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Diteci su cosa vi impegnate e vi diremo se vi voteremo alle Europee 2024

elezioni europee
Immagine da Depositphotos

Le richieste da parte dei gruppi e delle associazioni ambientaliste non mancano, ma non molti politici sembrano avere la risposta pronta. Ma forse fanno ancora in tempo a capire come parlare agli italiani per farsi votare. Sempre che poi le parole diventino fatti

Con le elezioni europee e comunali alle porte, molti italiani e tante altre associazioni non sanno ancora per chi votare. Ma hanno le domande giuste da fare perché vorrebbero…

Un impegno trasparente e conseguente per promuovere buone politiche mirate a salvaguardare l’ambiente e prevenire le malattie causate dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, nonché dal cambiamento climatico (richiesta lanciata da Isde Italia – associazione italiana medici per l’ambiente, seguendo i suggerimenti dei ricercatori e degli scienziati che si occupano di salute planetaria:qui l’appello completo).

Una norma comunitaria che imponga alle banche e alle istituzioni finanziarie trasparenza sui loro affari con il commercio di armamenti; rendicontare gli impatti avversi e avviare percorsi vincolanti per chi si voglia dichiarare Net Zero; aiutare e non penalizzare le imprese sociali nell’accesso al credito (proposta avanzata da Banca Etica, membro fondatore della Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative Febea).

FederBio, insieme a Ifoam Oe, invita gli eurocandidati ad appoggiare politiche sostenibili che incentivino la transizione verso un’agricoltura resiliente e giusta come quella biologica fondata su pratiche non solo benefiche per l’ambiente, ma anche economicamente sostenibili.

Diverse le priorità che FederBio ritiene debbano  essere affrontate durante il prossimo mandato politico a cominciare dal ripensare la Politica agricola comune (Pac) per promuovere la biodiversità e sostenere pratiche estensive; migliorare la scelta dei consumatori attraverso la sensibilizzazione sul costo reale del cibo e la promozione del biologico sin dagli agricoltori a partire dal biocontrollo e quindi rafforzare l’economia e la sostenibilità dei sistemi alimentari attraverso gli appalti sostenibili.

Di questi temi non ne abbiamo ancora sentito molto parlare. Forse qualcosa si accennerà mercoledì 29 maggio a Bergamo, con Emma Bonino, Alessandro Cecchi Paone, Marco Taradash candidati alle elezioni europee per Stati Uniti d’Europa con Dino Paoli capolista di Bergamo Europea a sostegno di Elena Carnevali.

Nel frattempo, la redazione di GreenPlanner.it ha incontrato diverse figure che si stanno impegnando nella campagna elettorale. Salta subito all’occhio che i più giovani puntano a prendere posizioni sui social, creando siti raffazzonati ed evitando le domande che forse “non si aspettavano“.

Dall’indagine condotta dal Cng con l’Istituto Piepoli emerge che i giovani sono interessati alle elezioni europee. In termini di potenziale propensione ad andare a votare, che, come sappiamo, purtroppo non si trasforma integralmente in affluenza, quella tra i 18 e i 34 anni è la fascia d’età nella quale si registrano consensi più elevati, raggiungendo addirittura quota 92% contro, per esempio, il 57% di attenzione verso le elezioni europee degli over 54.

Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, invita proprio per questo a puntare sui giovani anche se ritiene sia necessario “un maggiore coinvolgimento e attenzione verso le problematiche e le aspettative dei giovani, affinché la loro partecipazione attiva alla vita democratica non si limiti alla sola intenzione di voto, ma si concretizzi in una loro reale affluenza alle urne“.

Intanto, noi abbiamo aperto i microfoni proprio a una giovane candidata, Giulia Persico, che è pronta a scendere in campo sia per le Europee che per le Comunali della sua città di origine: Pescara.

La Persico (che ha collaborato in passato anche con la nostra testata giornalistica) non è da oggi che ha a cuore i temi ambientali. Ma, le chiediamo, essere verdi oggi in Italia che significato ha?

