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Partecipare e vincere i bandi europei: Fondazione Cariplo aiuta a prepararsi bene

fondazione cariplo

Fondazione Cariplo punta su una formazione più strategica e completa per aiutare aziende, enti e Ong a preparare bene la propria candidatura e vincere i bandi ambientali europei

Prosegue l’attività di Fondazione Cariplo di sostegno alle progettualità da candidare nell’ambito delle call europee attraverso sia un servizio di tutoring che con propri cofinanziamenti.

Nel periodo tra il 2010 e il 2023 sono stati ben 53 presentati; 21 approvati da Commissione europea; 44 cofinanziati da Fondazione Cariplo – ha dichiarato Paolo Siccardi dell’Area Ambiente Fondazione Cariplo durante l’incontro formativo organizzato dalla Fondazione Opportunità di cofinanziamento progetti europei, formazione 2024 – un impegno quindi consistente per il quale Fondazione Cariplo prevede nel 2024 di cofinanziare progetti per il valore complessivo di 1 milione di euro nel settore ambiente“.

Ma ci sono dei presupposti imprescindibili da tenere in considerazione per approcciare il mondo dei finanziamenti eppure, per una molteplicità di ragioni, tali intenzioni vengono poi disattese o fortemente ridimensionate innescando meccanismi noti come: difficoltà di spesa, eccessivi oneri amministrativi, procedure ancora troppo complesse.

Se da un lato ci vuole un impegno più strutturato da parte dei proponenti delle idee progettuali, dall’altro è sempre più necessario semplificare le procedure, accelerare i processi di attuazione e rafforzare la capacità amministrativa dei soggetti che gestiscono i fondi europei: obiettivi evocati ogni volta che un ciclo di programmazione dei fondi europei prende avvio.

Un lavoro quello della progettazione che obbliga tutti ad avere e rispettare dei ruoli specifici per raggiungere lo scopo di veder approvato e finanziato un progetto.

Dice bene Paolo Siccardi: “l’obiettivo è essere pronti quando escono le call: che non rappresentano l’inizio del lavoro, ma il momento in cui si riprendono contatti già avviati, strutture di partenariato già abbozzate e idee di progetto già formulate, almeno nelle grandi linee“.

L’individuazione degli schemi di finanziamento più in linea con la propria attività o idea progettuale e il monitoraggio dei numerosi bandi europei che vengono pubblicati durante l’anno a valere sui fondi a gestione diretta e indiretta, è una attività che richiede dispendio di tempo e capacità di analisi.

Numerose sono le fonti da consultare per reperire informazioni sui nuovi bandi e accedere alla documentazione ufficiale per la presentazione delle candidature. Il web sicuramente ci aiuta, ma la ricerca online può risultare dispersiva e creare confusione.

Risultato, si lascia perdere e a volte è un gran peccato: l’idea ci sarebbe e anche buona, ma le forze impiegate nella ricerca sono state troppo dispendiose per cui si rinuncia.

Ecco quindi alcuni consigli pratici per chiarirci le idee e riuscire a condurre una ricerca mirata dei bandi di nostro interesse, senza rischiare di perderci tra la miriade di avvisi pubblicati.

Cosa fare e cosa evitare quando si candida un progetto

Durante l’incontro formativo con Fondazione Cariplo sono emerse quelle che devono essere le caratteristiche per approcciare un bando e quelli che sono gli errori da evitare, soprattutto in un’epoca storica in cui è sempre più favorita la sinergia tra fondi.

Lo sa bene Alberto Cozzi che per Timesis si occupa del monitoraggio dei progetti Life e che intervenendo sottolinea che “c’è sempre più spazio per progetti integrati con ricaduta territoriale molto più ampia e con una disponibilità finanziaria più elevata per la possibilità di combinare più fonti di finanziamento“.

La partecipazione ai bandi e la conseguente proposta di progetto richiedono quindi sempre una specifica preparazione riguardo quelli che sono i requisiti e le caratteristiche del programma di riferimento.

Quattro gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione:

  1. valore aggiunto europeo in termini di impatti quantitativi e benefici
  2. replicabilità e trasferibilità dei risultati di progetto
  3. sostenibilità a lungo termine del progetto
  4. indicatori di impatto rilevanti

Ma di particolare rilievo sono ancora di più i suggerimenti utili per evitare gli errori che comunemente si fanno nell’elaborazione dei progetti, che sono:

