Home Imprese Sostenibili Poq: Agrofotovoltaico, quali garanzie imprenditoriali dal recente decreto?

Poq: Agrofotovoltaico, quali garanzie imprenditoriali dal recente decreto?

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Il recente Dl Agricoltura (in gazzetta n. 63 del 15 maggio 2024), ha portato delle significative novità riguardo all’installazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo: in questo articolo illustriamo le restrizioni, ma anche le opportunità

Un lettore ci chiede: “dunque, non si parla già più di come e dove è possibile investire in agrofotovoltaico? Potete darmi una mano a fare chiarezza? Mi occupo di acquacoltura e starei per investire in una produzione solare di energia per rendermi indipendente dalla rete“.

Per entrare nel merito di questo Poq (Point of question) abbiamo interpellato lo studio legale Lexia nella figura degli avvocati Marco Muscettola, partner, e Alessia Francesca Sblendido, associate dello studio milanese.

Recentemente, la questione degli investimenti nel fotovoltaico ha suscitato grande interesse, soprattutto alla luce delle nuove normative introdotte dal Decreto-legge n. 63 del 15 maggio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Questo decreto, noto come Dl Agricoltura, ha portato delle significative novità riguardo all’installazione di impianti fotovoltaici su suolo agricolo, ponendo alcune restrizioni, ma anche delineando chiare opportunità.

Se ti occupi di acquacoltura e stai valutando un investimento in energia solare per renderti indipendente dalla rete, è importante comprendere appieno queste disposizioni.

Le aree elegibili per gli impianti fotovoltaici

L’articolo 5 del Dl Agricoltura ha modificato l’articolo 20 del D.lgs. 199/2021, specificando le aree agricole dove è consentita l’installazione di impianti fotovoltaici. Queste Aree Elegibili includono:

  • siti ove sono già installati impianti della stessa fonte, limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata
  • cave e miniere dismesse, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale, non suscettibili di ulteriore sfruttamento
  • siti e impianti delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e delle società concessionarie autostradali
  • siti e impianti nelle disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali
  • aree interne agli impianti industriali e stabilimenti, nonché aree agricole entro 500 metri da tali siti, se prive di vincoli di tutela ai sensi del D.lgs. 42/2004
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza di 300 metri, se prive di vincoli di tutela ai sensi del D.lgs. 42/2004
  • progetti per la costituzione di Comunità energetiche rinnovabili
  • progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano Nazionale degli Investimenti Complementari (Pnc)
  • Progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del Pnrr

Esenzioni per gli impianti agrivoltaici

Il Dl Agricoltura non estende le restrizioni agli impianti agrivoltaici avanzati, in quanto essi sono parte integrante delle misure del Pnrr, specificamente nella Missione 2 (Rivoluzione verde e Transizione ecologica).

Gli impianti agrivoltaici tradizionali, sebbene non direttamente menzionati tra i progetti attuativi del Pnrr, possono anch’essi essere esentati dalle limitazioni per diversi motivi:

  1. incompatibilità con le politiche di incentivo: le restrizioni agli impianti agrivoltaici sarebbero in contrasto con le recenti normative che mirano a incentivare tali sistemi
  2. definizione giuridica: l’art. 5 del Dl Agricoltura fa riferimento specifico agli impianti fotovoltaici a terra di cui all’articolo 6-bis del D.lgs. 28/2011, escludendo quindi gli impianti agrivoltaici
  3. orientamento giurisprudenziale: secondo ormai un consolidato orientamento giurisprudenziale, non è più ammissibile un’equiparazione sul piano giuridico degli impianti agrivoltaici agli impianti fotovoltaici; ciò in quanto “mentre nel caso di impianti fotovoltaici il suolo viene reso impermeabile e viene impedita la crescita della vegetazione (ragioni per le quali il terreno agricolo perde tutta la sua potenzialità produttiva), nell’agrivoltaico l’impianto è invece posizionato direttamente su pali più alti, e ben distanziati tra loro, in modo da consentire alle macchine da lavoro la coltivazione agricola. Per effetto di tale tecnica, la superficie del terreno resta, infatti, permeabile e quindi raggiungibile dal sole e dalla pioggia, dunque pienamente utilizzabile per le normali esigenze della coltivazione agricola” (Cons. Stato, Sez. IV, sentenza del 30 agosto 2023, n. 8029)

Conclusioni

Alla luce delle normative attuali, possiamo quindi concludere che:

  • gli impianti fotovoltaici sono permessi nelle Aree Elegibili come sopra elencato
  • gli impianti agrivoltaici avanzati sono esentati dalle nuove restrizioni, essendo parte delle misure del Pnrr
  • anche gli impianti agrivoltaici tradizionali possono essere esentati dalle limitazioni per le ragioni espresse
  • i progetti per i quali la domanda di autorizzazione sia stata già presentata o per i quali sia stata almeno presentata domanda di Via o di Screening Via non sono soggetti alle nuove restrizioni

I nostri interlocutori alla fine di questo esaudiente Poq, consigliano chi intenda investire in un impianto solare per l’attività di acquacoltura, di verificare se il progetto rientra nelle categorie esentate e di consultare un esperto che possa guidare attraverso il processo di autorizzazione.

Con queste informazioni, il lettore di greenplanner.it potrà prendere una decisione consapevole e strategica per la propria indipendenza energetica.

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