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Asvis a Parma sul principio di azione e relazione

obiettivi sviluppo sostenibile
Immagine da Depositphotos

Ricco il palinsesto ASviS organizzato dall’ateneo di Parma con l’obiettivo di dare un senso fondante alla Sostenibilità “per superare il concetto limitato che sia un paradigma solo legato  all’ambiente”, come ha avuto modo di affermare Alessio Malcevschi

Elemento distintivo delle realtà che si occupano di Sostenibilità il festival ASviS 2024 è in azione. Incontri, convegni, workshop anche quest’anno sono stati organizzati con un unico obiettivo far comprendere che anche per il nostro Paese la transizione ecologica non è solo un costo o una moda, bensì “una straordinaria opportunità per compiere un balzo verso lo sviluppo sostenibile, generando benefici per l’economia, la società e l’ambiente“.

Queste parole le abbiamo mutuate da Marcella Mallen, presidente dell’ASviS. Le ha pronunciate a Ivrea a inizio maggio negli spazi che furono dell’Olivetti, azienda simbolica che fa ancora letteratura aziendale.

Anche noi di GreenPlanner siamo in calendario con ben due eventi: entrambi incentrati sull’economia circolare. Il primo a Parma dove l’ateneo ha dato anche quest’anno incarico ad Alessio Malcevschi, docente di Sostenibilità Alimentare di questo stesso ateneo – di organizzare un ricco calendario ASviS.

E proprio  presso il Centro S.Elisabetta del Campus Universitario di Parma saremo moderatori di un evento al fianco di Cna nel quale si metterà a fuoco proprio il valore dell’economia circolare per le imprese, partendo dal circular design.

locandina evento parma

L’altro appuntamento si svolgerà a Bari (24 maggio) dove, sotto l’egida dell’Università degli Studi Aldo Moro, terremo il 3° Convegno Pink&Green che, come da format editoriale, dà la voce alle donne dell’economia circolare.

È Aurora Magni, che collabora da tempo con greenplanner.it che ci aiuta a leggere l’appena pubblicato rapporto ASviS elaborato in collaborazione con Oxford Economics in relazione a transizione energetica e variabili macroeconomiche, evidenziando quali sono le scelte da compiere oggi nel campo delle politiche industriali e degli investimenti.

Cosa ci racconta il rapporto ASviS 2024

Tenendo come traccia i 17 Goal dell’Agenda 2030 e le possibili opzioni di approccio al riscaldamento globale, il rapporto ipotizza non solo futuri catastrofici (inevitabili se non si adottano correttivi) ma possibili soluzioni. 5 gli scenari possibili:

  1. quello di base, che tiene conto delle attuali politiche che portano a un aumento medio delle temperature di almeno 1,9°C rispetto al periodo pre-industriale
  2. il net zero, dove si raggiunge la neutralità carbonica in Italia e nel mondo grazie anche all’introduzione di una carbon tax che penalizzerà, in termini di prezzo quelle merci che arrivano da Paesi che non rispettano gli standard ecologici e sociali che sono presenti nell’Unione europea
  3. la net zero transformation, dove allo scenario net zero vengono associate innovazioni e riforme economiche strutturali mirate a incentivare gli investimenti verdi che contribuiscono ad azzerare le emissioni di CO2eq entro il 2050
  4. la transizione tardiva, dove le politiche di mitigazione saranno introdotte dal 2030
  5. lo scenario di catastrofe climatica, dove i governi falliscono nel contenere l’aumento della temperatura e le emissioni di gas climalteranti con gravi danni ambientali e sociali

Secondo lo studio, né lo scenario base né quello net zero rappresentano una condizione ottimale. Per evitare i maggiori impatti sulla salute e sulle nostre economie, ciò che serve è raggiungere la neutralità climatica con politiche trasformative – scenario net zero transformation – in grado di rendere la transizione energetica una leva per la incrementare il benessere collettivo.

Una maggiore spesa green stimolerebbe la domanda aggregata con uno shock keynesiano nel breve termine. In questo scenario, aumenta la produttività di lungo termine, il che può determinare un Pil globale nel 2050 superiore dell’1,9% rispetto allo scenario base.

Le entrate fiscali aggiuntive potrebbero essere reinvestite in misure di redistribuzione che contribuirebbero a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’inazione sarebbe un vero guaio, rendendo concreto lo scenario catastrofico nel quale le temperature superano ampiamente i 2°C e crolla il Pil mondiale.

Sembra concordare in questo Malcevschi nella scelta di campo degli eventi promossi a Parma dove l’obiettivo è “superare il concetto limitato ma ancora diffuso di una sostenibilità legata solo all’ambiente e adattandolo invece al moderno concetto di complessità“.

La parola relazione è la chiave che può aprire non solo le menti ma anche e soprattutto i cuori andando oltre la semplice constatazione di interdipendenza. Riflette ancora Malcevschi, anticipando quella simbiosi industriale tanto cara all’economia circolare.

Ed è così che il ricco palinsesto ASviS a Parma prende il via sulla traiettoria di “come rimettere in moto la sostenibilità: il principio di azione e relazione“. Online sono consultabili tutti gli eventi ASivS organizzati a Parma.

Crediti immagine: Depositphotos

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