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Successo di partecipazione e di raccolta alla City Nature Challenge 2024

city nature challenge 2024
Immagine di Marevivo-onlus per Cnc 2024

L’attenzione verso le tematiche ambientali, in particolare quelle legate alla biodiversità, è in netta crescita come ha dimostrato la City Nature Challenge del 2024 che ha raccolto interessanti risultati, anche nel nostro Paese

Non è facile fotografare la volpe rossa (Vulpes vulpes) notoriamente furba, ma un valoroso cittadino scienziato l’ha colta a Predazzo. E ha mandato un bellissimo scatto alla City Nature Challenge che anche quest’anno si è svoltoa chiamando a raccolta i cittadini italiani. Che non se lo sono fatti dire due volte…

Anzi, “l’entusiasmo e l’interesse manifestato dai cittadini volontari italiani chiamati all’appello della sesta edizione della City Nature Challenge ha superato le aspettative. Notiamo ormai che una piccola parte di volontari è molto preparata e appassionata.

E in generale l’attenzione verso le tematiche ambientali in particolare della biodiversità è in netta crescita. I cittadini non solo partecipano alle attività in natura, scattando le fotografie, esplorando ambienti poco battuti, raccogliendo campioni, ma collaborano anche nella convalida dei dati raccolti e registrati chiaramente in base alle proprie capacità e conoscenze“.

Sono molto soddisfatti in Cesab, gli organizzatori italiani della Cnc, di come è andata la nuova edizione di questo evento mondiale (all’estero la manifestazione ha qualche anno in più).

Numeri da record se si parla di un tema poco sexy come la biodiversità: hanno partecipato 83.000 persone in 690 città di 51 Paesi di tutti e 7 i continenti, documentando più di 2,4 milioni di osservazioni sulla flora e sulla fauna, identificando più di 65.682 specie.

Un grande evento di citizen science che chiama all’appello osservatori di flora e fauna selvatica. In Italia hanno risposto all’appello ben 14 città, di cui 13 connesse dal network Cluster Biodiversità Italia, che hanno preso parte alla sfida internazionale amichevole di raccolta dati della biodiversità urbana, che ha coinvolto più di 2.780 persone che hanno raccolto più di 58.500 osservazioni naturalistiche e identificato 5.745 specie.

Una menzione speciale, va riconosciuta alla città siciliana di Milazzo e al suo ente, il MuMa – Museo del Mare, che per il quarto anno “ha raggiunto il più alto numero di osservazioni (20.233) e di specie identificate (2.616), classificandosi terza città in Europa per osservazioni e specie, coinvolgendo centinaia di partecipanti” precisa Alessandra Flore, responsabile del dipartimento scienze naturali del Cesab.

La City Nature Challenge si realizzerà anche nel 2025 con le stesse modalità. “E ovviamente auspichiamo – anticipano i referenti – la partecipazione di altre città italiane per favorire il coinvolgimento di più cittadini consapevoli“.

Un ruolo fondamentale viene svolto dai singoli enti che rappresentano la città e organizzano le giornate dedicate alla challenge.

Quest’anno hanno collaborato In questa edizione hanno partecipato all’evento, aderendo al Cluster, le città di Trinitapoli (Casa di Ramsar aps), Manduria (Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale), Leverano (Ecomuseo Terra D’Arneo), Milazzo (MuMa – Museo del Mare), Città Metropolitana di Messina (AssoCea Messina Aps), Napoli (Città della Scienza), Area Marina Protetta Regno di Nettuno, Portofino (Outdoor Portofino), Siena (Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici), Bergamo (Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo), Trieste (WWF Friuli Venezia Giulia), Trento e Predazzo (Muse – Museo delle Scienze).

Ogni partecipante riceverà l’attestato di Cittadino scienziato e saranno conferiti i premi ai volontari che si sono distinti o che hanno contribuito maggiormente a questo progetto di scienza partecipata.

La partecipazione italiana alla sfida: alcune curiosità

Ma vediamo qualche altro dato interessante sulle osservazioni recensite attraverso la City Nature Challenge nel nostro Paese.

