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Respiro: il murales simbolo di come Milano potrebbe respirare meglio

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Inaugurata presso la Cittadella degli Archivi di Milano un’opera simbolo del bisogno dei milanesi di respirare meglio: la firma Gianluca Patti che ha utilizzato anche il coating di ReAir

Milano ha bisogno di respirare meglio. Subito (e non come la nuova Direttiva Europea dell’Aria approvata ieri a Bruxelles che potrebbe consentire, a certe condizioni, di ottenere un rinvio molto esteso – fino a 10 anni – del termine del 2030 entro il quale raggiungere i nuovi obiettivi validi per gli altri Paesi europei).

Ma la buona notizia è che tutti possono contribuire a questo obiettivo. Anche gli artisti e i loro mecenati. Un bell’esempio è stato inaugurato ieri presso la Cittadella degli Archivi di Milano dove l’artista Gianluca Patti ha firmato un murale che ha voluto intitolare Respiro.

Alla presenza dell’assessora ai servizi civici, quartieri e partecipazione del Comune di Milano, Gaia Romani, si è tagliato il nastro dell’opera che si inserisce in un percorso che, come la stessa Romani spiega “continuerà per migliorare la città“.

La cittadella degli archivi che sta in via Gregorovius 15, zona Niguarda, è in pieno fermento. Qui si stanno costruendo nuovi spazi per rendere sempre più accessibili ai cittadini gli atti digitalizzati tra cui spiccano quelli legati alla costruzione della città vera e propria.

E la tecnologia usata da Patti, quella di fotocatalitiche brevettate da ReAir, ne diventa anche un simbolo: tutto quello che si va a riqualificare andrebbe fatto tenendo conto di nuovi principi tecnologici che migliorano lo stato ambientale.

ReAir, in questo caso, ha messo a disposizione una nanotecnologia che punta a disgregare in modo naturale i principali agenti inquinanti presenti nell’aria.

Si tratta di un catalizzatore chiamato eCoating che si attiva dalla combinazione di luce e aria, con processo di fotocatalisi, continuando nel tempo a decomporre gli inquinanti gassosi (NOx, SOx, polveri PM organiche, VOC) e i microorganismi come batteri, virus, muffe, funghi e altri agenti patogeni nocivi.

Essendo trasparente, mantiene il colore originale della superficie trattata. Ed ecco il risultato sull’opera di Patti.

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Immagine Comune di Milano

Ma chi sono i mecenati del “Respiro”?

L’opera è una donazione da parte dello Studio Bastianelli&Calloni, commercialisti molto attivi nel supporto di artisti. A breve sarà disponibile anche il catalogo curato da Giorgia Ligasacchi ed Ester Candido.

Biografia di Gianluca Patti

Patti nasce nel 1977 a Monza, dove attualmente vive e lavora. La sua ricerca è incentrata sullo studio del colore e della materia quali strumenti di narrazione del vissuto personale e della dimensione temporale.

All’inizio del proprio percorso si appassiona al lavoro pittorico di grandi artisti quali Pollock, Vedova e Basquiat, approfondendone l’equilibrio cromatico e cercando un proprio approccio unico al colore, nell’ambito di una personale ricerca in continua evoluzione.

È attratto poi dalle correnti artistiche dell’Arte Povera e dall’approccio del Readymade, affascinato dalla decontestualizzazione e dalla nuova vita attribuita a oggetti di uso comune.

Inizia così a studiare i materiali maggiormente evocativi del proprio vissuto, rappresentati, data la propria formazione e il contesto familiare legato al settore edile, dai materiali da costruzione, utilizzandoli però quali elementi di costruzione del proprio processo artistico.

L’approccio trasversale dell’artista l’ha portato inoltre a collaborare alla realizzazione di scenografie nel settore pubblicitario e dell’interior design e a essere selezionato per progetti arte e impresa.

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