Home Eco Lifestyle La polvere del Sahara tornerà presto… nei nostri polmoni

La polvere del Sahara tornerà presto… nei nostri polmoni

auto con polvere del sahara
Immagine da Depositphotos

Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’amara sorpresa di trovare le nostre auto ricoperte da polvere rossa, dopo le piogge intense: la polvere sahariana, non solo sporca i veicoli ma costituisce un problema per la qualità dell’aria, nel Mediterraneo orientale

L’aumento dell’intensità e della frequenza degli episodi di trasporto della polvere sahariana a lungo raggio è un problema che ormai va oltre i confini nazionali, interessando ampie zone geografiche, dalla Grecia a Cipro alla Bulgaria (le nazioni più colpite), ma anche l’Italia.

Nonostante il trasporto di queste polveri sahariane attraverso il Mediterraneo verso l’Europa non sia insolito, spiega Mark Parrington, del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), tuttavia l’aumento della loro intensità e della loro frequenza in alcune parti d’Europa negli ultimi anni, obbliga gli scienziati a un monitoraggio continuo dell’atmosfera per capire come la qualità dell’aria potrebbe cambiare in relazione a questi episodi.

Dal 10 giugno, infatti, le previsioni del Cams mostrano un episodio di trasporto di polvere sahariana che attraversa il Mediterraneo centrale e orientale, con conseguenti elevate concentrazioni superficiali di Pm10 in aree come Bulgaria, Cipro o Grecia per diversi giorni, con valori significativamente superiori alla soglia di esposizione media di 24 ore di 50 µg/m3 stabilita dall’Ue per la qualità dell’aria, indicando una rilevante diminuzione della qualità dell’aria in questi Paesi, insieme alla possibilità di cieli nebulosi nelle regioni interessate.

polvere sahara
Immagine del portale web AtmoHub

Con i valori più alti che si verificheranno con ogni probabilità il 13 giugno, le previsioni del Cams relative alle massime giornaliere di Pm10 dovrebbero raggiungere concentrazioni anche superiori a 100 µg/m3, che indica una qualità dell’aria molto scarsa in alcune parti di questi Paesi.

Oltretutto, questi episodi seguono quelli avvenuti tra il 3 giugno e il 7 giugno. Il primo ha interessato anche l’Europa sudorientale e il Mediterraneo orientale. Il secondo ha attraversato l’Africa nord-occidentale, raggiungendo la penisola iberica, la Francia meridionale e l’Italia settentrionale.

Crediti immagine: Depositphotos

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