  • scarsa identificazione o povera descrizione della linea di partenza, ossia del problema ambientale (informazioni limitate) da affrontare e dell’area del progetto
  • mancanza o descrizione incompleta del valore aggiunto del progetto rispetto ad altri progetti in corso
  • strategia poco coerente che colleghi le singole azioni per raggiungere l’obiettivo definito e affrontare il problema individuato
  • scarsa o incompleta individuazione e coinvolgimento delle parti interessate nella progettazione e nella realizzazione del progetto. Si verifica quando non vengono raccolte sufficienti dichiarazioni di supporto al progetto nella parte A. Altre volte si tratta di una mancanza di un realistico piano strategico di azione che comprenda azioni concrete al di là della diffusione dei risultati e del networking al fine di garantire la replica dell’approccio o degli strumenti in altri contesti
  • limitata quantificazioni dei risultati attesi per cui si indicano i risultati solo in termini qualitativi e non quantitativi mentre abbiamo visto che sono necessari indicatori molto specifici (il file degli indicatori che si trova tra gli allegati dei bandi va compilato in maniera quantitativa)
  • inadeguatezza delle attività di monitoraggio che saranno volte a verificare in corso d’opera il raggiungimento dei risultati
  • basso rapporto qualità – prezzo: budget vago, oppure un progetto costoso per raggiungere risultati scarsi
  • documento poco dettagliato: vale sempre la regola che più dettagli forniamo meglio è, sia nel budget che nella parte tecnica, sempre tenendo però in considerazione che c’è un limite sul numero di caratteri disponibili e che uno stile asciutto, sintetico, privo di manierismi e aggettivi generici è sempre preferibile

I bandi Life 2024 aperti

Seguendo questa traccia si trova l’approccio giusto quindi anche per prendere in considerazione di partecipare ai bandi europei sull’ambiente e il clima appena pubblicati Life 2024, tenendo in considerazione i progetti già approvati, così da farsi un’idea di quello che l’Europa ha appena finanziato, di quelli che sono quindi i suoi orientamenti su temi e priorità e ricercare magari dei possibili contatti per fare networking.

Parliamo di una cifra esattamente pari a 571 milioni di euro a disposizione per quei progetti che guardano a investimenti nella finanza verde per la conservazione della natura e della biodiversità, la protezione dell’ambiente, l’azione per il clima e la transizione all’energia pulita.

Infatti Life è lo strumento di finanziamento dell’Ue per azioni ambientali e climatiche, che dall’inizio degli anni ’90 a oggi offre l’opportunità di trasformare idee progettuali verdi in realtà.

L’Europa ha lanciato lo scorso 18 aprile 2024, gli inviti a presentare proposte nell’ambito dei suoi quattro sottoprogrammi:

  • progetti di Azione Standard per l’annualità (Sap): Natura e biodiversità – 155 milioni di euro
  • economia circolare e qualità della vita – 65 milioni di euro
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici – 61,98 milioni di euro
  • transizione all’energia pulita – 4 milioni di euro
  • New European Bauhaus – 8 milioni di euro
  • governance in materia ambientale – 10 milioni di euro
  • azioni di Coordinamento e Sostegno (Csa): Transizione all’energia pulita – 77 milioni di euro
  • progetti Strategici di Tutela della Natura (Snap) e Progetti Strategici Integrati (Sip) – 150 milioni di euro
  • progetti di Assistenza Tecnica (Ta) per la preparazione di Sip e Snap (Ta-Pp), per la Replicazione (Ta-R) o per la Capacity Building (Ta-Cap) e Progetti per affrontare Priorità Politiche e Legislative ad hoc (Plp) – 26 milioni di euro
  • convenzioni di Sovvenzione Specifiche per Sovvenzioni di Funzionamento (Sga Og) a favore di Organizzazioni Non Governative (Ong) – 14 milioni di euro

Le candidature possono essere presentate da una singola organizzazione o da più organizzazioni pubbliche o private legalmente registrata in uno dei 27 Stati membri dell’Ue (o in un Paese o Territorio d’Oltremare ad esso collegato) o in uno dei Paesi terzi attualmente associati a Life (Ucraina, Moldavia, Islanda e Macedonia del Nord).

Le organizzazioni devono collaborare nella definizione di una medesima proposta come partner di un consorzio Life (al riguardo, è necessario controllare attentamente le previsioni presenti nella descrizione dello specifico topic di finanziamento Life per il quale si desidera candidarsi).

Un suggerimento da tenere in considerazione, sempre nell’ottica di una buona candidatura possibilmente vincente, è che l’Europa è particolarmente interessata a ricevere proposte Life da parte di imprese (piccole, medie e grandi), istituzioni accademiche, governi nazionali, regionali e locali e Ong impegnate nella conservazione della natura e della biodiversità, nella protezione dell’ambiente, nella lotta al cambiamento climatico o nella transizione verso le energie rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica.

Tenere in considerazione queste che sono le priorità europee è un valido modo per dimostrare ai valutatori che la propria idea progettuale rispetta pienamente il core preso di riferimento nel bando e non si rischia invece di andare off topic, che comporterebbe quasi certamente il rischio di vedere il progetto respinto.

A riguardo – dice Federico Benvenuti del Life National Contact Point Team – Mase, prendendo parola durante l’incontro formativo – è utile ricordare che il 28 maggio 2024 si svolgerà, in modalità online, il Life Info Day Italia 2024, organizzato dal Life National Contact Point (Ncp) team dell’Italia (operante presso il Mase) in collaborazione con Cinea e il Gruppo esterno di monitoraggio dei progetti Life realizzati in Italia (Elmen Eeig – Timesis) e rivolto in maniera specifica ai soggetti giuridici italiani ammissibili alla partecipazione ai bandi“.

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