Home Energy and Mobility Investire nel Green è ancora conveniente per i risparmiatori?

Investire nel Green è ancora conveniente per i risparmiatori?

investimenti nella transizione energetica
Immagine da Depositphotos

Indubbiamente la transizione energetica dovrebbe portare più valore alle aziende e, di conseguenza, far lievitare gli investimenti nel settore Green. Lo testimoniano anche gli ultimi dati di finziamento nel settore cleantech in Italia. Investir enel Green, quindi, conviene ancora? Ne parliamo con un esperto, Daniel Lurch

Se la domanda è vale ancora la pena investire nel Green la risposta non può che essere certamente. Tuttavia, la transizione green porta con sè – oltre agli indubbi vantaggi – anche alcune insidie legate ai costi di questa trasformazione.

Inoltre, ci sono ancora incertezze normative e problematiche burocratiche che possono frenare le imprese nella realizzazione dei progetti di trasformazione e, di conseguenza, rendere meno attrattivi gli investimenti.

Tuttavia, come testimonia il primo report di Cleantech for Italy, realizzato insieme a Mito Technology, che analizza lo stato degli investimenti nel settore cleantech in Italia, si sta vivendo una fase di notevole espansione, sostenuta da un volume crescente di investimenti e finanziamenti che ne testimoniano l’importanza strategica.

Nel dettagli, lo scorso anno i finanziamenti cleantech in Italia – tra equity, debito e sovvenzioni – hanno raggiunto la cifra record di 322,3 milioni di euro, con un significativo aumento rispetto al 2022 (+68,6%).

Si è registrato inoltre un notevole incremento dei round di finanziamento post-seed, nella fascia di 5-20 milioni di euro. Tendenza che ha determinato un aumento sia della dimensione media delle operazioni (2,7 milioni di euro nel 2023 rispetto a 1,9 milioni di euro nel 2022) sia della dimensione mediana delle operazioni (0,8 milioni di euro nel 2023 rispetto a 0,4 milioni di euro nel 2022).

Il settore energetico è quello che ha ricevuto più finanziamenti nel 2023, con il 37,9% del valore totale delle operazioni, seguito dall’agrifood con il 20%. Nota negativa è che l’Italia è significativamente in ritardo rispetto ai Paesi europei negli investimenti in venture capital cleantech: solamente 3,8 milioni di euro investiti pro capite (rispetto ai 43,2 milioni di euro della Francia e ai 38,8 milioni di euro della Germania).

Alla luce di questi dati finanziari, per un investitore privato è ancora conveniente investire nel Green? Per fare maggiore chiarezza e analizzare quali possono essere le criticità di questi investimenti abbiamo posto alcune domande a un esperto del settore: Daniel Lurch, che è Lead Portfolio Manager di J. Safra Sarasin, banca privata svizzera fondata nel 1841.

Le domande da porsi prima di investire nella transizione green

Se è vero che investire nella transizione green può rappresentare una strategia di investimento sicura, è anche importante come evitare le insidie.

Daniel Lurch _JSS

Lurch, gli investimenti green sono ancora interessanti nel 2024?

Mantenere un’esposizione alla transizione green nel proprio portafoglio rimane essenziale per qualsiasi investitore. Nonostante un 2023 sottotono, il mercato globale degli investimenti Esg vale quasi 18.000 miliardi di dollari e si prevede che nel prossimo decennio manterrà gli impressionanti tassi di crescita annuale del 9% – fonte Custom Market Insights, Global Environmental Social and Governance (Esg) Investing Market 2024-2033, Agosto 2023.

Investire nella transizione green rimane il modo per acquisire esposizione a un panorama di investimenti in rapida espansione, che copre un’intera gamma di opportunità oltre al clean tech.

Le soluzioni high-tech come i veicoli elettrici, i semiconduttori di potenza e lo stoccaggio di energia sono particolarmente interessanti in questo momento, con una crescita annua prevista rispettivamente del 15%, 26% e 27% entro il 2035.

Anche i settori tradizionali, come il riciclo dei rifiuti e il trattamento delle acque, mostrano tendenze promettenti con una previsione di crescita del 5%, mentre le reti elettriche dovrebbero crescere del 15% all’anno.

Vi sono poi altre ragioni per essere ottimisti. Esiste un ampio sostegno politico agli investimenti nelle tecnologie green e i governi di tutto il mondo si stanno impegnando in tal senso. Ne sono un esempio i piani per ridurre la generazione di carbonio e le normative più severe sul riciclaggio dei rifiuti.

Le sfide del clean tech sono un segnale di problemi più ampi negli investimenti green?

Nonostante un anno difficile, le energie rinnovabili rimangono tra le tecnologie chiave del futuro e beneficeranno della transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio. S&P Global Insights ha previsto che gli investimenti globali in energia pulita raggiungeranno i 700 miliardi di dollari entro il 2030 – fonte S&P Global, How will global investments in clean energy evolve to 2030?, Maggio 2023.

Riteniamo che sia una mossa intelligente investire nel clean tech abbracciando l’intera catena di valore delle energie rinnovabili, non solo il solare e l’eolico. Le reti elettriche e i semiconduttori di potenza ne sono un buon esempio.

Qual è l’approccio migliore per investire nella transizione green?

La transizione green interesserà molti settori dell’economia, creando numerose opportunità in una serie di settori, in particolare l’industria manifatturiera, i servizi di pubblica utilità e l’It.

Abbiamo identificato quattro aree chiave in cui riteniamo che le tendenze green saranno più interessanti:

  1. protezione degli ecosistemi
  2. efficienza delle risorse
  3. mobilità intelligente
  4. energia del futuro

Gli investitori possono cogliere queste opportunità concentrandosi sulle catene del valore green, identificando le tecnologie che guidano la transizione energetica e individuando i fornitori di soluzioni green sottovalutati e con un grande potenziale.

Quali sono le problematiche ambientali che raccoglieranno maggiori investimenti?

Per la protezione dell’aria, vediamo opportunità interessanti nelle alternative ai combustibili fossili, nei veicoli elettrici e nella cattura del carbonio. Per quanto riguarda l’acqua, ci concentriamo sull’efficienza idrica, sul trattamento e sul riciclo dell’acqua. Per il suolo, ci concentriamo sull’agricoltura, sull’utilizzo delle risorse e sull’economia circolare.

Cerchiamo aziende che offrano soluzioni reali all’interno della loro catena del valore green e le dividiamo in due categorie. Una è costituita da fornitori affermati di soluzioni ambientali, mentre l’altra comprende i disruptor che hanno sviluppato tecnologie rivoluzionarie con forti prospettive di crescita.

Questo approccio ci consente di essere flessibili e di trovare opportunità interessanti, in particolare nello spazio delle piccole e medie imprese.

Raggiungere il net zero entro il 2050 costerà alla società altri 3,5 trilioni di dollari all’anno, ovvero un aumento del 60% rispetto agli attuali livelli di investimento, il che creerà notevoli opportunità per il settore privato.

Le aziende che offrono prodotti e servizi che migliorano l’efficienza delle risorse e aiutano a ridurre le emissioni saranno premiate con rendimenti sostenibili a lungo termine e tassi di crescita superiori.

Come si misura l’impatto ambientale degli investimenti green?

In Safra Sarasin, ci concentriamo sulle soluzioni verdi per la protezione del capitale naturale e/o per sostenere la transizione energetica.

Per misurare questi contributi ambientali, consideriamo i ricavi delle società direttamente collegati ad attività che consideriamo sostenibili dal punto di vista ambientale.

Condividi: