Cnr e Tinexta Group hanno lavorato per 3 anni e mezzo al progetto h-Alo, un sistema che è in grado di analizzare e recepire qualità e sicurezza degli alimenti liquidi, rilevando le sostanze dannose, direttamente nei luoghi di produzione
h-Alo, progetto finanziato dalla Commissione europea, durato 42 mesi e costato 4,2 milioni di euro è giunto al termine con lo sviluppo di un sistema portatile in grado di rilevare sostanze nocive eventualmente presenti negli alimenti liquidi, direttamente nei luoghi di produzione.
Il sensore h-Alo utilizza fluorescenza e risonanza plasmonica di superficie – una tecnica che permette di misurare con elevata sensibilità e in tempo reale le interazioni biomolecolari – per rilevare l’eventuale presenza di pesticidi, metalli pesanti e microbi in alimenti liquidi provenienti da catene produttive a filiera corta come miele, latte crudo e birra.
Il sistema h-Alo, acronimo di Photonic System for Adaptable Multiple-Analyte Monitoring of Food Quality, è nato da un’idea dell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Cnr-Ismn) e di Warrant Hub (Tinexta Group).
Può essere usato anche da personale non specializzato e garantisce risultati accurati e affidabili per vari tipi di sostanze liquide.
Ma come funziona esattamente il sensore ottico e come siutilizza in pratica? Rispondono i ricercatori che si tratta di una sorta di “lab on chip che viene utilizzato da un operatore su un banco di lavoro; è composto da un modulo per la preparazione veloce del campione, un modulo microfluidico che contiene la sensoristica, e uno strumento per la lettura e l’analisi dei risultati“.
Inoltre, è stata sviluppata una piattaforma software che gestisce i dati in cloud, consentendo azioni correttive mirate per ridurre gli sprechi alimentari e migliorare la resa produttiva.
Qual è il prossimo passo? “Essendo il sensore ottico un progetto di ricerca, il livello attuale di prontezza tecnologica non è ancora compatibile con una produzione a livello industriale, ma servono ulteriori finanziamenti per continuare con la validazione e poi lo scale-up del dispositivo. Per i quali saranna necesari ulteriori finanziamenti” concludono i ricercatori.
Il consorzio h-Alo, oltre a Warrant Hub e Cnr, include Confagricoltura e The Circle Società Agricola, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e Plasmore. A livello internazionale hanno poi contrinuito Wageningen Food Safety Research e Innosieve Diagnostic (Paesi Bassi), Rise Research (Svezia), il Fraunhofer Institute for Electronic Nano Systems (Germania) e 7Bulls (Polonia).











