Home Eco Lifestyle T.Silk, la seta come materiale del futuro

T.Silk, la seta come materiale del futuro

t.silk thermo cosetex
Immagine di Cosetex

Se si parla di seta o si tocca un capo di questa fibra si pensa subito al settore del lusso, ma la seta oggi ha nuovi sviluppi come T.Silk, un nuovo brevetto per il settore delle imbottiture e non solo…

L’azienda Cosetex di Medolago (Bg), che lavora nel mercato della seta da oltre 120 anni, sta usando la seta in modo innovativo partendo proprio dai cascami, ovvero i residui che cascano durante la lavorazione di questa fibra.

Questi scarti non si possono usare per produrre il filo continuo ma come fibra per filati con filo discontinuo, a cui si possono aggiungere fibre sintetiche o fibre naturali mescolate.

La seta è già di suo una fibra contraria al fast fashion perché nasce da una produzione lenta non standardizzabile, votata al riuso in cui c’è pochissimo scarto, che a sua volta si può reinserire quasi tutto nella filiera o per farne filo continuo o per filo discontinuo.

Se si usa la fibra discontinua, inoltre, il baco da seta non viene ucciso, perché si usa la crisalide per recuperare i materiali, rimanendo cruelty free. La seta a filo discontinuo è un settore con utilizzi differenziati rispetto al filo continuo e non necessariamente risulta un prodotto a minor costo.

T.Silk Thermo seta: nuovo materiale innovativo          

T.Silk Thermo seta è il brevetto frutto della ricerca di Cosetex che ha dato vita a una imbottitura naturale ad alte prestazioni in seta biologica. Questa innovazione è stata riconosciuta dall’Ufficio Brevetti italiano ed europeo per un utilizzo diffuso nell’abbigliamento indoor e outdoor, nell’accessoristica, nell’home design e, in particolare, nel settore del sistema letto.

È un nuovo tipo di imbottitura in grado di sfruttare le capacità intrinseche della seta per creare una termoregolazione naturale, infatti è usata anche per l’abbigliamento outdoor, con maglie tecniche e da running oltre che nell’underwear.

Così Silvio Mandelli, Ceo di Cosetex, racconta questa innovazione: “Cosetex è impegnata nel dare valore a questa meravigliosa fibra che considera il materiale del futuro. T.Silk Collection è punto di arrivo e di (ri)partenza di un progetto che, basandosi su una rivoluzionaria e brevettata imbottitura in seta, vuole mettere a disposizione del consumatore, attraverso una serie di prodotti per il letto 100% seta, nei tessuti e nelle imbottiture, Made in Italy, quanto di meglio la natura e la nostra tecnologia sono in grado di offrire”.

Questa azienda lavora da sempre nel campo dei cascami di seta cercando la sostenibilità e la durabilità dei prodotti, corredata da un sistema di tracciabilità con certificazioni (Gots per la seta biologica, Grs – Certificazione Global Recycle Standard di Textile Exchange, Oekotex, Cruelty Free declaration).

Inoltre, Cosetex negli anni è riuscita ad arrivare a una riduzione dal 50 all’80% dell’utilizzo di acqua nei processi produttivi e alla sostituzione di agenti chimici con altri ecocompatibili, portando a un nuovo approccio circolare alla fibra discontinua grazie alla re-immissione nella sua filiera di materiali di alto valore, altrimenti destinati alla distruzione come rifiuti.

Attualmente Cosetex ha all’attivo vari progetti legati anche al riciclo della seta pre e post consumo; anche perchè nel caso del riciclo di fibre pre-consumo non causa alcun impoverimento della fibra naturale, a differenza di quanto accade per i materiali sintetici.                              

Le proprietà della seta

La seta è nota per la sua proprietà di fibra termoregolatrice, possiede la sericina, una sostanza che fa da pellicola con la pelle e la protegge dagli elementi esterni: infatti negli ultimi anni è diventata sempre più apprezzata per le sue qualità anallergiche.

Contiene anche una proteina che si chiama fibroina, che permette fenomeni di micro riparazione e, a livello di performance, si è scoperto che ha valenze meccaniche superiori al nylon e paragonabili al kevlar.

La sua leggerezza è data proprio dalle dimensioni del suo filo: è una microfibra naturale che ha una finezza maggiore rispetto ad altre fibre, il cachemire migliore arriva a 13 micron, la lana è tra i 12/14 mentre la seta arriva sotto gli 11.

Oggi la seta è apprezzata perchè è un materiale sempre più sostenibile: non solo è riciclabile e riutilizzabile, ma a partire dalla gelsicoltura l’impatto sull’atmosfera delle sue lavorazioni continua a diminuire.

La coltivazione di questa pianta non consente l’utilizzo di pesticidi proprio perché le foglie se venissero contaminate non sarebbero più adatte ad alimentare il baco da seta.

La coltivazione del gelso mantiene inalterato l’ambiente agricolo, non prevede coltura intensiva ed evita l’inserimento di altre coltivazioni che hanno un consumo di  acqua troppo elevato (come il mais e il granoturco).

È una fibra biodegradabile e, quindi, non rilascia microplastiche, ecco perchè è sempre guardata con più attenzione come tutte le fibre naturali.

Gli sviluppi futuri delle proteine della seta

Che senso ha oggi usare la seta e trovare nuove destinazioni d’uso di questo materiale? Il senso parte dal fatto che appartiene alla tradizione produttiva italiana, ma soprattutto è una fibra di cui non si butta via niente, ha performance eccellenti, è riutilizzabile, riciclabile e permette molte contaminazioni.

Nel mondo si producono 116 milioni di tonnellate di fibra tessile ma solo il 6/7 percento è relativo alle fibre naturali, mentre la produzione di seta mondiale non arriva all’uno percento (fonte dati: Textile Exchange e da report interni dell’Associazione Serica Internazionale).

Ecco perchè lo sviluppo di nuovi materiali e applicazioni che partono dalla seta guarda al futuro diventando un elemento disruptive e circolare.

Le ibridazioni di Cosetex toccano settori diversi partendo dall’estrazione delle proteine della seta, in nuovi campi di applicazione come quello dei medical device, per sviluppare biomateriali stabilizzatori, dell’alimentazione e della cosmesi, dove si cercano e si sviluppano proprio la fibroina e la sericina.

» Leggi tutti gli articoli di Materiali innovativi (#materialiinnovativi)

Luisa Prina CeraiLuisa Prina Cerai: piemontese trapiantata a Milano, storica dell'arte, lavora come freelance nella comunicazione tra uffici stampa e digital. Si occupa di circular storytelling come consulente e nel suo progetto instagram @Pensierocircolare | Linkedin
Condividi: