Home Eco Lifestyle Teli da pacciamatura innovativi, una soluzione sostenibile per cambiare il settore agroalimentare

Teli da pacciamatura innovativi, una soluzione sostenibile per cambiare il settore agroalimentare

teli pacciamatura
Immagine da Depositphotos

Tra le imprese che operano nella filiera agroalimentare sono sempre di più quelle interessate a trovare un uso sostenibile e utile per gli scarti delle proprie lavorazioni; in questo modo, oltre a evitarne il conferimento in discarica o avviarne al processo di termovalorizzazione, se ne recupererebbe valore

Sempre più aziende del settore agroalimentare stanno cercando alternative alla discarica o alla termovalorizzazione per gli scarti delle loro lavorazioni. Parallelamente, cresce la domanda di materiali, anche tessili, da fonti rinnovabili e alternativi ai polimeri sintetici.

Mentre l’industria della moda tenta di sviluppare capsule a base di biopolimeri, con risultati estetici interessanti ma volumi ridotti, esistono settori applicativi che potrebbero trarre maggiore beneficio dai materiali biobased.

Tra questi, l’agricoltura e, nello specifico, l’uso di teli oscuranti per evitare la crescita di erbe infestanti e mantenere l’umidità del terreno. Attualmente, questi teli sono realizzati in Tnt di poliestere o nylon, materiali non biodegradabili e difficili da riciclare, che contribuiscono alla dispersione di microplastiche.

Una soluzione innovativa a questo problema arriva da un team di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Nel 2022, hanno pubblicato una ricerca intitolata Film per pacciamatura biodegradabili e di origine biologica: compositi Pla altamente estensibili con diversi rifiuti vegetali industriali (autori Danila Merino, Arkadiusz Zych, Athanassia Athanassiou).

Secondo l’abstract della ricerca, i film progettati dal dipartimento Smart Materials del centro di ricerca genovese sono biobased e biodegradabili, a base di acido polilattico (Pla) e contengono dal 10 al 30% di vari rifiuti vegetali non commestibili come gambi di spinaci, sansa di pomodoro e gusci di cacao.

I risultati sperimentali dimostrano i vantaggi ambientali e prestazionali di questi teli. Grazie all’uso di un plastificante a base di estere metilico di olio di soia epossidato (Esome), è possibile raggiungere allungamenti a rottura fino all’800%, superando così una delle principali criticità dei teli convenzionali.

L’aggiunta di scarti vegetali permette di ottenere film con resistenze a trazione tra 10 e 24 MPa e allungamenti a rottura fino al 460%, variabili in base al tipo e alla quantità di scarti vegetali utilizzati.

La tipologia degli scarti vegetali impiegati come riempitivo influisce significativamente non solo sulle proprietà meccaniche delle pellicole pacciamenti, ma anche sulla loro biodegradabilità.

Il Pla, un poliestere biobased e biodegradabile ottenuto dalla fermentazione di amido o zucchero, è noto per la sua buona lavorabilità, proprietà meccaniche, idrofobicità, durabilità e trasparenza.

Tuttavia, il Pla presenta tre svantaggi principali per l’uso come pacciamatura agricola: bassa duttilità, costo elevato rispetto all’Ldpe e lenta biodegradabilità nel suolo, che però migliora significativamente con l’aggiunta di scarti vegetali.

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Aurora MagniAurora Magni: difficile incontrarla senza il suo setter inglese al fianco. Una laurea in filosofia e una passione per i materiali e l'innovazione nell'industria tessile e della moda; è presidente e cofondatrice della società di ricerca e consulenza Blumine, insegna Sostenibilità dei sistemi industriali alla Liuc di Castellanza e collabora con università e centri ricerca. Giornalista, ha in attivo studi e pubblicazioni sulla sostenibilità | Linkedin
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