Home Eco Lifestyle Le attività per un mare pulito passano (anche) per i fondali

Le attività per un mare pulito passano (anche) per i fondali

pulizia spiagge e fondali
Immagine da Depositphotos

Tonnellate di rifiuti deturpano le coste italiane e i fondali marini, causando danni enormi all’ambiente e alla salute di tutti noi, oggi ne siamo sempre più consapevoli e assistiamo a una sempre crescente mobilitazione di cittadini, associazioni e istituzioni

Le tonnellate di rifiuti che invadono le coste e i fondali italiani hanno le provenienze più disparate, si va dai rifiuti abbandonati dai turisti, alle reti da pesca perse in mare, fino ai detriti trasportati dalle correnti e dalle sempre più frequenti violente mareggiate.

La plastica, in particolare, rappresenta una grave minaccia per l’ecosistema marino, causando danni alla fauna e alla flora e mettendo a rischio la salute umana. La tutela del mare e delle spiagge è diventata pertanto una priorità non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia del Paese.

Il turismo balneare rappresenta una voce importante nel sistema economico italiano e un settore chiave per l’occupazione e la presenza di rifiuti sulle spiagge allontana i turisti e danneggia l’immagine dell’Italia nel mondo.

Le attività di ripristino e cura del mare

Fortunatamente, cresce la consapevolezza della necessità di intervenire e sono sempre più numerose le associazioni e i gruppi di cittadini che si impegnano attivamente nella pulizia dei litorali organizzando giornate di volontariato e campagne di sensibilizzazione.

Tra le più note vi sono sicuramente Legambiente, Marevivo, Wwf e PlasticFree.

Anche le istituzioni stanno aumentando il loro impegno stanziando fondi per la pulizia delle coste e sono state avviate campagne di sensibilizzazione per educare i cittadini a un comportamento più responsabile.

Da aprile a giugno Legambiente propone lungo tutte le coste del Belpaese un ricco calendario di eventi – Spiagge e fondali puliti – ai quali è possibile partecipare e dare il proprio contributo fattivo.

Con Marevivo è possibile partecipare a numerose attività di volontariato e prendere parte a percorsi di educazione ambientale rivolti a giovanissimi e alle scuole, mentre con il patrocinio del Wwf arriva Spazzapnea – Operazione fondali puliti che avrà luogo il prossimo 9 giugno 2024.

Evento ufficiale di Apnea Academy, Spazzapnea si svolgerà contemporaneamente in diverse località: Genova, Ancona, Marina di Pisa, Bari – Torre a mare, Torre del Greco, Ustica e Roma.

L’evento, una vera e propria competizione ideata a Genova nel 2018, permetterà ai partecipanti di trasformarsi in veri e propri spazzini del mare e gareggiare immergendosi in apnea o camminando sui litorali per recuperare la maggiore quantità possibile di rifiuti.

Anche quest’anno Umberto Pelizzari, noto campione di apnea, parteciperà attivamente alla gara di raccolta di rifiuti e sarà presente nella sede di Genova, mentre a Roma sarà possibile incontrare la campionessa Ilaria Molinari in veste di madrina dell’evento.

La manifestazione è aperta a tutti e si svolge a squadre formate da apneisti e raccoglitori a terra e lo specchio d’acqua che ha ospitato l’evento potrà fregiarsi della bandiera Spazzapnea Missione fondali puliti, con pubblicazione sul sito ufficiale Spazzapnea.

Una gara di solidarietà

La crescente consapevolezza e i numerosi buoni esempi stanno portando a una sorta di gara di solidarietà nei confronti dei nostri mari e gli esempi si susseguono.

Tra i più recenti c’è l’operazione di pulizia straordinaria Baia di Santa Teresa a un passo da Lerici, all’interno del Golfo della Spezia, durante la quale è stata recuperata oltre una tonnellata e mezza di rifiuti dai fondali.

L’iniziativa ha permesso di ripulire i fondali marini da diversi tipi di rifiuti: oltre a quelli usuali sono stati rimossi anche rifiuti ingombranti che provengono dalle mareggiate del 2018 e 2019.

Fra questi i resti affondati di un pontile semovente, una meda di segnalazione, copertoni da camion e tutti quei detriti anche di grosse dimensioni che la furia del mare è riuscita a spostare e a spingere fino all’interno della baia.

26 maggio, la giornata mondiale delle tartarughe si celebra in Salento

Sarà la tartaruga numero 200 quella che verrà liberata a Castro, in Salento, domenica 26 maggio 2024 da Plastic Free Onlus, associazione che dal 2019 opera per limitare e contrastare l’inquinamento dovuto alle plastiche.

Insieme al Centro di Recupero Tartarughe Marine di Calimera (Lecce) l’associazione ha contribuito al salvataggio e al recupero di diverse tartarughe marine che, dopo le cure ricevute, saranno restituite al loro ambiente naturale.

Il 26 maggio, dunque, quattro esemplari di Caretta caretta di diverse età, dai 7 ai 30 anni, saranno liberati in mare.

Una giornata all’insegna della sensibilizzazione e dell’educazione ambientale, dove coinvolgeremo grandi e piccini in laboratori ludico-didattici con dimostrazioni da parte degli esperti su come si salva, si cura e si interviene sulle tartarughe che vengono accolte dal centro di Calimera – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Si stima che ogni anno, oltre 40mila esemplari di tartaruga muoiano a causa dell’incuria dell’uomo.

Dal giugno 2020, ci impegniamo a recuperare quelle in difficoltà, curarle, riabilitarle e liberarle nuovamente in mare. Sino a oggi 202 tartarughe di dimensioni medio-grandi sono state salvate da morte certa mentre – conclude – ben 3.068 tartarughine sono state accompagnate alla nascita“.

Plastic Free raccoglie fondi con cui sostiene le spese di mantenimento della struttura di Calimera, l’acquisto del materiale necessario per le vasche, medicinali, cibo, provvede al pagamento degli interventi veterinari nonché a tutto l’occorrente per il monitoraggio dei nidi.

Il rilascio in mare di esemplari recuperati in difficoltà e curati presso il nostro Centro è il completamento del nostro lavoro, motivo di grande orgoglio e felicità, poiché doniamo una nuova possibilità a tanti esemplari, i quali, senza il grande sforzo impiegato durante tutto l’anno, non ce l’avrebbero fatta – aggiunge Piero Carlino, direttore del Centro recupero di Calimera – Eventi di sensibilizzazione e formazione come quello di domenica, ci permettono di raggiungere e coinvolgere tante persone, portandole a conoscere il mondo delle tartarughe marine e dando consapevolezza di tutti i tasselli necessari per la conservazione di specie a rischio di estinzione.

Di fatto, il lavoro di un centro recupero non è solo quello di salvare le tartarughe ma, soprattutto, farle conoscere a chiunque sotto ogni aspetto; solo in questo modo si riuscirà a collaborare tutti insieme per una strategia di salvaguardia vincente, riuscendo così a salvarle“.

Crediti immagine: Depositphotos

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Silvia LandiSilvia Landi: giornalista, laureata in scienze biologiche, ha lasciato Milano da oltre 10 anni per vivere a contatto con il mare e la campagna toscana. Consulente e presidente di Asd Mad Mure a dritta, ama raccontare il mare e come imparare ad averne cura | Linkedin
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