Dedicato al collezionista Massimo Batoni, il minerale è stato studiato dai ricercatori dell’Università di Pisa che ne ha svelato tutti i misteri
Geologi e collezionisti di minerali plaudono al riscatto della batoniite che ora grazie all’Università di Pisa non ha più segreti. A cominciare dalla sua formula chimica.
Dietro a questo minerale, che prende il nome del collezionista Massimo Batoni – cui si deve in ritrovamento in una miniera abbandonata di Cetine di Cotorniano, in provincia di Siena – c’era proprio una sorta di mistero: non si riusciva a definirne la struttura.
Da tempo si lavorava sull’esemplare che il collezionista aveva consegnato ai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, che da tempo collabora con l’Associazione Mineralogica Fiorentina (Amf) e l’Associazione Mineralogica Prato e Pistoia (Ampp).
Erano gli negli anni Ottanta del secolo scorso. E fino a pochi mesi fa si trattava di un vero e proprio rompicapo mineralogico. Solo lo scorso anno gli studiosi dell’Ateneo pisano sono riusciti a definirne la struttura e la complessa cristallochimica.
Una scoperta resa possibile anche grazie dalla recente installazione, presso i laboratori pisani, di un diffrattometro a raggi X per cristallo singolo del Centro per l’Integrazione della Strumentazione scientifica dell’Università di Pisa (Cisup).
Ecco la formula chimica della batoniite
Le indagini condotte dall’equipe guidata da Daniela Mauro del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e referente della Sezione di Mineralogia del Museo di Storia Naturale hanno ora definito la formula chimica di questa nuova specie mineralogica: Al8(SO4)5(OH)14(H2O)18·5H2O, oltre ad averne individuato la struttura, una delle più complesse mai descritte fra i minerali oggi noti e caratterizzata dal poli-oxo-catione [Al8(OH)14(H2O)18]10+.
Quest’ultimo era stato finora osservato solo in fasi sintetiche ottenute durante lo studio del comportamento geochimico dell’alluminio in soluzione acquosa.
E ora la bella notizia: la batoniite è stata eletta Minerale dell’Anno 2023. Sì, proprio 2023: non si tratta di un refuso: il premio Minerale dell’Anno è finalizzato a riconoscere il minerale di maggior interesse scientifico la cui pubblicazione sia avvenuta nell’anno solare precedente.
Il premio è stato istituito nel 2014 dall’International Mineralogical Association, un gruppo internazionale rappresentativo delle società mineralogiche nazionali di quasi 40 differenti Paesi.
Ogni anno vengono approvate circa 100 nuove specie mineralogiche, le quali passano al vaglio di una commissione di esperti, la Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification.
Sono poi questi stessi esperti, tramite votazione segreta, a indicare il Minerale dell’Anno.












