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Le risorse ittiche sono in grave pericolo: servono azioni concrete per la loro protezione

pesca sostenibile
Immagine fornita da Msc

La vita animale nei nostri oceani è in serio pericolo: lo evidenzia uno studio della Fao che mostra come lo stato delle risorse ittiche globali siano eccessivamente sfruttate. Per questo, sostiene l’organizzazione no profit Msc Marine Stewardship Council servono azioni concrete per proteggere la vita negli oceani

La situazione del sovrasfruttamento degli oceani e dei mari a livello globale è drammatica: la percentuale di stock marini pescati entro livelli biologicamente sostenibili è scesa al 62,3% nel 2021, il 2,3% in meno rispetto al 2019. Inoltre oggi, soltanto il 37,5% degli stock ittici nel bacino Mediterraneo e del Mar Nero è pescato a livelli sostenibili.

Dati preoccupanti che vengono evidenziati dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sullo Stato della pesca e dell’acquacoltura nel mondo (Sofia report 2024). Sono necessarie misure più efficaci per regolamentare lo sfruttamento di questi bacini ittici e per promuovere una pesca più sostenibile.

Aumenta la preoccupazione per lo stato delle risorse ittiche globali

Riceviamo da Msc Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che promuove la salute degli oceani attraverso un programma per la pesca sostenibile, una lettera aperta che pubblichiamo su GreenPlanner.it.

L’obiettivo 14 di sviluppo sostenibile fissato dalle Nazioni Unite nel 2015 richiama la necessità di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine, ma come dimostrano i dati recenti della Fao questo obiettivo è stato disatteso – afferma Francesca Oppia, direttrice del programma Msc in Italia – Eppure conosciamo le soluzioni per porre fine alla pesca eccessiva: istituire regimi di gestione basati su dati scientifici, trovare un accordo sulle regole che stabilisca le quantità di cattura di un determinato stock e l’eliminazione della pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata.

Abbiamo bisogno che i governi di tutto il mondo intraprendano azioni concrete per creare un contesto favorevole alla pesca sostenibile e accelerare i progressi delle attività di pesca che mettono in pratica una gestione rispettosa della salute degli oceani.

I pesci non conoscono i confini nazionali, quindi gli accordi per la gestione degli stock condivisi devono essere negoziati a livello regionale o internazionale. Attraverso uno sforzo globale, possiamo invertire la tendenza al sovrasfruttamento e contribuire a salvaguardare le risorse marine per questa e per le future generazioni“.

I numeri del rapporto Sofia 2024

rapporto sofia 2024

Nel 2022, il settore della pesca ha prodotto 92,3 milioni di tonnellate di pescato, per un valore di circa 159 miliardi di dollari. Questo corrisponde a 91 milioni di tonnellate di animali acquatici – 79,7 milioni di tonnellate nelle aree marine e 11,3 milioni di tonnellate nelle acque interne – oltre a 1,3 milioni di tonnellate di alghe.

La percentuale di stock marini pescati entro livelli biologicamente sostenibili è scesa al 62,3% nel 2021, il 2,3% in meno rispetto al 2019. Solo il 37,5% degli stock ittici nel bacino Mediterraneo e del Mar Nero è pescato a livelli sostenibili.

Si stima che nel 2022 il consumo globale apparente di alimenti di origine animale acquatica abbia raggiunto le 165 milioni di tonnellate, aumentando a un tasso annuo quasi doppio rispetto a quello della popolazione mondiale dal 1961.

Il consumo apparente annuo globale pro capite di alimenti di origine animale acquatica è passato da 9,1 kg nel 1961 a 20,7 kg nel 2022.

Gli alimenti animali acquatici forniscono proteine di alta qualità – il 15% delle proteine animali e il 6% delle proteine totali a livello mondiale – e nutrienti chiave, tra cui gli acidi grassi omega-3, i minerali e le vitamine.

Il potenziale degli alimenti acquatici nel contribuire alla sicurezza alimentare, alla nutrizione e alla riduzione della povertà è sempre più riconosciuto nei principali forum globali, come il Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Gli sforzi devono continuare a promuovere gli alimenti acquatici per una dieta sana a partire da oceani, laghi e fiumi sani. Una gestione efficace della pesca porta alla ricostituzione degli stock e sono necessarie azioni urgenti per replicare le politiche di successo.

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