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Annalisa Atzeni, una agrichef alla corte del G7

Annalisa Atzeni - agrichef
Immagine di Annalisa Atzeni

Che cos’è un agrichef e cosa ci fa al G7? Oltre a queste domande ecco la vita di un’esteta della cucina sarda “bucolica”. Tanto onesta quanto buona…

A Siracusa, dal 26 al 28 settembre, prenderà vita il G7 dell’Agricoltura e della Pesca. Qui anche una sorta di Expo che accoglierà circa 200 stand di oltre 600 tra operatori e imprese.

In questo contesto la Sardegna rurale sarà rappresentata presso lo stand dell’Associazione Donna Donna Onlus dove sarà possibile conoscere una selezione di prodotti di imprese e operatori sardi.

Ed è qui che sarà possibile incontrare e scoprire Annalisa Atzeni, agrichef ma anche ambasciatrice della cucina del suo territorio.

“Un ruolo che mi sento di assumere avendo alle spalle almeno tre decenni, attività di ricerca sull’entroterra e con approfondimenti continui sul tema dell’agricoltura come motore di rilancio di un’economia più equilibrata in un territorio ricco di una storia finora ancora troppo poco valorizzata e poco conosciuta” spiega a Greenplanner.it questa chef, nata e vissuta nelle sub-regione della Trexenta.

Al G7 tra i grandi dell’agricoltura

Atzeni è già in Sicilia perché, sempre durante i lavori del G7, nell’ambito degli appuntamenti di incontri e dibattiti di lavoro, le è stato chiesto di tenere un intervento sul tema della qualità del cibo, della cucina rurale, della corretta e sana alimentazione, anche alla luce delle problematiche relative ai disturbi alimentari che colpiscono in particolare moltissimi giovani.

Ci piace saperne di più di questa agrichef. Ed ecco la chiacchierata che abbiamo avuto con lei.

Quali sono le caratteristiche che deve rispettare un agrichef?

Un agrichef deve possedere una profonda conoscenza degli ingredienti locali e stagionali, delle pratiche agricole sostenibili e delle caratteristiche del proprio territorio.

Deve essere in grado di utilizzare ingredienti freschi e rispettare i principi della sostenibilità ambientale, adattandosi alle variazioni naturali nella disponibilità e qualità dei prodotti.

È essenziale che abbia competenze culinarie solide e sia creativo nella progettazione dei menù, riflettendo i cambiamenti stagionali e promuovendo i sapori autentici.

Inoltre, deve avere una conoscenza approfondita della propria regione, dei suoi prodotti e dei territori, e comprendere come altre regioni e nazioni valorizzano i prodotti locali attraverso il turismo rurale.

Questo approccio richiede anche un impegno per la sostenibilità e un ruolo educativo, informando gli ospiti e gli studenti sull’origine del cibo e sull’importanza della preservazione delle tradizioni culinarie.

In tutto questo lei come si colloca?

Mi colloco perfettamente in questo contesto grazie alla mia esperienza nel settore agricolo e al mio percorso di studi. Sono cresciuta in un’azienda agricola e ho studiato presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura, che rappresenta una base solida per il mio lavoro come agricoltrice.

Ho lavorato in questo settore per molti anni, acquisendo competenze sia pratiche che teoriche. Inoltre, grazie all’educazione che ho ricevuto da mio padre sulla biodiversità, ho trasformato la mia passione in uno stile di vita.

Questa conoscenza mi ha permesso di comprendere l’importanza di preservare l’equilibrio naturale e di integrare la sostenibilità in ogni aspetto del mio lavoro come agrichef.

Ogni scelta, dall’uso di ingredienti locali e stagionali all’adozione di pratiche agricole rigenerative, riflette questo impegno, che considero essenziale per il futuro dell’agricoltura e della cucina.

Che progetti ha per il futuro?

Per il futuro intendo ovviamente proseguire tutto il lavoro che ho già avviato, come la valorizzazione delle ricette antiche, la trasmissione del sapere delle donne sarde e delle conoscenze ereditate dalle nonne.

Continuerò con i laboratori di cucina online, portando avanti l’organizzazione di eventi in luoghi dove c’è richiesta da parte di ospiti curiosi di conoscere la nostra terra, i sapori più autentici e la cultura locale.

Inoltre, intendo proseguire con la mia ricerca storica, che porto avanti da anni, attraverso interviste lente e approfondite per valorizzare le risorse dell’entroterra, come le risorse naturali e le imprese del territorio che lavorano per promuovere il nostro patrimonio.

L’obiettivo è continuare a costruire questa rete rurale, che già rappresenta la base di tutto il mio mondo lavorativo.

E nell’immediato?

Nel breve termine, oltre al G7 ovviamente, i miei progetti includono il proseguimento dell’attività del mio Home restaurant, creato per valorizzare la cucina casalinga e i prodotti locali.

Continuerò anche con i laboratori online e in presenza, che sono nati grazie a Unitre del Sarrabus, e che porterò avanti con entusiasmo. Proseguirò inoltre con le attività di agrichef a domicilio, collaborando con aziende e associazioni che richiedono la mia partecipazione.

Parte del mio lavoro riguarda anche la promozione, sotto forma di volontariato, delle tradizioni e della cucina culturale.

Infine, proseguirò la mia collaborazione con l’Associazione Menù Deleddiano, coinvolta in eventi regionali, nazionali e internazionali che contribuiscono alla valorizzazione delle nostre tradizioni culinarie e culturali in Sardegna.

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