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Restarters Firenze, dieci anni di riparazioni dalla parte dell’ambiente

Il gruppo Restarters Firenze quest’anno ha vinto il secondo premio del nostro Repair Day Contest. Ecco tutti i segreti del loro successo, tra “Restart Party”, “trashware” e tanta voglia di trasmettere la propria passione

Quest’anno il primo e il secondo premio del Repair Day Contest sono stati assegnati (praticamente ex equo) al team arrivato da Pavia e a quello di Firenze. Ma i Restarters toscani, di recente, hanno raggiunto anche un altro importante traguardo: i loro primi dieci anni di attività.

Abbiamo fatto allora quattro chiacchiere con il riparatore fiorentino Fabrizio per capire meglio come funziona la loro proposta, nata per dare una nuova vita innanzitutto a tutti quei Raee – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – che normalmente verrebbero gettati via, ma che in realtà possono essere aggiustati e utilizzati ancora e ancora.

In questo modo, si limitano sia i rifiuti da gestire sia i nuovi acquisti e consumi, facendo un favore all’ambiente.

I restarter arrivati da Firenze

“La nostra attività principale sono i Restart Party: in queste occasioni diventiamo ospiti di circoli, parrocchie, case del popolo – spiega Fabrizio – insomma, di qualunque spazio di aggregazione in cui si possano organizzare degli eventi, e aiutiamo le persone a riparare i loro oggetti rotti“.

Già, perché per la missione di Restarters Firenze non è tanto o non solo la riparazione in sé, ma il passaggio di conoscenze.

“Questo dettaglio per noi è davvero molto importante – precisa ancora Fabrizio – perché durante i party, non siamo noi che ripariamo. Al contrario, ci poniamo come facilitatori e insegnanti, mettendo in comune con gli altri le nostre competenze e tutta la strumentazione che solitamente le persone non hanno.

Così, cerchiamo non solo di aggiustare degli oggetti ma di insegnare qualcosa, trasmettendo delle pratiche e dei concetti e dando i nostri consigli. Anche perché crediamo imparare a riparare sia divertente, e la nostra esperienza ce lo dimostra“.

Restarters Firenze oggi può contare su una bella squadra, che condivide gli stessi ideali di Fabrizio. “I profili di chi collabora con noi sono vari – aggiunge – Penso ci sia una predominanza di estrazione tecnica e maschile, ma non è esclusiva. Tra di noi ci sono due donne che riparano, una che si occupa dell’accoglienza e degli aspetti organizzativi, e una new entry, la nostra social media manager. Ci teniamo infatti ad avere anche una presenza a livello comunicativo online“.

Al momento, i soci totali sono circa 60. Alcuni sono effettivamente attivi come riparatori e altri ricoprono il ruolo di semplici sostenitori. Il gruppo è organizzato nella forma di associazione senza scopo di lucro, con il suo statuto e le sue regole.

Tutta la programmazione relativa ai Restart Party viene pubblicata sul loro sito web, dove vengono raccolte e raccontate anche le altre attività del gruppo, come per esempio il recupero di computer obsoleti.

Questa pratica viene chiamata trashware e ha l’obiettivo di dare a dispositivi vecchi una seconda opportunità, rendendoli funzionali per un nuovo utilizzo. L’idea è quella di recuperare un hardware che, seppur funzionante, è ormai considerato un rifiuto per via di prestazioni non più in linea con gli standard di mercato.

Durante un Restart Party. Foto di Restarters Firenze

Nella pratica, il trashware consiste nell’equipaggiare i computer in questione con un software libero e adeguato alle risorse hardware disponibili, in modo che sia possibile sfruttarne ancora le potenzialità, seppur limitate.

Questa soluzione innovativa ha trovato per esempio spazio durante i mesi della pandemia, come supporto alla Dad, la didattica a distanza, inserendo Restarters Firenze in un circuito di solidarietà digitale.

Così, tanti bambini hanno avuto la possibilità di lavorare su computer riparati e adatti alle loro esigenze. Insomma, l’impegno di questo gruppo di appassionati prosegue e cresce in tante direzioni diverse.

E chi volesse seguire il loro esempio e diventare un Restarter? A questa domanda risponde Giuseppe, socio arrivato da qualche anno tra i riparatori di Firenze: “Bisogna essere consapevoli che non si tratta proprio di una cosa facilissima da imparare, ma scoraggiatevi. Gli elementi più importanti sono un impegno costante nel tempo e la volontà di imparare le basi teoriche, perché senza un bagaglio di conoscenze non è possibile lavorare con successo alle riparazioni“.

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