Domenica 29 settembre è la giornata internazionale della consapevolezza delle perdite e dello spreco alimentare. Un’attenzione necessaria, se vogliamo definirci cittadini attenti alle buone pratiche. Ecco perché…
Domenica 29 settembre sediamoci a tavola ricordandoci che è la giornata internazionale della consapevolezza delle perdite e dello spreco alimentare.
Una giornata significativa questa del 2024: la domenica, infatti, per molti italiani è ancora sinonimo di pranzi luculliani. Ma poi di quello che avanza che ne facciamo? Purtroppo, in molti lo sprecano (leggi lo buttano) tanto che Last Minute Market valuta che in un anno, ognuno di noi in media, butti 36 chili di cibo nella spazzatura.
In pratica, ogni settimana finiscono nel cestino circa 680 grammi pro-capite di cibo. Un dato allarmante perché i valori sono in aumento del 46% rispetto al 2023.
Troppo, visto che da anni si sta parlando di come sia importante gestire al meglio il cibo che si sceglie di comprare (no alle scorte infinite), cucinare (sano!), avanzare (importante sono anche le misure giuste di quanto preparare) e riutilizzare (le ricette non mancano).
Questo deve avvenire tutti i giorni dell’anno. E non solo a casa. Ma anche nei ristoranti (se avanzate chiedete un contenitore per portare a casa il resto) e nelle comunità, tra cui le scuole.
Interessante a questo proposito uno strumento come lo Sprecometro, un’app gratuita messa a punto da Last Minute Market con l’Università di Bologna nell’ambito della campagna Spreco Zero con l’obiettivo di monitorare e misurare lo spreco di cibo e l’impatto ambientale collegato.
Ha deciso di adottarlo Camst group, realtà italiana che si occupa di ristorazione scolastica, che lo sta proponendo agli insegnanti delle scuole. Gli insegnanti potranno iscrivere le proprie classi nella sezione dedicata dell’app e iniziare il monitoraggio alimentare.
Saranno misurati gli sprechi attuati dalle singole classi e ne verrà valutato l’impatto sull’ambiente in termini di impronta idrica e carbonica. In base ai risultati ottenuti, agli insegnanti saranno poi forniti materiali informativi da utilizzare per sensibilizzare gli alunni sulla prevenzione degli sprechi e sulle buone abitudini alimentari.
E proprio al tema della riduzione dello spreco alimentare è dedicata la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr2024) in Italia diffusa da Aica, Associazione Internazionale Comunicazione Ambientale con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Questo format, ormai rodato, chiama all’appello tutti coloro che hanno da segnalare una buona pratica (riproducibile) di prevenzione per la riduzione dei rifiuti. Quest’anno il tema è appunto il cibo. Per partecipare bisogna iscriversi attraverso il form online dedicato.
La call to action è aperta (fino al 6 novembre) a tutti: cittadini, imprese, scuole, amministrazioni pubbliche e associazioni/Ong. La restituzione al pubblico avverrà dal 16 al 24 novembre.
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