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Produzione del cemento: evoZero azzera le sue emissioni

presentazione evozero

Si possono ridurre le emissioni in atmosfera del processo di produzione del cemento? Da oggi la risposta è sì: l’annuncio da parte di Heidelberg Materials del nuovo prodotto evozero

Il cemento è tra i materiali che ci hanno concesso di arrivare dove siamo, di costruire in modo veloce edifici e infrastrutture di ogni tipo; tuttavia, all’interno del senso comune, negli anni più recenti e solo nella nostra parte di mondo, ha assunto una connotazione spesso negativa.

Joseph Aspin nel 1824 brevettò un prodotto che decise di chiamare cemento Portland poiché, una volta indurito, aveva l’aspetto lapideo e il colore grigio di una pietra da costruzione ricavata dall’isola di Portland allora molto usata in Inghilterra.

Intorno a quegli anni ci furono varie sperimentazioni per poi arrivare, con il procedere dell’industrializzazione, al cemento come lo intendiamo oggi. L’attuale periodo storico è controverso, ma il vantaggio che abbiamo è quello di avere a disposizione svariati tipi di soluzioni tecnologiche nel mondo del costruito.

Si tratta quindi di scegliere, di volta in volta, quella più adatta, considerando che possono essere tutte valide, trovando però un nuovo equilibrio, passaggio ambizioso e non sempre facile.

Se ne è già parlato in vari contesti, quando si è detto che non esiste una sola soluzione per affrontare la transizione energetica, ma ci sono tante soluzioni che devono imparare a interagire e convivere.

Certamente l’industria del cemento è particolarmente energivora e inquinante, perché durante il processo di produzione del cemento si produce anidride carbonica.

Per dare qualche dato, la produzione di cemento a livello mondiale comporta emissioni di CO2 pari a circa il 6-8% di tutta l’anidride carbonica emessa, la maggior parte delle quali derivanti dalla reazione chimica che sta alla base del processo di produzione.

Intervenire oggi sugli impianti che producono cemento richiede investimenti molto cospicui e tecnologie avanguardistiche; ci ha provato quindi la ex Italcementi, che oggi si presenta al mercato con il nome di Heidelberg Materials.

Dopo 160 anni di attività – gli studi per lo sviluppo di questa tecnologia però sono partiti già vent’anni fa – l’azienda ha presentato, presso la Triennale di Milano, agli operatori del settore – architetti, ingegneri, imprese di costruzioni e real estate – la soluzione evoZero, un cemento a bilancio zero di emissioni di CO2.

il cemento evozero

L’industria del cemento è determinata a raggiungere l’obbiettivo della neutralità carbonica ed è chiamata a sostenere grandi investimenti per raggiungere questo traguardo. Il processo produttivo del cemento produce anidride carbonica, per via della composizione delle materie prime naturali che utilizziamo.

Per arrivare all’obiettivo zero CO2 è necessario introdurre tecnologie pionieristiche come la Carbon Capture and Storage (Ccs) che catturano la CO2 dal processo produttivo per stoccarla oppure riutilizzarla mettendola a disposizione di altri processi industriali. evoZero è il risultato concreto di questo impegno: grazie agli investimenti del nostro Gruppo, stiamo realizzando l’obbiettivo di un cemento net-zero, che permetterà di ridurre l’impronta carbonica di tutta la filiera delle costruzioni, partendo proprio dal primo anello rappresentato dal cemento” ha affermato Stefano Gallini, ad di Heidelberg Materials Italia.

L’anidride carbonica è un gas e le sue emissioni non sono visibili; ma si può immagazzinare anziché rilasciarla nell’ambiente contribuendo così alla decarbonizzazione di un territorio.

L’impianto utilizzato per questa innovazione è quello di Brevik in Norvegia, dove la particolare conformazione del territorio, ha reso possibile stoccare l’anidride carbonica emessa durante il processo di produzione senza rilasciarla nell’atmosfera: la CO2 si può infatti immagazzinare in formazioni geologiche profonde o giacimenti esauriti di idrocarburi, di conseguenza richiede localizzazione specifiche e non si può attuare ovunque.

La tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio – chiamata Ccs – è un sistema nato in altro settori industriali e mutuato nel settore dei materiali da costruzione.

Circa il 65% dell’anidride carbonica prodotta viene rilasciata quando il calcare (la materia prima) viene cotto nel forno, mentre il restante 35% si sprigiona dal processo di cottura che serve per ottenere il cemento.

Ridurne il più possibile l’impatto ambientale è l’obiettivo che si è prefissato Heidelberg Materials che punta a tagliare del 50% le emissioni di CO2 in atmosfera entro il 2030, per poi centrare l’obiettivo della neutralità carbonica nel 2050 come previsto dalla Ue.

evoZero: quando la distribuzione in Italia?

evoZero sarà disponibile per il mercato italiano a metà 2025 attraverso una soluzione ancora innovativa: saranno infatti utilizzati i crediti maturati dall’impianto di Brevik in Norvegia, dove avverrà la vera e propria cattura della CO2 e attraverso un sistema certificato che sfrutta le potenzialità della blockchain potrà essere venduto in Italia.

Questa soluzione caratterizza il prodotto net-zero carbon alla consegna: chi utilizzerà evoZero potrà sfruttare i vantaggi in migliori performance di sostenibilità, raggiungendo per esempio alcuni degli obiettivi richiesti dalle varie certificazioni.

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