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Zoop, il modello organizzativo per fare collaborare, efficacemente, uomo e natura

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Immagine da Depositphotos

Un modello organizzativo – Zoop – che lega il sistema dei valori ad azioni pratiche e tangibili che contribuiscano alla rigenerazione ecologica, per arricchire vicendevolmente uomo e natura, in un’ottica di integrazione e apprendimento continuo

È possibile creare organizzazioni in cui gli esseri umani collaborano con soggetti non umani? La natura e gli esseri non umani possono avere dei diritti, al pari dell’uomo? Il modello economico attuale può trasformarsi in rigenerativo e dare vita a sistemi non inclusivi?

Per rispondere a queste domande il Nieuwe Instituut – il centro culturale di Rotterdam che ha fatto dell’architettura, del design e della cultura digitale la propria missione divulgativa – ha sviluppato Zoop, un modello organizzativo concreto in cui è possibile creare un nuovo equilibrio tra interessi umani e non umani.

Lobiettivo ultimo di questo nuovo modello è quello di combattere la crisi climatica, stimolare la rigenerazione ecologica e contrastare le attuali modalità di estrazione e consumo selvaggio di risorse.

Zoop: il significato programmatico del nome

Il termine zoop – abbreviazione di zooperation – combina il concetto di cooperazione con quello di vita. La parola scelta, zoe, in greco antico definisce la vita come principio ed esistenza fisica, comune a tutti gli esseri esistenti; essa è contrapposta a bios, che invece indica le modalità e le condizioni in cui la vita si svolge.

La scelta operata da Nieuwe Instituut è in linea con i recenti sviluppi nel campo dei diritti della natura e con i principi ispiratori dell’economia della ciambella, teoria elaborata dall’economista britannica Kate Raworth, che tra i suoi pilastri mette l’integrazione tra società e natura per poter raggiungere il prossimo livello di prosperità.

I valori alla base del modello

Il modello Zoop ha definito il proprio manifesto in modo concreto, legando il sistema dei valori ad azioni pratiche e tangibili che contribuiscano alla rigenerazione ecologica, in una logica di arricchimento vicendevole, di integrazione e di apprendimento continuo.

Uguaglianza e cooperazione tra vita umana e non umana, lavoro collettivo e sostegno reciproco per sviluppare un’economia rigenerativa, generosità e gratitudine, fiducia nelle relazioni e valorizzazione di una molteplicità di prospettive rappresentano i valori fondamentali dell’intero pensiero zoonomico.

Che cosa vuol dire diventare un’organizzazione Zoop

Il modello Zoop sottolinea l’importanza di un approccio sistemico; tre sono le entità che fungono da pilastri del modello e a ognuna di esse sono assegnati un ruolo e delle responsabilità:

  1. Zoonomic Institute: costituisce la radice dell’intero movimento, sostiene la Zoonomic Foundation e tutti gli zoop che fanno parte del sistema fornendo a loro conoscenze e competenze. Inoltre, l’Istituto provvede alla certificazione e alla concessione della licenza per l’uso del nome e del logo zoop
  2. Zoonomic Foundation: il suo compito principale, definito all’interno dello statuto, è quello di dare voce alla vita non umana all’interno degli zoop. Per fare questo ha definito la figura degli Speakers for Living, esperti indipendenti a cui viene assegnato, tramite il meccanismo della delega, il compito di tradurre gli interessi della vita non umana in decisioni operative all’interno degli zoop
  3. Zoop: rappresenta il braccio operativo, ovvero le organizzazioni che vogliono contribuire alla rigenerazione ecologica rendendo gli interessi della vita non umana parte del loro processo decisionale organizzativo

Nel modello trasformativo proposto, quindi, un’organizzazione richiede di effettuare una valutazione preliminare della propria situazione ecologica all’interno del proprio perimetro operativo e fisico (baseline assessment).

La valutazione tiene in considerazione anche le relazione economiche, gli aspetti sociali e il profilo legale dell’ente. Una volta definito il punto di partenza, ogni organizzazione zoop stabilisce, con cadenza annuale, obiettivi specifici per la rigenerazione ecologica che comunica, in modo trasparente, a sé stessa, agli altri zoop e al mondo esterno.

L’assessment iniziale permette a ogni zoop di iniziare il percorso dal proprio punto di partenza, unico e peculiare; in questo modo la soglia, soprattutto psicologica, di partecipazione si abbassa, offrendo così a un maggior numero di organizzazioni la possibilità di prendere attivamente parte all’iniziativa.

Il percorso di rigenerazione ecologica, tuttavia, è lungo nel tempo; per questo motivo è importante definire obiettivi, magari piccoli, ma effettivamente raggiungibili. Il processo di apprendimento che accompagna il percorso genera un sistema di conoscenze ed esperienze che può essere condiviso con gli altri zoop.

Le esperienze Zoop attualmente in corso

Il modello zoop è stato presentato alla Biennale di Venezia nel 2021 come contributo olandese (qui trovate tutti i dettagli).

Lo stesso Nieuwe Instituut mette a disposizione, all’interno del proprio sito, una serie di iniziative per comprendere come avviare il processo di costituzione di uno zoop; tra di esse lo Zoonomic Curriculum, pensato per far comprendere come integrare le viste ecologica e legale all’interno del perimetro fisico che delimita gli spazi che regolano le attività delle organizzazioni interessate a questa iniziativa.

Crediti immagine: Depositphotos

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora come consulente e formatore in ambito sistemi di controllo interno, compliance e gestione dei rischi e come coach in ambito life e business coach. Crede nella Sostenibilità come modello imprenditoriale e come generatore di valori condivisi all'interno di un gruppo. Curiosa per natura, nel tempo libero le piace leggere, correre all'aria aperta, praticare pilates e dedicarsi alla degustazione di vini | Linkedin
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