Sarà capitato a molti di sentirsi chiamare al telefono proponendo tariffe e condizioni economiche che poi, attraverso vari livelli di furbizia, si traducono in vere pratiche scorrette. Accade oggi soprattutto per i contratti energetici: la testimonianza di un nostro lettore.
Il call center chiama e propone condizioni che poi, risultano differenti o vengono gestite in altro modo rispetto a quanto dichiarato. Spesso attraverso vere furbate, come ci racconta in questa lettera aperta un nostro lettore.
Sei – Servizio Energetico Italiano o Eni Plenitude: ah, saperlo…
Sono cliente Edison Energia da circa 4 anni. Visto il recente rincaro delle forniture, quando vengo contattato dai call center (a meno che mi accorga subito che si tratta di truffatori) ascolto le proposte che mi fanno, sperando di spuntare condizioni migliori di quelle che ho, e così il 30 luglio ho stipulato con Sei – Servizio Energetico Italiano un contratto per la fornitura di luce e gas.
Nel corso del mesi di settembre e ottobre ho ricevuto varie chiamate che fanno riferimento a un contratto con Audax Energia che nego di avere o avere stipulato perché non li ho mai sentiti nominare.
Il 29 ottobre vengo contattato dal servizio clienti di Audax Energia che sostiene si tratti di un’altra denominazione della società Sei. Chiarito questo malinteso, affermano di non essere in grado di dare seguito al contratto stipulato perché “in soprannumero rispetto al numero di contratti disponibili” – in sostanza – sostengono, si è trattato di un errore dei loro commerciali.
Mi propongono pertanto di trasferire il mio contratto a Eni Plenitude, a condizioni migliorative rispetto a quanto avevo pattuito con Sei, cosa che mi viene confermato, oltre che dall’impiegato che mi contatta, anche dal suo responsabile, la signora Tarantino.
Nel corso della stessa giornata vengo contattato dal servizio clienti di Eni Plenitude, con cui completo la pratica di migrazione (che però migrazione non è, visto che da Sei non ho ricevuto ancora neppure una bolletta); mi viene inviata copia del contratto.
Ci devo dormire sopra per accorgermi che qualcosa non quadra; telefono perciò allo Sportello per il Consumatore Energia ed Ambiente dell’Arera (800 166 654) raccontando l’accaduto.
L’operatore mi spiega che sono stato vittima di una pratica scorretta particolarmente elaborata con la quale Eni (o un suo incaricato) si è spacciato per Sei, rifilandomi la frottola dell’impossibilità di eseguire il contratto e convincendomi con l’inganno a passare a Eni.
Il rimedio semplice e immediato – dice l’operatore – è esercitare il Diritto di Ripensamento, visto che non sono passati 14 giorni. Si può farlo attraverso una pagina sul sito Eni; la visito immediatamente scoprendo che, inseriti i miei dati anagrafici la pagina cessa di funzionare impedendomi di procedere con la compilazione del modulo.
Attendo oltre un’ora, provo con browser diversi senza risultato.
Richiamo allora lo Sportello Consumatore, informandoli che la pagina del Diritto di Ripensamento non funziona e loro mi suggeriscono di mandare una mail all’indirizzo che mi indicherà il Servizio Clienti Eni Plenitude chiamando il numero 02 444141 a cui – malauguratamente – risponde un automa che mi chiede cosa voglio fare e per tutta risposta mi invia per Sms un link che porta… esattamente alla stessa pagina online!
Richiamo per la terza volta lo sportello e l’addetta manifesta il suo stupore per il fatto che sia così difficile esercitare il Diritto di Ripensamento ma, cerca che ti ricerca, mi trova un indirizzo Pec del Servizio Clienti Eni Plenitude: clienti@pec.eniplenitude.com cui invio immediatamente una mail che esplicita la mia intenzione di avvalermi del Diritto di Ripensamento.
Ho inoltre inviato il testo che state leggendo anche al servizio segnalazioni Agcm – Autorità Garante per la Concorrenza e del Mercato (protocollo.agcm@pec.agcm.it), chiedendo una approfondita indagine su questa vicenda, ai miei amici giornalisti (casomai qualcuno avesse voglia di pubblicarlo) e lo pubblico sui miei Social, sperando di fare il maggior danno possibile alla reputazione della prima azienda italiana per fatturato.
La foglia di fico dietro a cui si nasconderà Eni (come già a suo tempo fece Enel, tanto perché non pensiate che ce l’ho solo con i petrolieri) è che loro non sono responsabili di ciò che viene fatto dai partner che procacciano loro i clienti, ed è per questo che questa segnalazione deve essere intesa come un prezioso servizio del quale Eni dovrebbe ringraziarmi, perché permetto loro di identificare i partner che si comportano male.
Io infatti non so chi sia il misterioso partner che mi ha contattato ieri mattina, ma sicuramente tramite il numero del contratto lo sa Eni.
Dunque le domande sono diverse:
- perché Eni si serve di partner commerciali che agiscono al limite della truffa?
- perché non interviene stroncando queste pratiche indegne della prima azienda italiana?
- perché rende impossibile esercitare il Diritto di Ripensamento previsto dalla legge?
Da parte mia il commento invece è uno solo: vergogna.
GreenPlanner attende invece una risposta ufficiale da parte di Eni Plenitude. La pubblicheremo ovviamente su questo stesso portale con l’obiettivo di fare chiarezza nella giungla delle offerte e dei metodi selvaggi di vendita dell’energia.












