lei che ci spiega come una piccola pila è fatta di materiali plastici che verranno successivamente riciclati in graniglia di plastica; ma anche ferrosi, come acciaio e ottone della copertura, destinati all’industria siderurgica per ottenere nuovamente la materia prima.

Inoltre, dalla frantumazione o dalla macinazione delle pile alcaline otteniamo i seguenti materiali: zinco, ossido di magnesio, piombo e latta destinati a impieghi disparati nell’edilizia, nell’automotive e nell’attrezzatura sportiva.

Ogni 50mila pile alcaline stilo (AAA o AA) rilavorate – che vuol dire più o meno una tonnellata di Raee – possono essere recuperati 300 Kg di zinco e 250 Kg di ferro e nichel, che possono essere riutilizzati per rifabbricare diversi tipi di oggetti: forchette e cucchiai da tavolo, targhe per auto, batterie e pannelli fotovoltaici.

Quindi – ci tiene a sottolineare la Callegari – è importante ribadire che le pile e gli accumulatori portatili (le batterie ricaricabili), una volta esaurito il loro ciclo di vita non devono essere gettati via con i rifiuti indifferenziati, ma raccolti separatamente e conferiti presso i centri di raccolta comunali (ove presenti) e nei contenitori messi a disposizione dagli enti locali e presso i rivenditori dislocati sul territorio e in tutti i punti vendita per il successivo invio al corretto recupero.

Perché, altrimenti, si rischia anche di inquinare: i rifiuti di pile e batterie, considerate nel suo insieme più ampio, proprio per la loro composizione chimica possono contenere sostanze pericolose come per esempio zinco, mercurio o piombo. Questi elementi rilasciati impropriamente nell’ambiente possono rivelarsi altamente dannosi per l’ecosistema e per l’uomo“.

Ma c’è di più: al posto delle usa e getta è meglio preferire le ricaricabili. Come abbiamo capito dalla videointervista non è solo un valore ambientale, ma anche economico.

Questi temi la Callegaris li sta portando in una fiera come Toys & Baby 2024 che si svolgerà presso l’Allianz MiCo il 12 e il 13 maggio.

Cogliamo l’occasione di questa manifestazione per lanciare una call to action a supporto di questo impegno con il nostro programma BatteriBoet, in collaborazione con il Consorzio Rlg che condivide i nostri obiettivi, gratuito per chi sceglie di aderire alla nostra iniziativa in occasione della fiera“.

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