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Acqua non potabile, il disagio va rimborsato ai cittadini: sentenza storica in Liguria

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Immagine da Depositphotos

Il giudice di pace di Savona ha accolto le istanze di Assoutenti contro una società del servizio idrico arrivando a stabilire che l’acqua non potabile utilizzata non va pagata e che la spesa sostenuta dai cittadini per l’acqua minerale debba essere risarcita

Tutto nasce dal grave disservizio che, nel comune di Andora, in Liguria, nelle estati del 2022 e del 2023, ha colpito i residenti costretti a comperare acqua minerale in bottiglia a causa dell’erogazione dai rubinetti di acqua salata.

Un disservizio che ha causato un danno economico che, uno studio realizzato dalle tre associazioni di consumatori impegnate nel contenzioso – Assoutenti, Onda Ligure e Comitato acqua cara in bolletta – è stimato per le 12mila utenze interessate, in un rimborso medio per ciascuna utenza di circa 2.000 euro e oltre 20 milioni di euro di richiesta complessiva.

Due anni di battaglie e di manifestazioni da parte delle associazioni hanno portato, lo scorso 10 maggio, al clamoroso e positivo pronunciamento del Giudice di Pace di Savona, Maria Clementina Traverso, che ha messo in risalto il grave inadempimento nell’erogazione del servizio dell’acqua da parte di Rivieracqua S.p.a, condannandola al rimborso dei corrispettivi pagati per la depurazione dal 2017, alla restituzione delle somme indebitamente riscosse durante il periodo di crisi idrica e anche al riconoscimento del risarcimento del danno per aver acquistato bottiglie di acqua minerale a causa della non potabilità dell’acqua.

Le associazioni Assoutenti e Onda Ligure Consumo & Ambiente sul tema dei corrispettivi di depurazione intendono ora avviare iniziative a tutela degli utenti dei comuni di Alassio, Albenga, Pietra Ligure e la Val Maremola sull’esempio di quanto raggiunto con Iren e Ato genovese per gli utenti di quei territori.

Facciamo nuovamente appello all’Ato e a Rivieracqua – commenta Furio Truzzi, presidente ligure di Assoutenti – a sottoscrivere il protocollo risarcitorio per evitare una raffica di cause a tutela degli utenti e inoltre auspichiamo la sospensione immediata dei corrispettivi per la depurazione sin dalla prossima bolletta come attuato nelle società idriche nell’Ato genovese“.

Crediti immagine: Depositphotos

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