Business Critical Solutions Consulting, azienda che opera nel settore della consulenza sugli asset It, ha intervistato oltre 3.000 esperti di data center in tutta Europa per delineare il futuro di questi asset, fondamentali per lo sviluppo del business delle aziende
Tutti noi abbiamo giocato con i chatbot di intelligenza artificiale – per generare testi, ma anche immagini e video – cogliendone le enormi potenzialità. L’intelligenza artificiale , tuttavia, ha da tempo un fortissimo impatto sull’industria globale, con integrazioni di Ai e machine learning meno spettacolari e visibili, ma analogamente avide di potenza di calcolo.
Per questo i data center stanno incidendo sempre di più sull’utilizzo di energia elettrica e di acqua: la sostenibilità e la riduzione degli impatti energetici, quindi, rappresentano una sfida enorme per il settore, ma anche una grande opportunità per chi saprà innovare rispettando l’ambiente.
James Hart, Ceo di Bcs Consulting, spiega che “la crescita esponenziale dell’Ai pone una sfida per il settore dei data center. La domanda di strutture in grado di gestire le intense esigenze computazionali dell’Ai è in aumento, con un conseguente notevole impatto sul consumo energetico e idrico.
Si pensi poi ai numerosi data center che fanno ancora affidamento a fonti energetiche non rinnovabili, come nel caso delle reti di telecomunicazione. La capacità del mercato di fornire data center sostenibili ed efficienti sarà quindi cruciale per sbloccare il pieno potenziale dell’Ai“.
Entro il 2033 l’energia usata per i data center sarà rinnovabile, per oltre il 90%
Scrive infatti Bcs Consulting nel suo rapporto Ai, peril or promise che “non c’è dubbio che l’attuale agenda politica e sociale sulla fornitura di energia sia fortemente incentrata su Net Zero e sulla sostenibilità.
Tra i nostri intervistati è evidente che l’impegno verso l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili è forte. Nel corso del prossimo decennio, l’86% degli intervistati prevede che almeno il 90% dell’energia utilizzata dai data center provenga da fonti rinnovabili.
Questa percentuale rimane ai livelli registrati nell’ultimo sondaggio e, con appena l’1% in disaccordo con l’affermazione, dimostra chiaramente che il settore sta svolgendo il proprio ruolo nella ricerca globale di un futuro energetico responsabile e sostenibile.
Ancora una volta, gli sviluppatori e gli investitori intervistati sono stati quasi tutti d’accordo su questo tema: è la quinta indagine consecutiva che registriamo questo grado di impegno. Tra i nostri fornitori di servizi la percentuale si attesta all’87%, con un leggero calo rispetto al 92% registrato in precedenza, mentre il 90% dei partecipanti aziendali è d’accordo“.
Infatti, secondo l’indagine, il 71% degli intervistati concorda sul fatto che i recenti eventi geopolitici li indurrebbero ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, mentre il 18% adotta una posizione neutrale e l’11% non è d’accordo.
Sebbene l’11% di coloro che non sono d’accordo sia in aumento rispetto al 6% monitorato in precedenza, è possibile che ciò non sia dovuto a un disaccordo di fondo con l’affermazione generale, ma piuttosto al fatto che questi intervistati abbiano già scelto di perseguire un passaggio verso le fonti di energia rinnovabile o l’abbiano effettivamente raggiunto e quindi non abbiano bisogno di accelerare il processo.
Tra gli utenti finali, il 74% concorda sul fatto che i recenti eventi li indurrebbero ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, in calo rispetto all’85% registrato sei mesi fa, mentre al contrario abbiamo assistito a un aumento dal 64% al 76% dei nostri fornitori di servizi che condividono questa convinzione.
Per gli sviluppatori e gli investitori, il livello di accordo è leggermente inferiore, con il 58%, in calo rispetto ai quasi due terzi che avevano espresso questa preferenza nel quarto trimestre del 2023.

Sono proprio le attuali difficoltà geopolitiche e il loro conseguente impatto sulle catene di approvvigionamento energetico che contribuiscono a evidenziare i vantaggi di un passaggio a fonti di energia rinnovabile generate localmente.
L’intelligenza artificale aiuta gli stessi data center a fare efficienza energetica
Paradossale, ma sintomo di quanto l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo da protagonista in futuro, è il fatto che è questa stessa tecnologia che aiuterà il settore a mitigare il proprio impatto ambientale.
Infatti, gli algoritmi di Ai sono in grado di ottimizzare il consumo energetico, prevedere le esigenze di raffreddamento, gestire i carichi di lavoro in modo più efficiente e ridurre al minimo i tempi di inattività dei server.
Anche la manutenzione predittiva basata sull’Ai contribuisce a prevenire guasti e ridurre la necessità di raffreddamento, con un conseguente risparmio energetico.
“I data center Ai sono fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma è imperativo affrontare con decisione il loro impatto ambientale – conclude Hart – È necessario un approccio multiforme che comprenda una transizione strategica verso fonti di energia rinnovabile, tecnologie di raffreddamento innovative e l’implementazione dell’Ai per massimizzare l’efficienza operativa.
Dobbiamo garantire che la crescita dell’Ai sia sostenibile e responsabile, trovando un equilibrio virtuoso tra progresso tecnologico e salvaguardia ambientale“.
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