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Aria tossica: il peso dell’inquinamento atmosferico sulla salute degli europei nel 2024

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Immagine creata con Ai

Il rapporto di fine 2024 della European Environment Agency presenta una stima aggiornata dell’impatto sulla salute della popolazione europea dell’esposizione prolungata a tre principali inquinanti atmosferici: il particolato fine (PM2,5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono (O3)

Impatti della cattiva aria nei Paesi dell’Unione europea e potenziali benefici di un miglioramento della qualità dell’aria: il Burden of disease 2024 mostra il peso – in termini di vite umane – delle malattie legate all’inquinamento atmosferico e include i rapporti sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento atmosferico e sui suoi effetti sugli ecosistemi.

I dati raccolti in questa analisi dell’Agenzia europea dell’Ambiente sono basati principalmente sulle informazioni validate relative al 2022 e sono importanti perché mostrano l’impatto reale dell’aria che respiriamo sulla nostra salute; inoltre, servono a sollecitare interventi urgenti per migliorare la qualità della vita e proteggere il futuro del nostro Pianeta.

Verso un’Europa a inquinamento zero: l’obiettivo del 2030

Nel contesto del Green Deal europeo, il piano d’azione Inquinamento Zero ha l’obiettivo di migliorare significativamente la qualità dell’aria entro il 2030, in particolare agendo sulla riduzione del particolato fine (PM2,5).

L’obiettivo principale delle azioni deliberate è quindi quello di diminuire del 55% i decessi prematuri attribuibili all’inquinamento atmosferico nell’Unione europea rispetto ai livelli registrati nel 2005.

Secondo la Eea (European Environment Agency), i decessi prematuri causati dall’esposizione a livelli di PM2,5 superiori alla soglia raccomandata dall’Oms (5 µg/m3) sono già diminuiti del 45% tra il 2005 e il 2022.

Questo progresso suggerisce che, con una corretta attuazione delle politiche europee su aria, clima ed energia, l’obiettivo del piano Inquinamento Zero potrebbe essere non solo raggiunto, ma addirittura superato.

Misurare l’impatto sulla salute: il concetto di onere ambientale delle malattie

impatti sanitari dell'inquinamento
fonte: Eea

L’onere delle malattie rappresenta l’impatto che una malattia ha sulla salute di una popolazione. Questo impatto si misura attraverso diversi indicatori, tra cui mortalità e morbilità ed è spesso quantificato in anni di vita corretti per disabilità (disability-adjusted life years – Daly), un indicatore sintetico che combina gli effetti di mortalità e morbilità.

L’onere delle malattie viene misurato utilizzando quattro parametri chiave:

  1. anni vissuti con disabilità (Yld): quantificano gli anni trascorsi in condizioni di salute ridotta, calcolati moltiplicando i casi prevalenti di una malattia per un fattore di gravità (peso della disabilità) che varia da 0 (salute piena) a 1 (condizione più grave)
  2. numero di decessi: causati da una specifica malattia o gruppo di malattie
  3. anni di vita persi (Yll): stimano gli anni di vita potenziale persi a causa di decessi prematuri, calcolati rispetto all’aspettativa di vita statistica
  4. Daly: unisce Yll e Yld, fornendo una misura complessiva del carico di malattie in una popolazione

Impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute in Europa nel 2022

L’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico è stato valutato considerando la mortalità generale – che stima i decessi totali attribuibili all’inquinamento atmosferico, senza distinzione tra le malattie – e la mortalità e morbilità specifiche – ovvero l’analisi degli effetti sulla salute associati a specifiche malattie.

dati mortalità
fonte: Eea

Per passare ai numeri del problema, nel 2022, nei 27 Paesi membri dell’Unione europea si sono verificati:

  • 239.000 decessi attribuibili a concentrazioni di PM2,5 superiori al livello guida Oms di 5 µg/m3 (intervallo di confidenza: 182.000-267.000)
  • 70.000 decessi attribuibili a concentrazioni di O3 superiori a 60 µg/m3 (Ci: 0-137.000)
  • 48.000 decessi attribuibili a concentrazioni di NO2 superiori a 10 µg/m3 (Ci: 24.000-95.000)

L’analisi ha anche considerato un gruppo più ampio di Paesi (40-41 Stati), ricavando i seguenti dati:

  • 269.000 decessi sono stati attribuiti al PM2,5
  • 81.000 decessi sono stati attribuiti all’O3
  • 66.000 decessi sono stati attribuiti al NO2

Cause specifiche di mortalità e morbilità

mortalità ed esposizione agli inquinanti
fonte: Eea

PM2,5: tra le malattie associate al particolato fine, l’ischemia cardiaca ha rappresentato il maggiore onere, seguita da ictus, diabete mellito, cancro ai polmoni, Bpco e asma infantile.

La mortalità rappresenta la quasi totalità dell’impatto per il cancro ai polmoni (99%) e l’ischemia cardiaca (97%). La morbilità contribuisce in modo significativo per asma infantile (99%), Bpco (40%) e diabete mellito (23%).

NO2: le malattie con il maggiore onere associato a questo inquinante sono il diabete mellito, l’ictus e l’asma negli adulti. Per asma, l’impatto è prevalentemente legato alla morbilità (88%), mentre per ictus e diabete prevale la mortalità (rispettivamente 76% e 58%).

O3: l’unica malattia considerata è la Bpco, con 8.400 decessi attribuibili nel 2022.

dati mortalità PM2,5
dati mortalità PM2,5 (fonte Eea)
dati mortalità NO2
dati mortalità NO2 (fonte Eea)
dati mortalità O3
dati mortalità O3 (fonte Eea)

L’inquinamento atmosferico rimane quindi una delle principali minacce alla salute pubblica in Europa. Sebbene siano stati compiuti progressi, i dati evidenziano la necessità di ulteriori interventi per ridurre le esposizioni e il conseguente carico di malattie.

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