Essere Verdi oggi in Italia è una scelta di responsabilità. Significa mettere al centro l’Eco piuttosto che l’Ego. L’ecologismo è infatti un cappello, una visione con cui poter affrontare ogni tema. In Italia, in cui viviamo oggi una delle pagine più difficili della nostra storia democratica, significa battersi per una società equa, inclusiva, dei diritti oltre che per la tutela della natura e della biodiversità.

Perché giustizia sociale e giustizia ambientale sono strettamente connesse e nella società che immaginiamo devono poter essere rimesse al centro. In Italia essere Verdi significa avere un occhio attento al presente e al futuro, significa battersi per una società diversa, che è ancora possibile.

In Italia c’è un forte sentimento ecologista che abbiamo visto esplodere con le manifestazioni del 2019. Le persone hanno ora bisogno di un punto di riferimento, e questa necessità può essere colta dall’Alleanza Verdi Sinistra, la giusta unione tra vertenze ambientaliste e sociali“.

Essere verdi oggi in Europa… invece?

Essere Verdi in Europa significa far parte di un ecosistema di competenze complesse prestate a servizio di un Europa inclusiva, attenta alla tutela dell’ambiente, innovativa e giusta. Significa sfruttare il privilegio di poter beneficiare di una voce solida all’interno delle istituzioni, per portare avanti vertenze che rimarrebbero altrimenti inascoltate.

Significa valorizzare le diversità che caratterizzano gli Stati Membri, connettendo le esperienze e scambiando buone pratiche. I Verdi europei si schieriamo a favore di un’Europa libera, democratica e sociale all’interno di un mondo pacifico, equo ed ecosostenibile.

Difendiamo valori quali la giustizia, i diritti umani e civili, la solidarietà, la sostenibilità e il diritto di poter esprimere le proprie differenze che ci uniscono.

I Verdi Europei sono un punto di riferimento non solo per le tematiche ambientali ma anche e soprattutto per quelle sociali, per la competenza e l’affidabilità, per una politica pensata a servizio dei più e non ad personam.

L’esperienza sul campo come consulente ambientale cosa ti suggerisce in pratica?

Che le opportunità ci sono, vanno solamente colte! Da giurista e da esperta di finanza agevolata, seguendo progetti legati all’energia e alla tutela ambientale, credo fortemente che i finanziamenti pubblici siano una leva cruciale per le nostre imprese e per le nostre amministrazioni pubbliche, che va assolutamente sfruttata per realizzare un cambiamento concreto.

In Italia siamo purtroppo ancora indietro nel cogliere queste opportunità. Ugualmente per adeguarci agli standard di sostenibilità fissati a livello europeo, abbiamo bisogno di sforzi più concreti da parte delle istituzioni e di un maggior impegno anche dei nostri privati, per i quali le opportunità ci sono e sono molto concrete.

Ai giovani, con quali idee ti rivolgi?

Penso sia cruciale ripartire dai territori, dalle nostre città, sistemando prima di tutto le nostre case. Credo sia importante per i giovani imparare e formarsi, avere dei mentori e dei punti di riferimento, per chi ne ha la possibilità anche fare un’ esperienza fuori casa, per portare poi queste conoscenze nei territori, per poter ricostruire e ripensare la nostra penisola.

Da candidata under35 della lista alleanza Verdi Sinistra nel meridione, mi sento di dire ai nostri giovani di unirsi, che la nostra forza più grande è l’aggregazione, che è importante pensare un obiettivo comune e che c’è ancora speranza per costruire la società che immaginiamo.

E ai più attempati?

Che non c’è tempo per un conflitto intergenerazionale! Di impegnarsi insieme, di mettere a servizio la loro esperienza per trovare soluzioni condivise che non lascino indietro nessuno. Perché avremo successo solo se riusciremo a superare le differenze e valorizzando i nostri obiettivi comuni.

Crediti immagine: Depositphotos

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