Home Eco Lifestyle Scarti tessili da lavorazione industriale: il consorzio Twm spiega come opera

Scarti tessili da lavorazione industriale: il consorzio Twm spiega come opera

Il tema è a monte dei nostri acquisti di moda e riguarda gli scarti che l’industria tessile produce e che deve sapere gestire al meglio. Garantendo all’industria del fashion italiana il fine vita di questi scarti, Twm smarca un altro punto importante legato alla Sostenibilità di questo settore sia sociale che ambientale 

L’acronimo Twm sta per Textile waste management ed è la risposta organizzativa che Safe – hub italiano composto da diversi consorzi che si occupano del recupero dei rifiuti –  dà ai propri associati nella gestione del fine vita dei tessuti.

Così, Twm si presenta come rete capillare di trasportatori, punti di stoccaggio e impianti di trattamento capaci di gestire le operazioni di raccolta e recupero in tutta Italia, per consentire ai produttori del settore tessile e dell’abbigliamento di perseguire i propri obiettivi di circolarità ottenendo il massimo riutilizzo e riciclo.

Stiamo parlando di un grande problema/opportunità: si calcola che ogni anno si producano rifiuti tessili per 100 milioni di tonnellate: sono risultanze delle fasi di produzione, distribuzione e consumo, che producono un inquinamento che è secondo solo all’aviazione con il 10% delle emissioni serra a livello globale e il 4% del consumo di acqua dolce del Pianeta.

Interessante è l’approccio adottato: a partire da una procedura di monitoraggio e controllo adottata da Twm per garantire filiere di recupero trasparenti, legali e con alto standard sociale e ambientale.

In questa puntata di Pink&Green abbiamo incontrato Laura Greppi, Sustainable manager di Pattern – una Spa italiana attiva nella progettazione e produzione del lusso – che anticipando le normative europee ha contribuito a dare vita a Twm nel cui perimetro sono già attivi Retex.green, il consorzio costituito da Sistema Moda Italia e Fondazione del Tessile Italiano.

Tra gli assunti di base di Twm anche la capacità garantire filiere certificate e controllate in un settore che ancora è minacciato da derive al limite della legalità.

I controlli non si limitano a seguire il percorso del rifiuto, ma vanno oltre, approfondendo cosa accade a valle dell’end of waste nelle filiere del riutilizzo e del riciclo.

A spingerci su questa linea – spiega in una nota Giuliano Maddalena, Ceo di Safe e direttore di Twm – è stata la consapevolezza degli scempi ambientali provocati fino a oggi dalle filiere del recupero tessile meno controllate.

Abbiamo analizzato i fenomeni di smaltimento illecito in Africa e in India e i rapporti del giornalismo di inchiesta, gli articoli che sempre più frequentemente appaiono, le sentenze di magistratura e cassazione nel filone di inchiesta rifiuti tessili e abiti usati.

Da questa analisi è scaturita ancora più decisamente la volontà di sviluppare filiere a rischio zero, abbiamo pertanto adattato i criteri Ecoguard (un sistema di monitoraggio già sperimentato sui Raee – ndr) all’ambito tessile“.

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