A livello italiano, le specie più documentate, sono state la cetionella (Oxythyrea funesta) e la lucertola campestre (Podarcis siculus), due specie entrambi molto diffuse nella nostra penisola, ma spesso non molto amate.

La lucertola campestre infatti viene spesso cacciata, catturata ed uccisa nonostante sia una specie protetta in molte regioni italiane – spiega FloreLa cetionella è un coleottero spesso considerato dannoso per l’agricoltura, ma è un importante insetto impollinatore, infatti già a inizio primavera vola di giorno sui fiori per nutrirsi del loro polline, emettendo in volo un ronzio simile a quello della mosca“.

Tra le specie di flora terrestre maggiormente osservate l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), arbusto tipico della macchia mediterranea. Le sue foglie verdi – continua a spiegare Flore – all’inizio dell’estate diventano rosse, uno strano comportamento per un arbusto della macchia, in effetti è questa particolarità che gli consente di trattenere nei tessuti l’acqua durante i periodi di massima calura e aridità.

In ambiente marino tra le specie più fotografate la Posidonia oceanica e la torretta comune (Cerithium vulgatum).

La Posidonia oceanica – aggiunge Antonio Riontino, divulgatore scientifico e citizen science – chissà quante volte camminando sulle nostre spiagge l’abbiamo incontrata pensando cos’è questa alga che sporca così tanto…? In realtà si tratta di una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo e il suo ruolo è fondamentale e strutturale per l’ecosistema marino.

Nel mare la Posidonia oceanica crea delle vere e proprie praterie sottomarine, l’equivalente delle foreste sulle terre emerse, praterie che contribuiscono alla produzione di ossigeno, ospitano una grande varietà di organismi vegetali e animali, offrendo loro cibo e riparo.

È bene ricordare che la sua presenza è un indicatore biologico di buono stato di salute dell’acqua, e protegge le nostre spiagge dall’erosione“.

La torretta comune invece è un mollusco gasteropode, la sua conchiglia come suggerisce il nome è a forma di torre allungata, che negli esemplari adulti può avere fino a 11 spirali.

È ricorrente trovare le torrette spiaggiate, i suoi reperti fossili testimoniano che questa specie era già diffusa in tutto il Mediterraneo già dal Miocene. Tra le specie documentate in particolare a Siena, l’orchidea minore (Anacamptis morio).

Un’orchidea che si incontra sui prati di tutto il territorio nazionale – continua Flore – ma attenzione, nonostante la sua bellezza non va raccolta, infatti è una specie a rischio come tutte le orchidee selvatiche, oltre ad essere un indicatore di salubrità del terreno“.

Ecco allora le città italiane che hanno partecipato al City Nature Challenge di quest’anno e i loro bravi referenti:

  • Trinitapoli, con ente organizzatore Cea-Casa di Ramsar, referente Paola Martucci
  • Manduria, con ente organizzatore le Riserve naturali regionali orientate del litorale tarantino orientale, referente Alessandro Mariggiò (direttore delle Riserve)
  • Leverano, con ente organizzatore Ecomuseo Terra d’Arneo, referente Valentino Traversa
  • Milazzo, con ente organizzatore MuMa – Museo del Mare, referente Carmelo Allegra
  • Messina, con ente organizzatore AssoCea Messina Aps, referente Francesco Cancellieri
  • Napoli, con ente organizzatore Città della Scienza, referente Rosa Procolo
  • Area Marina Protetta Regno di Nettuno, con ente organizzatore Area Marina Protetta Regno di Nettuno, referenti Antonino Miccio (direttore dell’Amp) e Caterina Iacono
  • Portofino, con ente organizzatore Outdoor Portofino, referente Sara Liverani
  • Siena, con ente organizzatore Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici, referente Debora Barbato
  • Trieste, con ente organizzatore Wwf Trieste, referente Pietro Boniccioli
  • Trento, con ente organizzatore Muse, referente Maria Vittoria Zucchelli
  • Pedrazzo, con ente organizzatore Muse, referente Maria Vittoria Zucchelli
  • Bergamo, con ente organizzatore Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo, referente Paolo Pantini
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