Home Tecnologie L’innovazione riduce gli impatti energetici dei data center: ecco le soluzioni disponibili

L’innovazione riduce gli impatti energetici dei data center: ecco le soluzioni disponibili

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Immagine da Depositphotos

Soluzioni e innovazioni per rendere i data center sempre più sostenibili, riducendo il loro impatto ambientale attraverso l’efficientamento energetico. Vediamo alcune delle ultime più interessanti realizzazione del settore

È alta la preoccupazione per la richiesta energetica necessaria a soddisfare la crescente domanda di servizi digitali – soprattutto multimediali e legati all’intelligenza artificiale – e, soprattutto, quella legata agli impatti ambientali di questo incremento esponenziale nella “fame di energia” dei data center.

Sebbene manchino ancora statistiche ufficiali sull’uso di energia delle infrastrutture digitali, si stima che i data center europei nel 2022 – data in cui lo studio Energy Consumption in Data Centres and Broadband Communication Networks in the Eu è stato chiuso – hanno utilizzato circa 45-65 TWh di elettricità (1,8-2,6% del consumo totale di elettricità nell’Ue), mentre le reti di telecomunicazione hanno utilizzato circa 25-30 TWh di elettricità (1-1,2% del consumo totale di elettricità).

Migliorare l’efficienza energetica dei data center

Il primo passo per mitigare l’aumento nella domanda energetica di un data center è renderne estremamente efficienti i consumi.

Come fa il software Intelligent Power Manager di Eaton che, attraverso la funzionalità di arresto graduale, permette di ridurre i consumi energetici delle infrastrutture It, in particolare durante le fasce orarie fuori picco.

Programmando gli arresti graduali nelle ore non operative – di notte o nei fine settimana – e riavviando le operazioni di server e infrastrutture virtuali quando necessario, sarà possibile ridurre i costi energetici fino al 50%.

Il processo di arresto è controllato e graduale in modo da salvaguardare dati e sistemi in occasione dei riavvii automatici e programmati, proteggendo l’integrità dei dati e riducendo il rischio di guasti al sistema o di perdita delle informazioni.

Un’altra interessante soluzione arriva dalla soluzioni di onsemi che propone semiconduttori che riducono il consumo energetico in particolari condizioni operative. Infatti, i prodotti della famiglia T10 PowerTrench e dei Mosfet EliteSiC da 650V permettono di ottenere un’alta efficienza operativa ed elevate prestazioni termiche in uno spazio ridotto.

I vantaggi maggiori si ottengono nelle elaborazioni legate all’intelligenza artificiale perché un motore di ricerca che utilizza l’Ia richiede oltre 10 volte la potenza normale, cosa che porterà il fabbisogno energetico dei data center, in meno di due anni, a raggiungere 1.000 TWh a livello globale.

Poiché per elaborare una singola richiesta supportata dall’Ia l’energia viene convertita quattro volte dalla rete al processore, la perdita energetica può raggiungere il 12% circa. Con le soluzioni onsemi i data center possono ridurre dell’1% le perdite di energia stimate.

Se implementata nei data center a livello globale, questa soluzione potrebbe ridurre il consumo energetico di 10 TWh all’anno.

Raffreddamento più efficace dei data center e recupero del calore

Una maggiore efficienza operativa – e di conseguenza minori consumi – si possono ottenere anche attraverso l’innovazione dei sistemi di raffreddamento ad acqua.

Come ha deciso di fare la società EcoDataCenter che si è affidata a Vertiv per l’installazione di sistemi di raffreddamento ad acqua refrigerata ad alta efficienza per le sue infrastrutture in fase di realizzazione a Falun, in Svezia.

I sistemi Vertiv Liebert Pcw sono caratterizzati da batterie ottimizzate e da un design aerodinamico dei componenti interni che consentono di ridurre il consumo energetico.

Pur raffreddandoli, questi enormi centri di calcolo producono calore che può essere riutilizzato per altri scopi, evitando il consumo di energia da qualche altra parte. La soluzione arriva da Deep Green – società nella quale ha da poco investito 200 milioni di sterline Octopus Energy – che ha sviluppato una soluzione tecnologica per cedere il calore prodotto dai suoi data center a organizzazioni ad alto consumo energetico, come i centri ricreativi.

Per esempio, una piscina pubblica nel Devon è riuscita a ridurre la sua bolletta per il riscaldamento di oltre il 60% e, in cambio, Deep Green ha ottenuto un sistema di raffreddamento gratuito che gli conferisce un significativo vantaggio competitivo rispetto ai tradizionali data center.

In tema di efficientamento dei sistemi di raffreddamento e di riutilizzo di questa energia termica è interessante citare la collaborazione tra Hewlett Packard Enterprise e Danfoss per lo sviluppo di un sistema di recupero del calore pensato per gestire e valorizzare il calore in eccesso sviluppato nei data center.

Infatti, si stima che in Europa il calore in eccesso dal raffreddamento dei data center sia di 2.860 TWh/anno, quasi pari al fabbisogno energetico totale europeo per il calore e l’acqua calda negli edifici residenziali e del settore terziario.

Poiché il flusso di calore in eccesso dai data center è ininterrotto e costituisce una fonte molto affidabile di energia pulita, la soluzione di Hpe e Danfoss offre un Modular Data Center scalabile – un container di piccole dimensioni e ad alta densità (kW/rack) – incorpora tecnologie come il raffreddamento a liquido diretto ed è pensata per ridurre il consumo energetico complessivo del 20%.

Inoltre, Danfoss propone moduli di riutilizzo del calore che catturano il calore in eccesso dai data center per fornire riscaldamento rinnovabile in loco e agli edifici e alle industrie vicine per varie applicazioni e i compressori oil-free Turbocor che migliorano l’efficienza di raffreddamento dei data center fino al 30%.

Crediti immagine: Depositphotos

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