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I rischi per la nostra salute che arrivano dagli oceani ammalati di caldo

oceani e cambiamenti climatici
Immagine da Depositphotos

Il riscaldamento degli oceani e dei mari porta a una proliferazione di batteri – come il Vibrio, l’Alteromonas e lo Pseudolateromonas – ma anche di anellidi predatori che alterano il microcosmo delle acque e sono pericolosi per i bagnanti

Domani sabato 8 giugno celebreremo la Giornata mondiale degli oceani. Che, malgrado la sempre più alta attenzione di tutti, non stanno bene. E questa volta è ben chiaro come possiamo ammalarci anche noi.

Lo dimostrano le ultime ricerche. Una di queste, firmate dall’Istituto di ricerca sulle acque del Cnr in collaborazione con colleghi dell’Ecole Polytechnique di Losanna e dell’Università del Texas, mostra come la presenza di microplastiche nel Tirreno favorisce lo spread di batteri, alcuni dei quali pericolosi per gli esseri umani e gli animali.

In pratica i mari inquinati le le comunità batteriche si trovano così a proprio agio che proliferano in abbondanza.

Parliamo di Vibrio, Alteromonas, Pseudolateromonas, attenzionati dalla ricerca in funzione del fatto che, con il progressivo riscaldamento delle acque, il fenomeno potrebbe ampliarsi a causa del riscaldamento che darà a questi batteri un grande vantaggio ecologico, perché li renderà più competitivi rispetto ai batteri marini non-patogeni, come si è già visto con il forte incremento di infezioni causate da specie patogene.

Questi patogeni, oltre a rappresentare un pericolo per persone e animali, possono compromettere attività come la balneazione e in generale l’uso dell’acqua.

Stessa cosa vale per il moltiplicarsi di specie termofilie come il vermocane nei mari del Sud Italia che sta suscitando preoccupazione per i potenziali danni che la specie può arrecare alle persone e alla fauna marina.

La denuncia viene da GreenPeace che avvisa come questa invasione sia del tutto coerente con il consistente aumento delle temperature del Mar Mediterraneo.

Il vermocane (Hermodice carunculata) è un anellide predatore generalista molto vorace che si alimenta di coralli, gorgonie, stelle marine e altre specie tipiche dei nostri mari.

È lungo tra i 15-30 cm e presenta delle setole urticanti che possono provocare irritazione e sensazione di bruciore sulla pelle. Tipico delle coste ioniche, si è ormai diffuso nel Mar Mediterraneo Centrale, con diversi avvistamenti lungo il Mar Tirreno e l’Adriatico.

Crediti immagine: Depositphotos

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