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All’Europa serve anche un’agenda per le montagne e di valorizzazione di quei territori

borghi montani
Immagine da Depositphotos

Si sono appena concluse le elezioni europee 2024 ed è quindi giusto portare all’attenzione dei parlamentari, che presto inizieranno a impegnarsi a vantaggio di tutti i cittadini, che tra i punti importanti su cui lavorare, c’è anche la valorizzazione dei territori montani

Territori importanti e fondamentali per l’Europa: sono quelli montani che coprono il 41,3% del territorio europeo e ospitano circa il 25% della sua popolazione.

Zone che, oltre che rappresentare un bene naturale ed economico da preservare e proteggere, sono anche una risorsa strategica da rivitalizzare, in modo sostenibile.

Ma il loro sviluppo sostenibile e la loro competitività deve essere supportato da un ripensamento delle attività tradizionali – agricoltura, silvicoltura, artigianato – e rinforzato da un piano di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Non ultimo, si devono mettere a disposizione dei territori montani le grandi opportunità professionali generate dalla connettività digitale. Riceviamo e pubblichiamo su GreenPlanner.it un appello di Uncem, associazione dei comuni montani all’Europa.

Agenda per le montagne nella nuova Europa: strumenti e percorsi per gli eletti

L’Europa ha urgente bisogno una Strategia per le Montagne di tutta l’Unione europea, capace di definire un percorso strategico di valorizzazione dei territori rurali e montani ai sensi dell’articolo 174 del Trattato di Lisbona.

Occorre avere la garanzia e alla riorganizzazione dei servizi alle comunità e la necessità di sviluppo sociale ed economico delle aree rurali e montane.

Abbiamo la necessità di investimenti volti a integrare le zone rurali, montane e periferiche in tutte le politiche al fine di realizzare le priorità dell’Unione, tra cui la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, la sicurezza alimentare, l’inclusione sociale, la parità di genere, la lotta ai cambiamenti climatici, la creazione di posti lavoro, la digitalizzazione e l’efficienza del mercato interno.

La Montagna europea non ha mai riscontrato adeguate risposte a livello normativo e l’attuale crisi climatica (intrecciata con la crisi demografica) acuisce il processo di marginalizzazione economica e sociale. Commissione e Parlamento hanno lavorato molto sulle aree urbane, e poco hanno definito di strategico, negli ultimi anni, per le zone montane.

Una Strategia Ue per la Montagna includa un quadro strategico per lo sviluppo di queste zone, in coordinamento con le strategie a favore delle regioni in ritardo di sviluppo e periferiche, per raggiungere gli obiettivi in materia di verifica rurale, piccoli comuni intelligenti, accesso ai servizi pubblici, digitalizzazione, formazione e innovazione; invita inoltre a rafforzare la cooperazione e i partenariati intelligenti tra i poli rurali e urbani onde riequilibrare il rapporto tra zone rurali e zone urbane.

La Strategia per le Montagne europee deve contagiare la nuova Pac, l’assetto dello sviluppo rurale, i fondi della coesione. La coesione è decisiva per l’unità dell’Ue. E servono provvedimenti adeguati per le aree rurali e montane, per i piccoli Comuni, per le loro comunità.

L’Unione europea ha bisogno di un’anima, di qualcosa di nuovo. Non si tratta di guardare soltanto al territorio o all’economia. È la responsabilità di costruire un’unica società, espressione di un unico corpo, ma nella diversità, nel rispetto di ogni cultura, di ogni Paese, in ciò che c’è di caratteristico. Costruire partendo dai territori, dalle comunità, dalle Autonomie, dagli Enti locali, dalle Nazioni che sono in dialogo. Nazioni insieme.

In questa dimensione, le Montagne hanno un ruolo determinante, decisivo, inclusivo e dinamico. Sono aperte e cerniera, sono luoghi di vita, comunità e crescono nel Noi.

Il documento completo è disponibile qui.

Crediti immagine: Depositphotos

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